Fusione Corigliano e Rossano, gli "scissionisti" chiedono il referendum
«La democrazia proviene dal basso e noi continuiamo a subire mortificazioni continue». L’obiettivo, per gli antifusionisti di Corigliano Rossano è quello di giungere ad un referendum consultivo e ottenere la “scissione”, con conseguente ritorno al passato, alle autonomie locali di Rossano e Corigliano e per questo hanno raccolto seimilaquattrocento firme utili a richiedere alla Regione la consultazione elettorale.
In una conferenza stampa i rappresentanti del C.r.a, il comitato per il ritorno all’autonomia dei due comuni, hanno sciorinato i dati della raccolta firme e chiesto a gran voce il referendum, anche a dispetto delle ultime linee guida – in tema fusioni dei comuni – che la Regione Calabria vorrebbe applicare: depotenziamento dei referendum consultivi e degli atti di impulso, le delibere con cui i consigli comunali possono richiedere, appunto, i referendum. In proposito la delusione era molta, anche perché dovesse passare questa linea, verrebbe meno la battaglia che il Cra ha imbracciato in questi mesi. Insomma, l’idea che le fusioni possano essere calate dall’alto dalla politica, proprio non va giù.
«La Regione – hanno detto – punta a eliminare l’esercizio democratico che è anticostituzionale. La libertà di decidere non può sottrarcela nessuno. I referendum sono previsti dalla legge e li devono consentire. Noi abbiamo raccolto seimilaquattrocento firme – e ne bastavano cinquemila – perché vogliamo poter scegliere il nostro destino attraverso le urne. Siamo ostinati e contrari rispetto alle posizioni della Regione – ha concluso il leader del movimento, Mario Gallina, già amministratore comunale coriglianese –. Così si uccide la democrazia. Non si può piegare il potere legislativo agli interessi personali».
Nei mesi scorsi, la “battaglia” condotta dal Cra aveva subìto anche il contraccolpo di una norma, contenuta in un omnibus approvata in Consiglio regionale, secondo cui non si possono richiedere referendum consultivi post fusioni prima di quindici anni. La norma era stata proposta dal consigliere regionale Giuseppe Graziano, autore della legge di istituzione del comune di Corigliano Rossano, approvata a Palazzo Campanella nel 2017, durante la scorsa legislatura.