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22/10/2026 ore 17.35
Politica

Emergenza idrica a Cosenza, Brutto attacca Caruso: «Chiarisca sulla gestione»

Il capogruppo regionale di FdI difende gli investimenti della Regione e chiede al Comune un rendiconto su manutenzioni, perdite e distribuzione

di Redazione

Un rendiconto pubblico sugli interventi eseguiti, sulle risorse impiegate e sui criteri utilizzati per distribuire l’acqua nei quartieri. È quanto chiede al sindaco di Cosenza Franz Caruso il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Angelo Brutto, intervenendo sui ripetuti disservizi idrici registrati nel capoluogo.

Il consigliere difende l’operato della Regione Calabria e attribuisce una parte delle responsabilità alla gestione della rete cittadina. Le sue sono valutazioni politiche alle quali, nel materiale disponibile, non è ancora allegata una replica dell’amministrazione comunale.

«La crisi idrica che sta interessando Cosenza non si risolve con le polemiche, né con la ricerca di responsabilità da attribuire sempre agli altri», dichiara Brutto. «Si affronta con investimenti, infrastrutture adeguate, programmazione e una gestione efficiente del servizio a tutti i livelli istituzionali».

Il confronto sulle competenze

Il sistema idrico che serve Cosenza coinvolge più soggetti e differenti livelli di competenza. Le grandi condotte e gli acquedotti sovracomunali fanno capo al sistema regionale, mentre al Comune spettano responsabilità sulla rete di distribuzione urbana.

È proprio su questa distinzione che Brutto costruisce il proprio intervento. Secondo il capogruppo di FdI, la Regione, Sorical e gli altri enti competenti starebbero lavorando sulle criticità infrastrutturali accumulate negli anni. Il Comune, sostiene, dovrebbe invece fornire informazioni più dettagliate sulla manutenzione e sulla gestione quotidiana della rete cittadina.

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«Al sindaco Caruso chiediamo un rendiconto chiaro: quali interventi sono stati programmati, quali sono stati realizzati, con quali risorse e quali risultati hanno prodotto?», domanda il consigliere regionale.

Gli interventi sull’Abatemarco

Brutto richiama il ripristino dei collegamenti di emergenza sull’acquedotto Abatemarco, indicando un investimento di circa due milioni di euro. L’opera dovrebbe permettere di mantenere almeno una parte della fornitura durante riparazioni e interventi sulle condotte principali.

Nel febbraio 2026 era stata completata una prima fase dei lavori con il ripristino di due by-pass a San Lauro e San Sosti e la sostituzione di nove saracinesche. Secondo quanto comunicato allora da Sorical, il sistema dovrebbe consentire di garantire oltre il 50 per cento della portata in caso di guasti o manutenzioni su una delle condotte. 

Il capogruppo cita anche la sostituzione dei tratti maggiormente deteriorati e il progetto di ingegnerizzazione della rete di Cosenza, che comprende distrettualizzazione, controllo delle pressioni e telecontrollo.

Brutto riconosce però che questi strumenti possono produrre risultati soltanto se accompagnati da monitoraggio, manutenzione e rapidità negli interventi.

I finanziamenti indicati da Brutto

Nel suo intervento il consigliere fa riferimento a una programmazione condivisa da Sorical, Arrical e Regione per la riqualificazione degli acquedotti Trionto, Abatemarco e Bufalo, quantificata complessivamente in 163 milioni di euro.

Brutto cita inoltre uno stanziamento ministeriale di 74 milioni di euro destinato allo schema idrico del Trionto e la futura interconnessione prevista nell’area di Bisignano, che potrebbe rafforzare anche l’approvvigionamento del territorio cosentino.

Gli importi, lo stato delle progettazioni e i cronoprogrammi non sono accompagnati nella dichiarazione dagli estremi dei relativi atti. Occorrerà quindi distinguere le risorse già assegnate da quelle programmate e verificare quali opere siano progettate, appaltate o materialmente avviate.

«È sbagliato alimentare contrapposizioni tra città o far credere che gli investimenti destinati a un’area escludano necessariamente gli altri territori», afferma Brutto, rivendicando l’azione del presidente della Regione Roberto Occhiuto e dell’assessore Antonio Montuoro.

Le accuse sulle manovre della rete cittadina

La parte più critica dell’intervento riguarda le interruzioni che, secondo Brutto, interesserebbero alcune zone di Cosenza già dalla tarda mattinata, anche al di fuori dei periodi estivi.

Il consigliere contesta anche la scarsa chiarezza delle cosiddette “manovre” effettuate sulla rete per ripartire l’acqua tra i quartieri. Parla di decisioni che «spesso appaiono arbitrarie», senza criteri sufficientemente comprensibili per i cittadini.

Si tratta di un giudizio politico che richiede un riscontro tecnico. Per chiarire il quadro servirebbero i dati sulle portate ricevute dagli acquedotti, sui livelli dei serbatoi, sugli orari delle manovre, sulle perdite e sui consumi nelle diverse zone della città.

«Le grandi opere sono indispensabili, ma non possono sostituire la manutenzione quotidiana, la verifica delle condotte e la tempestiva riparazione delle perdite», prosegue Brutto.