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13/04/2026 ore 16.30
Politica

A Cosenza “I Sud si organizzano”: grande successo per l’iniziativa del colletivo “La Base”

Nella città di Telesio una due giorni di dibattiti per partire insieme dal basso alla ricerca di un riscatto del mezzogiorno contro le politiche calate dall’alto: «Siamo un laboratorio di resistenza, non il luogo del riposo»

di Francesco La Luna

Lavorare per creare un’alternativa, un racconto diverso, che non sia quello del territorio dimenticato e stanco che si trascina ma di un Sud di nuovo ribelle, capace di lottare per se stesso senza dover per forza attendere stancamente le imposizioni. A Cosenza, nella sede di via Macallé del collettivo “La Base”, è partita sabato la due giorni “I Sud si organizzano”, portata avanti proprio dalla realtà bruzia e che ha visto partecipare, oltre ai figurativi padroni di casa, moltissime realtà del mezzogiorno ma non solo venute fino in Calabria per far sentire la propria voce.

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Quarantott’ore di di battiti ma anche convivialità che hanno riportato al centro del discorso l’esigenza di dare finalmente un’immagine diversa al meridione, oramai da troppo tempo derubricato a luogo del riposo e della povertà: «Iniziative come questa – spiega Federico Giordanelli, del collettivo “La Base” – servono proprio anche a distruggere stereotipi razializzanti che vedono il Sud come blocco omogeneo. Con questo percorso di ragionamento comune vogliamo iniziare un cammino che metta in discussione la nostra terra e i suoi fenomeni endemici». 

Basti pensare all’emigrazione, «data da scelte economiche ben precise – aggiunge l’attivista – che sono servite a depauperarci e a renderci più vulnerabili e facili da depredare come dimostra, per esempio, la speculazione energetica. Da giornate così noi vogliamo lanciare un messaggio ben preciso: i Sud sono territori vivi e non il tempo dell'attesa che viene spesso raccontato con luoghi comuni».

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Differenze e affinità che si ritrovano all’interno del dibattito di sabato pomeriggio, nel quale sono intervenuti i rappresentanti delle diverse realtà giunte a Cosenza: «Siamo qui per riprendere il tema degli squilibri che ci sono nella società italiana – spiega Luca, del Collettivo Zero81 di Napoli – e per dimostrare che la partenza dal basso può servire a riorganizzarsi. Il Sud viene preso spesso come un bacino da depredare, invece la nostra risposta dev’essere chiara: noi esistiamo e non siamo solo il luogo del riposo, ma siamo un luogo vivo che vuole combattere».

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Sulla stessa falsariga di Luca è Michael Tortorella, della Convocatoria Ecologista di Taranto. Un posto che ha vissuto sulla propria pelle, col dramma dell’Ilva, il ricatto fra salute e lavoro: «Siamo qui innanzitutto per la necessità di incontrarci e dialogare, materialmente dobbiamo riprenderci i nostri territori: veniamo raccontati ancora nella cornice dell’antimeridionalismo, come un posto sottosviluppato – prosegue – mentre siamo un laboratorio di resistenza che vuole rispondere all’inefficacia del welfare. Non vogliamo più sottostare alla narrativa del sacrificio e al ricatto lavoro o ambiente, specialmente in tempi di guerra come questo».

E a tal proposito particolarmente pregnanti sono le dichiarazioni di Domiziana Giorgianni, attivista di Messina: «Il discorso del Ponte sullo Stretto, rispetto al quale c’è stato recentemente un confronto proprio con le realtà calabresi, non è l’unico che affrontiamo in Sicilia: pensiamo alle diverse basi militari che sono collocate sul nostro territorio e che ora diventano improvvisamente centrali in un’economia di guerra che non ci piace neanche un po’. Proprio per questo oggi siamo qui: per ribadire che si può ripartire dal basso – prosegue Giorgianni – anche perché solo dal basso si possono intercettare le esigenze reali del Sud e non con maxi progetti che vengono calati dall’alto ma che mai riescono a dare risposte concrete». 

Fra il pubblico nell’assemblea di sabato anche il consigliere regionale Ferdinando Laghi e i segretari provinciali di Rifondazione Comunista e AVS, Gianmaria Milicchio e Michele Cosentino.