Il Pd di Corigliano Rossano nel caos. Caravetta: «Madeo non ha più numeri»
Non si placa l’onda lunga delle polemiche – interne – al Partito democratico di Corigliano Rossano dopo la conferenza stampa “di fine anno” (leggi qui) indetta da Franco Madeo.
Il segretario cittadino ha sostanzialmente provato ad annacquare le vicende che stanno consumando il partito sulla base della dicotomia Stasi sì, Stasi no.
La maggior parte del partito, seppur risicata, risulta essere contro le posizioni del sindaco di Corigliano Rossano, che buona parte della coalizione di centrosinistra vorrebbe (ri)sostenere alle elezioni di giugno, ma le dichiarazioni ed i toni di Madeo – («proporremo un’alternativa a Stasi») – suffragato dall’ex sindaco Giovanbattista Genova, notoriamente contro ogni proposta che giunga dall’altra sponda del Cino, non sono piaciute a molti. In primis perché i panni sporchi si lavano in casa e non nel corso di un incontro con i media, e poi perché i dialoghi con i teorici alleati, che peraltro hanno già ampiamente deciso da che parte staranno – quella del sindaco uscente – sono ancora in fase embrionale.
Sull’argomento è intervenuto Carlo Caravetta, componente della segreteria cittadina, ricordando come Madeo sia già commissariato nei fatti e nei numeri, senza attendere che qualcuno a Cosenza decida.
«Madeo non ha più numeri per fare il segretario»
«La conferenza stampa di lunedì scorso – dichiara Caravetta – ha sancito la definitiva ed irreversibile rottura fra il segretario del PdFranco Madeo ed il gruppo che al congresso aveva sostenuto Mariolina Cacciola (gli stasiani tesseratisi alla vigilia del congresso cittadino per tentare la scalata del partito, ndr) e che al ballottaggio hanno determinato la vittoria dello stesso Madeo».Un gruppo che «già da circa due mesi ha dichiarato di voler sfiduciare il segretario. (ne abbiamo parlato qui). Tanto è vero che delle ultime tre riunioni del direttivo cittadino, due sono andate deserte per la mancanza del numero legale e solo la terza è risultata valida, solo perché si è tenuta in seconda convocazione, come una qualsiasi riunione condominiale».
«In questa situazione il segretario, secondo regola, avrebbe dovuto convocare una riunione del direttivo, così come in effetti gli è stato chiesto, nella quale si sarebbe dovuto presentare dimissionario e nella quale si sarebbe dovuto eleggere il nuovo segretario: cosa che Franco Madeo si è guardato bene dal fare», spiega ancora Caravetta, secondo cui nel Pd di Corigliano Rossano «campeggia la singolare e inedita figura del “segretario di minoranza”, che non raccoglie i numeri sufficienti ad essere rieletto». Numeri che, d’altra parte, «neanche altri hanno, ma che raccoglie una moltitudine di interessi, spesso contrapposti, che hanno un solo comune denominatore: far perdere l’attuale sindaco e con lui il Pd». Insomma, in questa fase nel Pd regna l’adagio secondo cui “il nemico del mio nemico è mio amico”.
Secondo il componente della segreteria cittadina, «attorno a Madeo, si è coagulata una nebulosa eterogenea formata da personaggi che nutrono semplicemente rancore verso l’attuale sindaco, altri che sono mossi da interessi tangibili, altri ancora da aspirazioni frustrate, qualcuno vaneggia su improbabili scissioni, qualcun altro lamenta la mancata attuazione della fusione, altri sono mossi da afflato realmente e squisitamente politico. Questi ultimi sarebbero disponibili ad un dialogo con l’attuale sindaco, ma rivendicano una dignità, un’autonomia e un’attenzione che ritengono sia, invece, negata».
«Il piano di Madeo&Co.»
Per Carlo Caravetta, «Madeo&Co.» hanno un «piano», ovvero presentarsi al tavolo della coalizione con scatole vuote. Quindi «presentarsi alle elezioni amministrative di quest’anno con “un’ampia” coalizione di centrosinistra formata da Pd, Rifondazione Comunista, Italia Viva e non si capisce chi altro, visto che le altre forze politiche cittadine sono già schierate. Ma ciò non basta – insiste Caravetta – perché il Pd, come ha affermato qualcuno nell’ultima riunione di direttivo, dovrebbe concorrere alle prossime elezioni amministrative avendo come orizzonte una “dignitosa sconfitta”. Ebbene, si sappia che nel Pd c’è una vasta area nella dirigenza e, soprattutto, nella base, che va ben oltre ai cosiddetti stasiani, e che non si rassegna a subire l’ennesima sconfitta, dignitosa o meno che sia».
C’è quindi chi vuole «partecipare e concorrere per la vittoria delle amministrative per continuare il lavoro, già abbondantemente avviato, di costruzione di una grande città operosa, solidale, moderna e punto di riferimento nella Sibaritide, nella provincia e nella regione». Così come, per Caravetta «c’è un’area che vuole sedersi al tavolo della coalizione non con “punti irrinunciabili”, ma con idee da mettere a disposizione e sulle quali confrontarsi con le altre forze politiche nell’interesse della città. A quest’area e non a un indistinto, acefalo e fumoso agglomerato politico, si appoggiano le speranze politiche del centrosinistra e della città di Corigliano-Rossano».