Caruso attacca: «Crati, non solo calamità: anni di ritardi e inerzia»
Il sindaco di Cosenza e candidato alla Provincia solidarizza con Cassano e Sibari e chiede conto degli 8 milioni per l’argine destro previsti dopo l’alluvione 2018
Non la chiama soltanto emergenza meteo. Per Franz Caruso, sindaco di Cosenza e candidato alla presidenza della Provincia, l’esondazione del Crati nella Sibaritide è «il risultato di anni di ritardi, sottovalutazioni e assenza di programmazione» attribuiti alla «vecchia amministrazione provinciale» e alla Regione Calabria. Parole che arrivano mentre sul territorio si fa i conti con i danni e con la rabbia di famiglie e imprese.
Solidarietà a Cassano e Sibari: «Rabbia legittima»
Caruso esprime «piena solidarietà» alle comunità colpite e al sindaco Gianpaolo Iacobini, sottolineando di «comprendere la rabbia» perché, dice, quando un territorio viene travolto e «si scopre che interventi di manutenzione, consolidamento degli argini e messa in sicurezza erano attesi da tempo e non sono mai arrivati», quella rabbia «diventa legittima».
«Vulnerabilità in tutta la provincia»: non solo Sibaritide
Il punto, per Caruso, non è circoscritto alla sola area del Crati. «La fragilità del nostro territorio non riguarda solo la Sibaritide, ma un bacino molto più ampio che ingloba l’intera provincia», afferma, parlando di una condizione di vulnerabilità idrogeologica “dalle coste alle aree interne” e di criticità viarie che «esistono da tempo immemorabile». Da qui la richiesta di una strategia “di sistema”, perché «oggi richiedono la messa in campo di una strategia complessiva e non più interventi tampone».
La domanda sugli 8 milioni: «Che fine hanno fatto i lavori sull’argine destro?»
Nel suo intervento Caruso rilancia anche un interrogativo che collega all’appello del sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi: «Che fine hanno fatto i lavori di messa in sicurezza dell’argine destro del Crati, previsti dopo l’alluvione del 2018 e per il quali erano stati stanziati circa 8 milioni di finanziamento?». Una domanda che punta dritta sul nodo tempi, fondi e cantieri, nel momento in cui l’emergenza riporta al centro i progetti rimasti sulla carta.
«Serve una svolta»: piano straordinario e coordinamento tra enti
Caruso insiste sul cambio di passo: «Non si può continuare a rincorrere le emergenze e soprattutto bisogna essere seri e responsabili». E da candidato alla guida della Provincia indica una linea: «Serve una svolta: un piano straordinario di messa in sicurezza del Crati e dei corsi d’acqua del territorio, monitoraggi costanti, manutenzione programmata e un coordinamento vero tra Enti». Il messaggio politico è esplicito: «È il momento di cambiare metodo e classe dirigente. La sicurezza dei cittadini non può essere sacrificata sull’altare dell’inerzia amministrativa».
La richiesta finale: aiuti immediati e procedure snelle
In chiusura, Caruso chiede «aiuti immediati e straordinari», sostenendo che «non c’è più tempo da perdere». L’obiettivo, dice, è intervenire «subito, con risorse certe e procedure snelle» per sostenere famiglie e imprese e avviare «senza ulteriori ritardi» gli interventi necessari. E mette in fila la posta in gioco: «Ogni giorno che passa aumenta il rischio e indebolisce la fiducia dei cittadini nelle istituzioni». Per Caruso, «fare presto non è uno slogan: è una responsabilità» e la tutela della Sibaritide e dell’intera provincia deve diventare «una priorità assoluta e immediata».