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22/05/2026 ore 07.39
Politica

Donne migranti in Calabria, avviso da oltre un milione per formazione e lavoro

La Regione cerca partner per co-progettare interventi di inclusione attiva. Straface: «Spezziamo isolamento e subalternità»

di Redazione
L'assessore regionale Pasqualina Straface

La Regione Calabria punta sull’inclusione attiva delle donne migranti con un avviso da 1 milione e 172 mila euro destinato alla selezione di partner con cui co-progettare un piano di interventi dedicato a formazione, lavoro, casa, protezione e autonomia personale.

L’iniziativa, promossa dall’assessorato regionale al Welfare, nasce con l’obiettivo di trasformare situazioni di fragilità in percorsi concreti di emancipazione. Non solo assistenza, dunque, ma strumenti per favorire indipendenza economica, inserimento sociale e tutela delle donne più esposte a isolamento, violenza, sfruttamento o marginalità.

Donne migranti, la Regione Calabria apre l’avviso per i partner

La misura è finanziata nell’ambito del Programma nazionale inclusione e lotta alla povertà e rappresenta una quota dei 10 milioni di euro complessivi destinati dal Ministero alle regioni del Mezzogiorno per valorizzare il potenziale delle cittadine di Paesi terzi regolarmente presenti sul territorio.

Il progetto avrà una durata di 24 mesi e si inserisce nella visione promossa dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, orientata a una gestione governata dei flussi migratori fondata su inclusione sociale e lavorativa, legalità e valorizzazione delle competenze. Una strategia che guarda anche al contrasto dello spopolamento e alla risposta alla carenza di manodopera in alcuni settori del territorio.

Straface: «Dignità e libertà attraverso formazione e lavoro»

L’assessore regionale al Welfare e all’Inclusione sociale, Pasqualina Straface, sottolinea il valore umano e sociale dell’intervento, mettendo al centro le storie delle donne destinatarie della misura.

«Dietro i dati tecnici e i decreti ci sono i volti, le storie e le speranze di donne che hanno affrontato viaggi drammatici e che oggi chiedono solo di poter vivere con dignità e sicurezza nella nostra terra».

Per Straface, l’obiettivo è andare oltre la semplice erogazione di servizi, costruendo percorsi capaci di incidere realmente sulla vita delle persone.

«Con questo intervento non ci limitiamo a finanziare dei servizi, ma vogliamo fortemente spezzare l’isolamento e la subalternità, offrendo strumenti reali per costruire una libertà che passa inevitabilmente attraverso la formazione, il lavoro e la sicurezza di una casa».

Accoglienza, legalità e contrasto allo sfruttamento

Nel quadro delineato dalla Regione, inclusione e legalità sono due elementi inseparabili. L’avviso punta infatti a proteggere le donne più vulnerabili, anche rispetto al rischio di abusi, violenze o sfruttamento lavorativo.

«C’è un legame profondo tra l’accoglienza e la legalità, ed è nostra responsabilità proteggere chi è più esposto al rischio di abusi, violenze o sfruttamento lavorativo», afferma l’assessore.

La misura intende così costruire una rete territoriale capace di accompagnare le donne migranti nei percorsi di autonomia, rafforzando al tempo stesso le politiche di integrazione e la collaborazione tra istituzioni, Terzo settore e realtà impegnate nei servizi alla persona.

«La Calabria dimostra ancora una volta il suo volto più umano e inclusivo, mettendo in campo risorse importanti per dare vita ad una rete solidale che non lasci indietro nessuno e che valorizzi il lavoro di cura, trasformando il bisogno in opportunità di autoimprenditorialità e integrazione autentica».

Tre linee di intervento per inclusione, lavoro e autonomia

Il bando prevede una strategia articolata in tre direttrici principali, pensate per rispondere alle diverse condizioni delle donne destinatarie.

La prima riguarda la protezione e il reinserimento delle vittime di tratta, grave sfruttamento lavorativo e violenza di genere. Per queste donne sono previsti percorsi personalizzati di formazione, orientamento all’abitare e misure di conciliazione tra tempi di vita e lavoro.

La seconda linea punta alla qualificazione del lavoro domestico e di cura, un settore particolarmente delicato nel quale l’obiettivo è favorire l’emersione dal sommerso, l’incontro trasparente tra domanda e offerta e la nascita di cooperative o nuove attività autonome.

La terza area di intervento è rivolta alle donne migranti disoccupate o inserite in contesti di forte precarietà. In questo caso sono previsti corsi di lingua italiana, orientamento ai servizi territoriali e laboratori di socializzazione pensati anche per sostenere l’associazionismo femminile straniero.