DPM Cosenza rivendica il populismo: «La politica ascolti i cittadini, non i salotti»
Il coordinamento cittadino dei Democratici Progressisti Meridionalisti interviene nel dibattito politico: «Fieri se populismo significa bene comune»
Il DPM Cosenza, coordinamento cittadino dei Democratici Progressisti Meridionalisti, interviene nel dibattito sul populismo e rivendica una concezione della politica fondata sull’ascolto dei cittadini, sul confronto diretto con le comunità e sulla ricerca del bene comune.
In una nota firmata dal presidente Francesco Intrieri, il movimento prende posizione dopo le discussioni nate attorno al percorso politico avviato dal segretario nazionale Francesco De Cicco, accusando una parte del dibattito pubblico di usare il termine populismo come un’etichetta negativa e riduttiva.
Il DPM: «La politica è servizio ai cittadini»
Secondo il coordinamento cittadino, la politica non può essere interpretata come esercizio chiuso dentro logiche di palazzo, ma deve tornare a essere servizio verso la comunità.
«Quello che possiamo affermare è che la Politica, per come la intendiamo noi del DPM, significa mettersi al servizio dei cittadini e, più in generale, del Paese», si legge nella nota.
Da qui il richiamo alla necessità di ascoltare e dialogare con le persone, considerate non come strumenti per raggiungere obiettivi personali, ma come il fine stesso dell’azione pubblica.
Il DPM richiama anche l’origine del termine politica, derivato dal greco polis, inteso come insieme delle attività orientate al governo della città e al raggiungimento del bene comune.
«Se questo è populismo, siamo fieri di esserlo»
Il passaggio centrale della nota riguarda proprio il significato attribuito al populismo. Per il movimento, se essere populisti significa rimettere al centro i cittadini, ascoltare i loro bisogni e orientare l’azione politica verso la comunità, allora quella definizione non rappresenta un’accusa.
«Il populismo dovrebbe essere inteso come il modo di svolgere una funzione pubblica in cui le persone non costituiscono lo strumento attraverso il quale raggiungere i propri scopi, ma costituiscono essi stessi il fine verso cui orientare il proprio agire», afferma il coordinamento.
Poi la rivendicazione: «Se così inteso, noi siamo fieri di essere definiti populisti».
L’attacco al «salottismo»
Nella nota non manca una critica verso chi, secondo il DPM, preferirebbe il confronto nei circuiti ristretti della politica rispetto al dialogo diretto con i cittadini.
«C’è chi invece ritiene evidentemente più utile o più importante “dialogare” all’interno di certi “salotti”, piuttosto che dialogare con i cittadini, preferendo il “salottismo” al populismo», scrive il coordinamento cittadino.
Una contrapposizione netta, che il movimento utilizza per marcare la propria identità politica: da un lato il contatto con la comunità, dall’altro una politica percepita come distante e autoreferenziale.
«Saranno i cittadini a decidere»
Il DPM Cosenza conclude richiamando ancora una volta il ruolo dei cittadini come arbitri del confronto politico.
«Noi, come gli antichi greci, coltiviamo il sogno di agire per il bene comune, altri per il bene personale», afferma il presidente Francesco Intrieri.
Poi la chiusura: «Come sempre saranno i nostri cittadini a decidere, e forse è questo ciò che preoccupa certi personaggi».