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16/06/2026 ore 18.10
Politica

Dimissioni segretario Pd Cosenza, Madeo e Candreva: «Prima il progetto politico e poi il nuovo nome »

Il segretario cittadino e il capogruppo del Partito di Corigliano Rossano intervengono sulla decisione di Matteo Lettieri di fare un passo indietro: «Le candidature autorevoli non mancano, ma adesso è necessario lavorare su visione e radicamento»

di Emilia Canonaco

di Francesco Madeo e Giuseppe Candreva*

Leggendo gli interventi di queste ore, abbiamo l’impressione che il Partito Democratico della provincia di Cosenza stia correndo un rischio che non può più permettersi: concentrarsi sulla lotta per il primato individuale anziché su una riflessione profonda sulla propria rinascita. Non ci interessa partecipare a una sterile e comoda ricerca di colpevoli.

Riteniamo che l’attuale crisi di consenso e l’indebolimento organizzativo del PD cosentino debbano spingere chiunque abbia ricoperto ruoli di responsabilità a interrogarsi con onestà intellettuale. Proprio per questo riteniamo che il tema non sia processare il passato, ma costruire il futuro. La domanda che dovremmo porci è un’altra: cosa serve oggi al Partito Democratico della provincia di Cosenza? Serve davvero una nuova conta interna? Serve davvero una dimostrazione di forza tra schieramenti? Serve davvero eleggere un segretario sulla base di un fragile equilibrio numerico, rischiando di lasciare irrisolte le divisioni che da mesi lacerano il partito?

Noi pensiamo di no. Non perché manchino candidature autorevoli o persone capaci. Non perché qualcuno non abbia il diritto di avanzare una proposta. Ma perché la profondità della crisi che tutti descriviamo richiede uno sforzo politico superiore. Se tutti riconosciamo che il partito ha bisogno di ritrovare radicamento, partecipazione, credibilità e funzione politica, allora dovremmo avere il coraggio di ripartire da qui: dal progetto, dalle priorità, dalle regole, dal rapporto con gli amministratori e con i territori. Solo dopo aver definito, con chiarezza, quale partito vogliamo costruire sarà possibile individuare la guida più adatta a realizzare quel percorso.

Abbiamo l’impressione, invece, che in queste ore si stia chiedendo al partito di compiere il percorso inverso: prima il nome e poi il progetto. Anteporre il nome al progetto è un errore politico che non possiamo concederci. Una comunità politica non si rigenera attraverso la semplice conta dei numeri, ma costruendo una prospettiva realmente condivisa. Oggi il vero atto di responsabilità consiste nell’abbandonare definitivamente la logica dei “vincitori e dei vinti”. Il PD cosentino ha bisogno di una fase nuova. E una fase nuova non può essere definita soltanto da un nome. Deve essere definita da una visione, da un metodo e da una sincera volontà di ricostruzione.

È su questi temi che l’Assemblea provinciale deve interrogarsi prima di qualsiasi altra decisione: non sulla leadership delle prossime settimane, ma sul percorso politico e organizzativo da costruire per i prossimi anni. Perché la vera domanda che abbiamo di fronte non è chi sarà il prossimo segretario provinciale. La vera domanda è se vogliamo continuare e limitarci a certificare un partito diviso a metà oppure cogliere questa occasione per avviare finalmente una ricostruzione condivisa del Partito Democratico della provincia di Cosenza. Da questa risposta dipenderà non soltanto una scelta organizzativa, ma il futuro stesso della nostra comunità politica.

*Segretario cittadino e Capogruppo PD Corigliano Rossano