Elezioni San Giovanni in Fiore | Barile: «Ho già vinto con una lista contro dieci, lo rifaremo insieme»
L’aspirante primo cittadino: «Ambrogio è di fatto sindaco dal 2020, altro che Succurro. In questi anni ha sfregiato una città, deturpato Lorica e lasciato il Comune chissà in che condizioni»
Il giorno delle elezioni comunali di San Giovanni in Fiore si avvicina e la campagna elettorale regala toni accesi e un’aria frizzante tipica della Sila. Antonio Barile è uno dei protagonisti della scena politica cittadina. Già due volte sindaco nel 2010 e nel 2011, ha deciso di ricandidarsi alla guida del Comune, spiegando ai nostri microfoni le motivazioni che lo hanno spinto a tornare in campo in un momento delicato per la città silana. Lo ha fatto con il consueto trasporto emotivo che ne caratterizza ogni intervento.
Nel corso della nostra intervista, il cui video pubblichiamo a margine dell’articolo integralmente, il candidato ha affrontato numerosi temi: dalla crisi della politica tradizionale allo spopolamento, passando per sanità, bilancio comunale, gestione amministrativa e valorizzazione del territorio. Ovviamente toni duri anche contro l’attuale amministrazione e sul ruolo politico di Marco Ambrogio e Rosaria Succurro.
«Chi me lo fa fare? Me lo chiedono in tanti», ha dichiarato Barile. «Io non posso girarmi dall’altra parte quando vedo la mala politica agire sempre di più, non solo a San Giovanni in Fiore ma in Calabria. Quando vedo tanta gente soffrire sento il bisogno di dare il mio contributo».
Barile: «A San Giovanni in Fiore servono persone libere e preparate»
Nel suo intervento ha rivendicato il proprio percorso politico, ricordando la vittoria del 2010. «Con una sola lista contro dieci siamo riusciti a vincere le elezioni - ha ricordato proponendo un paragone col presente -. Sembrava potesse aprirsi una nuova pagina politica per San Giovanni in Fiore dopo Mario Oliverio». Il candidato ha poi ripercorso gli ultimi cinque anni di opposizione in consiglio comunale, sottolineando di aver svolto un lavoro energico e documentato, anche attraverso interventi e denunce pubblicate sui social.
Durissime le accuse rivolte all’attuale gestione amministrativa. «Dal giorno dopo l’elezione il sindaco non è stato più il sindaco - ha affermato Barile riferendosi a Rosaria Succurro -. A comandare è stato Marco Ambrogio. Il consiglio comunale, gli assessori, tutto è stato svuotato».
Sanità, lavoro e spopolamento: le priorità per le Elezioni
Tra i temi centrali della campagna elettorale di Barile ci sono lavoro, servizi essenziali e lotta allo spopolamento. Il candidato ha riconosciuto che il fenomeno migratorio riguarda tutta la Calabria, ma ha contestato alcune dichiarazioni ottimistiche sul futuro della città. «Non si può dire che a San Giovanni in Fiore sia finita l’emigrazione. È una piaga che colpisce tutta la regione».
Barile ha ricordato un progetto avviato durante la sua esperienza amministrativa insieme ai ministeri del Lavoro e dell’Agricoltura, che coinvolgeva circa 600 lavoratori calabresi, di cui 400 sangiovannesi. «Quelle persone hanno potuto sopravvivere grazie a quel progetto - ha spiegato -. Abbiamo tentato di creare posti di lavoro veri, ma la Regione Calabria non è riuscita a gestire quella convenzione”.
Il candidato ha parlato anche delle difficoltà personali vissute durante la sua attività politica. «Per due volte mi hanno mandato a casa – ha evidenziato -. Ho vissuto con i carabinieri sotto casa, mi hanno bruciato una casa, tagliato le ruote dell’auto e svitato i bulloni della macchina: mia moglie e mio figlio stavano morendo».
Grande attenzione anche alla sanità, definita una delle emergenze principali del territorio. «A San Giovanni in Fiore non si può morire perché manca un medico. Andrò in Regione Calabria a battere i pugni per difendere il diritto alla salute».
Il rilancio della Sila e la sfida politica a San Giovanni in Fiore
Sul fronte economico, Antonio Barile ha spiegato che una delle priorità sarà il bilancio comunale. «Sono un esperto di bilancio, ho fatto l’assessore e il commercialista. Temo che il Comune possa essere vicino a una nuova situazione di dissesto. Fui costretto a dichiararlo nel 2011, perché io trovai un buco di 11 milioni di euro, adesso siamo su quella strada in soli 5 anni. Va messa mano alla macchina amministrativa che si è svuotata di dirigenti:io ce la metterò tutta, affinché si possa in qualche modo ovviare alla precarietà e ai bisogni della gente».
Nel programma di Antonio Barile un ruolo centrale è affidato anche alla valorizzazione del patrimonio naturale della Sila e delle aree boschive del Comune. «Il bosco e la Sila devono diventare una risorsa. Lorica è uno dei posti più belli della Calabria, ma oggi vedere il lungolago ridotto in quelle condizioni fa male». Quindi entra nel dettaglio criticando duramente gli interventi realizzati e parlando di «scelte che hanno deturpato il paesaggio. Sono stati spesi milioni di euro e il risultato è uno sfregio alla bellezza naturale del territorio».
Critiche anche alla discussa isola pedonale nel centro urbano di San Giovanni in Fiore. «Hanno distrutto pezzi della storia cittadina e creato problemi alle attività commerciali» ha sostenuto. Sul piano politico, Barile ha escluso accordi basati sulla spartizione delle poltrone, ma non ha chiuso a una convergenza futura contro Marco Ambrogio in caso di ballottaggio. «Io non voglio semplicemente vincere le elezioni, voglio governare e tentare di salvare San Giovanni in Fiore».
Infine il messaggio rivolto ai cittadini. «Metto a disposizione ancora una volta i miei soldi, la mia professionalità e il mio cuore per il nostro comune - ha concluso Barile -. Credo che davanti a questo scenario i sangiovannesi non avranno dubbi». Questo e tanto altro nell’intervista video che proponiamo integralmente a margine.