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18/02/2026 ore 16.17
Politica

Dissesto in Calabria, Stasi attacca Caputo e chiama in causa Occhiuto

Il sindaco di Corigliano-Rossano: «Il centrodestra governa dal 2020, soldi ereditati e spesi poco». Nel mirino anche Montuoro e lo stop ai conferimenti

di Redazione

Il tema del dissesto idrogeologico in Calabria torna terreno di scontro politico, con toni durissimi. Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, punta il dito contro il consigliere regionale Caputo e contro la Giunta di centrodestra, rivendicando un dato che considera decisivo: «Caputo si dimentica che il centrodestra governa dal 2020».

L’attacco a Caputo: «Chiedete scusa ai calabresi»

Stasi apre con un’accusa netta sul terreno della gestione e dei tempi: «In sei anni sono stati incapaci di spendere soldi che hanno ereditato. Chiedete scusa ai Calabresi». Nel suo intervento, il primo cittadino interpreta le parole di Caputo come una normalizzazione dei ritardi: «Secondo il consigliere regionale sarebbe normale che un ufficio straordinario come quello del Commissario per il Dissesto Idrogeologico, in capo al Presidente della Regione, impieghi otto anni per spendere soldi che avrebbero salvato vite, aziende, case, strade».

La conclusione che ne trae è politica e amministrativa insieme: «Questo ci offre l’immagine plastica della visione di pubblica amministrazione di questa disastrosa Giunta regionale».

Montuoro, Crati e conferimenti: «Un’altra vergogna»

Nel ragionamento del sindaco entra anche l’assessore regionale all’Ambiente, Montuoro, citato come precedente in una sequenza di scelte contestate: «Dopo l’exploit dell’assessore regionale all’Ambiente, Montuoro, che è riuscito ad aggiungere un’altra vergogna a quella della mancata messa in sicurezza dell’argine del Crati, bloccando i conferimenti ai Comuni in emergenza e cercando di coprirsi attribuendo a noi i debiti che hanno contratto le loro amministrazioni, il quasi assessore regionale Caputo aggiunge un’altra perla».

È un passaggio in cui Stasi lega emergenza, gestione dei rifiuti e sicurezza del territorio, sostenendo che le responsabilità verrebbero “scaricate” sui Comuni.

Il nodo delle date: «Dal 2020 al 2021, il cronoprogramma era già scritto»

Un altro punto su cui insiste è la cronologia. Stasi contesta l’impostazione temporale attribuita a Caputo e ribalta la prospettiva: «Parla del 2021 dimenticandosi che il centrodestra governa dal 2020 (o forse rinnegano i governatori precedenti?)». E aggiunge un elemento che definisce “beffa”: «Questa classe dirigente, imbarazzante, non ha dovuto nemmeno cercare i soldi perché li ha trovati in eredità dalla programmazione precedente».

Nel merito, il sindaco rivendica che il percorso dovesse avere tempi già definiti: «Questo lavoro avrebbe dovuto iniziare da cronoprogramma nel 2020 e terminare nel 2021».

Dentro la stessa critica, Stasi inserisce una contrapposizione simbolica sulle priorità: «Ma si sa che con questa Giunta regionale la film commission è più importante del dissesto idrogeologico».

Occhiuto e i fondi: «Speso solo il 4%»

Il cuore politico dell’affondo arriva quando Stasi chiama direttamente in causa il presidente della Regione. «Confermo: il Governatore Occhiuto su 500 milioni di euro a disposizione, come Ufficio del Commissario, ha speso solo 4%», afferma, aggiungendo che si tratterebbe di una responsabilità «diretta e senza scusanti» rispetto ai danni prodotti: «Essendo responsabile diretto e senza scusanti di danni enormi alle persone, alle imprese, alle città, alla Calabria».

La chiusura: «Armigeri del governatore, ulteriore imbarazzo»

Nelle righe finali, il sindaco torna a colpire anche sul piano politico, contestando la difesa della maggioranza regionale: «Le difese d’ufficio degli armigeri del governatore rappresentano un imbarazzo ulteriore rispetto alla inerzia totale nella quale ristagna la Regione Calabria su questo ed altri mille temi». E chiude con la richiesta più esplicita: «Sarebbe necessario semplicemente vergognarsi e chiedere scusa ai calabresi tutti, dalla Sibaritide alla Locride».