Incendi boschivi in Calabria, le Commissioni regionali: «Nel 2026 calo del 41%»
Auditi Protezione civile, Dipartimento Foreste e Calabria Verde. Focus su droni, volontari, mezzi e possibili interferenze illegali
Una riduzione del 41% del numero degli incendi rispetto alla media del periodo 2015-2024 e un calo del 14% delle superfici interessate dalle fiamme. Sono i dati relativi al 2026 illustrati durante la seduta congiunta delle due Commissioni speciali del Consiglio regionale dedicate alla Vigilanza e al contrasto della ’ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa.
L’incontro, svolto lunedì 19 ottobre, è stato dedicato al sistema regionale di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi e alla tutela del patrimonio naturale calabrese.
Sono stati ascoltati Domenico Costarella, dirigente generale della Protezione civile regionale; Raffaele Mangiardi del Dipartimento Foreste e Difesa del suolo; e Massimiliano Vigilante di Calabria Verde.
I dati illustrati durante le audizioni
Secondo quanto riferito nel corso della seduta, il numero degli incendi registrati in Calabria nel 2026 sarebbe diminuito del 41% rispetto alla media del decennio 2015-2024. Le superfici coinvolte sarebbero invece calate del 14%.
Il dato regionale è stato confrontato con un aumento del 36% indicato a livello nazionale. Dal confronto sarebbe inoltre emerso un miglioramento rispetto all’emergenza del 2021, anche grazie alle attività preventive che avrebbero ridotto il coinvolgimento delle aree agricole.
Il presidente della Commissione speciale di Vigilanza, Riccardo Rosa, e il presidente della Commissione contro la ’ndrangheta, la corruzione e l’illegalità diffusa, Marco Polimeni, hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto dagli operatori impegnati sul territorio.
Droni e tecnologie per prevenzione e deterrenza
Una parte dell’audizione ha riguardato l’impiego dei droni. La Regione dispone di un nucleo composto da piloti dipendenti, utilizzato per il monitoraggio del territorio e per individuare tempestivamente eventuali situazioni di pericolo.
Secondo quanto riferito dai presidenti delle due Commissioni, questi strumenti avrebbero garantito durante la campagna antincendio centinaia di ore di volo, svolgendo anche una funzione di deterrenza nei confronti delle condotte dolose o colpose.
Il nuovo Piano regionale tiene conto anche degli scenari connessi al cambiamento climatico e amplia la mappatura delle aree considerate a rischio. Tra le innovazioni richiamate figurano inoltre un gruppo di analisti nella sala di controllo e l’utilizzo dell’applicazione Calabria Ambiente per le segnalazioni e la vigilanza sul territorio.
Sei colonne mobili dislocate in Calabria
Nel corso dell’estate 2026 sono state dislocate sul territorio sei colonne mobili, posizionate seguendo criteri logistici finalizzati a garantire interventi rapidi nelle diverse macroaree della regione.
Le attività hanno coinvolto Protezione civile, Calabria Verde, Vigili del fuoco, Carabinieri forestali, Consorzio unico di bonifica, volontariato e flotta aerea nazionale, compresi i Canadair.
Secondo quanto emerso dalle audizioni, sono stati impiegati più di 800 volontari di Protezione civile. Calabria Verde ha inoltre assicurato la presenza quotidiana di centinaia di operatori e di decine di direttori delle operazioni di spegnimento.
Il ruolo di Calabria Verde
Calabria Verde gestisce le sale operative provinciali e la sala operativa unificata permanente, oltre a disporre di elicotteri impiegati durante la campagna antincendio.
L’azienda regionale ha rafforzato il parco mezzi destinato alla manutenzione delle vie di accesso e delle fasce antincendio. Sono state inoltre attivate postazioni territoriali dotate di riserve idriche e sottoscritte convenzioni con amministrazioni comunali e 86 associazioni di volontariato.
La manutenzione preventiva, la disponibilità di punti di approvvigionamento idrico e la possibilità di raggiungere rapidamente le aree interessate sono state indicate come componenti essenziali del sistema.
Il focus sulle possibili dinamiche illegali
La presenza della Commissione speciale contro la ’ndrangheta ha consentito di approfondire anche le possibili interferenze criminali e le condotte illegali legate alla gestione del territorio.
Dalle audizioni sarebbe emerso che la quasi totalità degli incendi deriva da comportamenti dolosi o colposi. Un elemento che, secondo Rosa e Polimeni, rende necessario rafforzare il monitoraggio e la collaborazione tra istituzioni, operatori pubblici e forze dell’ordine.
I presidenti hanno concluso richiamando l’importanza di un sistema integrato che unisca prevenzione, capacità operativa, tecnologie e contrasto dell’illegalità per proteggere il patrimonio boschivo regionale.