Greco: «A Cosenza e Catanzaro le candidature vanno costruite insieme. Chi ha giudicato Stasi chieda scusa»
La commissaria di Casa Riformista e consigliera regionale: «Non entreremo in giunta a Palazzo dei Bruzi. Saremo presenti con liste nostre nelle due città e non abbiamo pregiudiziali verso nessuno: proporremo o riproporremo a sindaco una figura che abbia le capacità, la credibilità e il consenso necessari per unire il centrosinistra»
Casa Riformista scalda i motori in vista delle Amministrative del 2027. Le adesioni crescono, soprattutto tra gli amministratori locali, e l’obiettivo dichiarato è costruire una nuova classe dirigente riformista in Calabria, pronta a giocare un ruolo da protagonista nelle prossime competizioni elettorali. La commissaria regionale Filomena Greco, consigliera regionale, assicura che il partito presenterà liste proprie a Cosenza, Catanzaro e negli altri comuni al voto. Ma la partita più delicata riguarda le alleanze e il futuro dei sindaci uscenti.
Su Franz Caruso e Nicola Fiorita, Greco non chiude la porta alle ricandidature, ma mette in guardia da automatismi e personalismi. Prima dei nomi, sostiene, vengono i progetti per le città, un bilancio trasparente di quanto realizzato e la capacità di costruire una sintesi nel centrosinistra. A Cosenza, in particolare, per lei serve un confronto rapido tra le forze della coalizione: nessuna preclusione, ma neppure un ingresso in giunta a pochi mesi dal voto senza una strategia condivisa.
Nell’intervista c’è spazio anche per il caso riguardante Flavio Stasi. Sul sindaco di Corigliano Rossano, Greco rivendica il garantismo, richiama la presunzione di innocenza e condanna chi ha emesso sentenze prima del tempo: «Chi si è affrettato a giudicare e condannare dovrebbe avere oggi almeno il coraggio di chiedere scusa».
Le Amministrative del 2027 sono dietro l’angolo, Casa Riformista a scadenza settimanale pubblica foto di nuove adesioni. Si sta pescando specialmente tra gli amministratori, scelte mirate?
«Più che di scelte mirate, parlerei di persone che si riconoscono in un progetto politico e decidono di farne parte. Non siamo noi a cercare amministratori, ma sono molto spesso gli amministratori che vedono in Casa Riformista un’opportunità per dare più forza alle idee e ai progetti per i propri territori. E non ci sono soltanto loro. Stanno entrando tantissimi professionisti, giovani, donne e persone che finora erano rimaste fuori dalla politica attiva. Le foto raccontano una comunità che cresce in tutte le province, una casa dove ciascuno porta un progetto per il proprio territorio. Le amministrative del 2027 sono un passaggio importante, ma il nostro lavoro è cominciato molto prima e continuerà dopo, perché stiamo costruendo una bella classe dirigente riformista per la Calabria».
Filomena Greco, lei è commissaria regionale del partito e consigliera regionale, richiede più tempo la prima o la seconda carica, e perché?
«Da commissaria regionale e da consigliera, vivo le due cose come parti dello stesso impegno. Il Consiglio ha i tempi delle sedute, delle commissioni e dello studio degli atti, e ogni cosa, che sia un’interrogazione, un emendamento o una mozione nasce dall’attenzione e dal tempo che questo lavoro esige. Il partito chiede un tempo diverso, quello degli incontri nei territori, delle telefonate la sera, delle riunioni settimanali. Se devo scegliere, dico il partito, perché costruire una comunità politica significa esserci di persona, e quel tempo non si può e non si deve misurare. Il contatto con le comunità e le persone alimenta il mio lavoro, è il termometro che serve a misurare le difficoltà, i disagi di una terra che, per quanto bellissima, non è esattamente la Calabria raccontata nei reel dal nostro presidente Occhiuto. È lì che vedo e ascolto il Paese reale, le persone che si devono arrendere perché non possono prenotare un esame in ospedale, quelle che non lavorano e quelle che, pur lavorando, restano povere, i disagi infiniti delle aree interne, i giovani che se ne vanno. Potrei continuare a lungo, ma sono le cose note ai più. Personalmente provo a farmi carico di quei problemi e li porto in Consiglio. La politica serve se è utile agli altri, altrimenti, come si dice? Ce la suoniamo e cantiamo da soli».
Alla Leopolda Renzi le ha riservato un trattamento caloroso. Alle Politiche sarà lei o suo fratello Giancarlo, attivissimo da mesi sui social e in prima fila con gli agricoltori, a tentare il grande salto in Parlamento?
«Matteo Renzi è persona generosa e insieme lavoriamo benissimo. Le candidature alle Politiche si decideranno insieme, quando sarà il momento, ma oggi il mio impegno è in Consiglio regionale e si concentra sulla crescita di Casa Riformista in Calabria. È questo che oggi mi interessa di più. Mio fratello Giancarlo porta avanti con convinzione la battaglia degli agricoltori, una battaglia giusta che riguarda il reddito di chi lavora la terra e il futuro delle nostre aree interne. Ed è un impegno sostenuto da molti. Il suo interesse per questi temi non nasce oggi. Ha partecipato anche alle manifestazioni degli anni passati, come quella del 2024, quando i trattori provenienti da tutta Italia, compresi quelli calabresi, arrivarono al Circo Massimo di Roma per far sentire la voce degli agricoltori. Più che i nomi di chi si candiderà alle prossime elezioni politiche, credo che debbano contare le idee, i programmi e soprattutto l'impegno concreto verso i territori che si intende rappresentare. Ciò che conta è che i cittadini scelgano rappresentanti capaci di tutelare i loro diritti e gli interessi dei territori nei quali vengono eletti. E soprattutto che chiedano a ogni candidato cosa intenda fare concretamente per il Sud e per la Calabria. Una domanda ancora più necessaria se pensiamo che proprio i parlamentari del centrodestra eletti al Sud e in Calabria hanno avallato il disastro dell’autonomia differenziata».
A Catanzaro e a Cosenza ci sono due sindaci di centrosinistra che vogliono ricandidarsi. Partiamo dal capoluogo di regione, qual è la posizione di Casa Riformista su Fiorita?
«Su Catanzaro vale il metodo che proponiamo ovunque. Casa Riformista non ha pregiudiziali verso Fiorita né verso chiunque altro. Una candidatura, o ricandidatura in questo caso, va costruita insieme, a partire da cosa serve al capoluogo nei prossimi cinque anni e da un bilancio onesto di quello che è stato fatto. Se il centrosinistra arriva al voto diviso, rischia di consegnare la città a un centrodestra che oggi è a sua volta in difficoltà».
A Cosenza, invece, Caruso ha perso De Cicco, non avrà AVS dalla sua e vuole conoscere le intenzioni degli altri partiti del campo largo. Lei ha già avuto interlocuzioni col sindaco? C’è la possibilità di entrare in giunta subito?
«Il dialogo con tutti i sindaci è costante e naturalmente anche con il sindaco Caruso con il quale ci confronteremo, così come con tutte le altre forze politiche, nell'ambito del tavolo del centrosinistra che abbiamo proposto di convocare. Le divergenze, le incomprensioni e anche le tensioni tra le forze di una coalizione sono abbastanza normali alla vigilia di una competizione elettorale. L’importante è saperle superare, mettere da parte i personalismi e guardare prima di tutto al bene della comunità. Credo che le scelte su Cosenza, e non soltanto su Cosenza, debbano maturare sui territori, attraverso un confronto serio e aperto tra tutte le forze della coalizione e soprattutto attraverso l’ascolto dei cittadini. Non dobbiamo partire dai nomi, ma da un progetto condiviso per la città. E su quel progetto dobbiamo lavorare per trovare una sintesi e individuare insieme il candidato migliore, quello che abbia le capacità, la credibilità e il consenso necessari per unire il centrosinistra e battere questa destra. Un posto in giunta a pochi mesi dal voto, senza un progetto comune, non servirebbe né a noi né alla città. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, portando idee, proposte e, se necessario, anche nomi. L’obiettivo non è affermare una singola forza politica, ma costruire una coalizione forte, capace di vincere e soprattutto di governare bene».
Può anticipare cosa dirà al prossimo tavolo con gli alleati su Caruso e Fiorita? Lei non è tipa che le manda a dire…
«Dirò quello che dico qui. Il centrosinistra può vincere quando riesce a trovare una sintesi, pur nelle diversità, così come accade in Consiglio dove riusciamo a lavorare bene, e perde quando rinvia le decisioni, quando lascia prevalere le fratture. È così che poi continuiamo a non convincere neanche gli elettori che si riconoscono nel centrosinistra. E soprattutto non dobbiamo pensare che basti attaccare l’avversario per convincere gli elettori, non mi importa questo modo di fare politica. Dobbiamo dare ai cittadini una ragione per scegliere noi. A Cosenza, a Catanzaro, ovunque gli elettori chiedono serietà, e la serietà comincia da una valutazione franca di cosa ha funzionato e di cosa manca. Su Caruso e su Fiorita porterò al tavolo la stessa domanda: di cosa hanno bisogno le due città e chi è in grado di garantirlo. Senza personalismi. Dovremo trovare una sintesi, e dovremo farlo in tempi brevi».
Casa Riformista avrà liste proprie nei due maggiori centri al voto?
«Certo che avremo le nostre liste. Abbiamo già iniziato a raccogliere le disponibilità di donne e uomini che vogliono mettere le proprie competenze, la propria professionalità e la propria esperienza al servizio delle comunità in cui vivono. E devo dire che stiamo riscontrando molto interesse. Viviamo un periodo particolarmente difficile, non soltanto per le famiglie, le imprese, i giovani e gli studenti, ma anche per gli enti locali. I Comuni devono affrontare costi sempre più elevati, a partire da quelli dell'energia, con risorse spesso insufficienti. E quando i bilanci entrano in difficoltà, a pagarne le conseguenze sono soprattutto i cittadini, attraverso maggiori tributi o servizi che vengono ridotti. In alcuni casi si arriva persino al predissesto o al dissesto finanziario. Ecco perché oggi amministrare un Comune richiede competenza, responsabilità e soprattutto la capacità di fare delle scelte, anche difficili. Non basta promettere, bisogna sapere come affrontare i problemi e dove trovare le risorse per risolverli. Noi vogliamo portare nelle amministrazioni persone preparate, ma soprattutto persone che abbiano voglia di impegnarsi davvero, che conoscano i problemi dei territori e che non considerino la politica un’occasione personale, ma un servizio alla propria comunità. È questo lo spirito con cui stiamo costruendo le nostre liste a Cosenza, a Catanzaro e negli altri Comuni che andranno al voto».
Filomena Greco, una battuta finale su Flavio Stasi. Otto giorni ai domiciliari, poi lo stesso Gip ha disposto la scarcerazione. Che idea si è fatta?
«Che idea mi sono fatta? Che questa vicenda dovrebbe insegnare a tutti, e soprattutto a noi che facciamo politica, quanto sia facile mettere a rischio la serenità di una persona, di una famiglia e di un’intera comunità e quanto sia difficile, a volte, ritrovarla. Per questo credo che prima di giudicare bisognerebbe avere almeno il rispetto di aspettare. Chiunque abbia vissuto un inferno come quello di Flavio sa bene cosa significa. Fare il sindaco è il mestiere più bello del mondo, perché ti dà la possibilità di lavorare ogni giorno per migliorare la vita dei tuoi concittadini. Ma purtroppo può significare anche trovarsi ad affrontare situazioni dolorose come questa, che mi auguro non finiscano per allontanare le persone perbene dalla politica. In quei momenti, per chi sa di aver agito nel giusto, è proprio questa consapevolezza a dare la forza di andare avanti e di lottare fino alla fine. In questi giorni sono stata vicina a Flavio con il pensiero e con la preghiera, a lui, alla sua famiglia e all’intera comunità di Corigliano Rossano, che ha vissuto momenti di comprensibile smarrimento di fronte a quanto accaduto. Ho sempre sostenuto che la presunzione di innocenza vale per tutti e che il garantismo non può cambiare a seconda delle appartenenze politiche. Il fatto che la stessa giudice che aveva firmato l’ordinanza abbia poi rivisto la propria valutazione dimostra quanto siano importanti le garanzie e il diritto di ciascuno a difendersi. La magistratura fa il suo lavoro e va rispettata. E dobbiamo anche esserle grati per l’impegno quotidiano nel contrastare quella mala pianta che è la ’ndrangheta, una battaglia nella quale tutti noi cittadini abbiamo il dovere di fare la nostra parte. Flavio, pur attraversando giorni terribili, ha affrontato questa vicenda con compostezza e rispetto per le istituzioni, come dovrebbe sempre fare chiunque si trovi in una situazione simile. Quello che invece mi ha profondamente amareggiata è vedere come, già nelle primissime ore, ci fosse chi aveva emesso la propria sentenza, arrivando persino a tessere le trame più torbide. Senza aspettare, senza conoscere, senza nemmeno concedere il beneficio del dubbio. La politica dovrebbe essere la prima a dare l’esempio, a rispettare le persone prima ancora degli avversari. E chi si è affrettato a giudicare e condannare dovrebbe avere oggi almeno il coraggio di chiedere scusa».