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19/09/2026 ore 18.59
Politica

Dialisi nel Cosentino, Madeo: «Impensabile trasformare i Cad in centri senza nefrologi»

La capogruppo regionale del Pd chiede l’audizione in Commissione Sanità del coordinatore nazionale Aned Pasquale Scarmozzino

di Redazione

Una richiesta di audizione in Commissione Sanità per fare chiarezza sulla riorganizzazione dei centri dialisi della provincia di Cosenza. A depositarla è stata Rosellina Madeo, capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, che chiede di ascoltare il coordinatore nazionale dell’Aned Pasquale Scarmozzino.

L’iniziativa arriva dopo le preoccupazioni manifestate dai pazienti e dalle loro famiglie attraverso l’Associazione nazionale emodializzati. Al centro del confronto c’è la possibile trasformazione dei Cad, centri con assistenza nefrologica, in Cal, strutture nelle quali non sarebbe prevista la presenza continuativa del medico specialista.

Le preoccupazioni dei pazienti dializzati

Madeo esprime vicinanza alle persone sottoposte a dialisi e alle famiglie che hanno segnalato timori per le conseguenze della riorganizzazione.

Secondo la consigliera regionale, la trasformazione delle strutture potrebbe ridurre il livello di assistenza garantito ai pazienti, soprattutto nei territori più distanti dagli ospedali dotati di reparti e servizi specialistici.

«È impensabile avere centri di assistenza senza nefrologi», sostiene Madeo, che parla di un possibile declassamento dei presidi esistenti e chiede di conoscere nel dettaglio le decisioni assunte dalla sanità regionale.

Le differenze tra Cad e Cal

Nella ricostruzione contenuta nella nota, i Cad, centri dialisi ad assistenza decentrata, possono contare sulla presenza del medico nefrologo e garantiscono un’assistenza continuativa.

I Cal, centri ad assistenza limitata, avrebbero invece un’organizzazione differente, senza la presenza stabile dello specialista. È proprio questo passaggio a suscitare la contrarietà della rappresentante del Pd.

Madeo sostiene che la Regione possa prevedere l’attivazione di nuovi centri ad assistenza limitata, ma che non sia contemplato il depotenziamento delle strutture già operative. La questione dovrà essere chiarita attraverso il confronto con gli organismi sanitari competenti.

L’impatto sulle aree più distanti

La capogruppo richiama in particolare la condizione dei pazienti residenti nei territori periferici e nelle aree interne della provincia.

In questi contesti, la distanza dai principali ospedali rende più complesso l’accesso alle cure specialistiche e aumenta la rilevanza dei centri territoriali. Per Madeo, eliminare la presenza del nefrologo potrebbe produrre conseguenze sulla gestione delle criticità cliniche connesse al trattamento.

La dialisi comporta inoltre una frequenza regolare delle sedute e incide sull’organizzazione quotidiana dei pazienti e delle loro famiglie. Da qui la richiesta di mantenere livelli assistenziali adeguati anche nei presidi decentrati.

La questione della carenza di specialisti

Madeo collega la riorganizzazione anche alla difficoltà di reperire medici specialisti in Calabria.

Secondo la consigliera, la carenza di personale non può essere affrontata riducendo i servizi. Il problema deriverebbe anche dalle limitate prospettive di carriera e dai compensi considerati non adeguati alle responsabilità e alle mansioni svolte.

«Non è declassando e depotenziando che si aggiusta la medicina di prossimità o si rende sufficiente il numero di specialisti», afferma la capogruppo regionale.

La richiesta di audizione

La richiesta depositata prevede l’audizione di Pasquale Scarmozzino, coordinatore nazionale dell’Associazione nazionale emodializzati, dialisi e trapianto.

Madeo ritiene che il rappresentante dell’Aned possa fornire alla Commissione Sanità informazioni sulle esigenze dei pazienti, sulle differenze tra i modelli assistenziali e sulle conseguenze dell’eventuale trasformazione dei centri.

Al momento, nella nota non sono riportate la data dell’audizione né una replica degli organismi sanitari interessati dalla riorganizzazione.

«La salute prima di tutto»

La consigliera richiama infine il diritto alla salute e chiede che qualsiasi modifica venga preceduta da un confronto trasparente con pazienti, associazioni e professionisti.

L’obiettivo dell’iniziativa è ottenere chiarimenti sull’organizzazione futura dei centri della provincia di Cosenza e impedire, secondo Madeo, che eventuali risparmi vengano realizzati riducendo l’assistenza specialistica.

«La chiarezza e la salute prima di tutto», conclude la capogruppo del Pd.