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13/04/2026 ore 10.00
Politica

Elezioni Castrovillari 2026: il grande Risiko del Pollino tra eredità pesanti e sogni di ribaltone

Bello (area centrosinistra) punta sulla continuità dell’era Lo Polito contro la "filiera" istituzionale incarnata dalla meloniana De Gaio. Gli indipendenti Donadio e Graziadio puntano sul civismo: bivio storico tra partiti e pragmatismo tecnico

di Franco Sangiovanni
Dall'alto in senso orario: Bello, De Gaio, Graziadio e Donadio

Sta per calare il sipario sull'era di Mimmo Lo Polito e per la città del Pollino si apre ufficialmente la stagione dell’incertezza e delle grandi manovre. A Castrovillari le elezioni amministrative del 2026 potrebbero rappresentare un vero e proprio spartiacque storico. Con la definizione dei quattro candidati a sindaco (a meno di sorprese dell’ultimo minuto), la geografia politica locale si trasforma in un mare agitato dove correnti partitiche e onde civiche si scontrano per il controllo di Palazzo di Città.

Bello (centrosinistra) per la continuità con Lo Polito 

Il campo largo in salsa castrovillarese del centrosinistra (senza Avs e M5S ma con PD, Democratici per Castrovillari, Progressisti e Radici per il Futuro) ha scelto la via della continuità dinamica affidando il testimone a Ernesto Bello. Assessore uscente e conoscitore profondo della macchina amministrativa, Bello ha l’arduo compito di difendere dieci anni di operato della giunta Lo Polito, cercando al contempo di dare una scossa di freschezza a un progetto che, per ovvie ragioni di longevità, presenta naturali segni di usura.

La sua candidatura alle imminenti elezioni è il tentativo di dimostrare che il "modello Castrovillari" può rigenerarsi dall'interno. Bello dovrà essere un abile navigatore per tenere unite le varie anime del PD e delle liste civiche d’area, evitando che le "sardine" del suo elettorato si disperdano in mare aperto verso lidi più critici.

Castrovillari, Ernesto Bello candidato a sindaco del centrosinistra

Elezioni Castrovillari, centrodestra compatto su De Gaio

Dall'altra parte della barricata, il centrodestra (Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega- Salvini, Noi Moderati, Libertà e Democrazia, Italia del Meridione, Alternativa Sociale Italiana, Insieme per Castrovillari, Azione Cittadina) risponde con uno schieramento guidato da Anna De Gaio. Esponente di primo piano di Fratelli d’Italia e figura di spicco nel panorama politico regionale, rappresenta la sfida più credibile e strutturata degli ultimi anni alla egemonia progressista.

La “filiera istituzionale” potrebbe essere la strategia d’azione. In un momento in cui la Regione Calabria e il Governo nazionale battono bandiera di centrodestra, l’argomento di una Castrovillari "allineata" alle elezioni per ottenere maggiori risorse e attenzione sui temi caldi, in primis la sanità e l’ospedale spoke, potrebbe far breccia nel cuore di un elettorato stanco del ruolo di opposizione permanente ai piani alti della Cittadella regionale.

Castrovillari, Anna De Gaio é la candidata a sindaco del centrodestra 

Il mondo del civismo alle falde del Pollino

Il vero elemento di disturbo (e forse di fascino) di questa competizione è il peso del civismo, che questa volta non si presenta come semplice stampella dei poli, ma come alternativa di governo sdoppiata. Luca Donadio (Civicamente) incarna il volto di una società civile che chiede competenza tecnica e pragmatismo, svincolati dalle logiche di segreteria. La sua candidatura punta a pescare nel bacino dei moderati e dei professionisti delusi, proponendo una rotta che sappia parlare ai settori produttivi della città.

Dall'altro lato, Leonardo Graziadio (Solidarietà e Partecipazione) porta avanti il vessillo di un civismo più militante e radicale, sostenuto dall'esperienza consolidata nel movimento che lo sostiene. Con il supporto del consigliere regionale Ferdinando Laghi, Graziadio si pone come la voce della difesa ambientale e della trasparenza totale, parlando a quel segmento di cittadini che vede nei partiti tradizionali, di ogni colore, un ostacolo allo sviluppo della città.

In definitiva, le schermaglie di queste settimane tra i quattro aspiranti alla guida di Palazzo di Città non saranno solo rumore di fondo elettorale. Sotto la superficie emerge la sagoma di una città a un bivio decisivo. L'elettorato osserverà con un misto di speranza e disincanto. La vera partita non si giocherà solo sulla capacità di colpire l'avversario nel suo punto debole, ma sulla forza di un'idea che sappia restituire dopo le elezioni a Castrovillari il suo ruolo di capofila del Pollino