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07/04/2026 ore 13.21
Politica

Laghi silani, AVS avverte: «Navigabilità solo con sicurezza e rigore tecnico»

Dopo la modifica alla legge regionale, l’allarme su rischio idrogeologico e infrastrutture: «Il caso Longobucco sia un monito»

di Redazione

La navigabilità dei laghi silani entra nel dibattito politico con un nodo preciso: sicurezza e sostenibilità. Dopo l’approvazione delle modifiche alla legge regionale, con particolare riferimento al lago Cecita, Alleanza Verdi Sinistra Calabria chiede che la fase attuativa non si trasformi in un’accelerazione priva di basi tecniche.

Il punto, per il coordinamento regionale guidato da Maria Pia Funaro, è chiaro: la navigabilità non può essere letta esclusivamente come leva turistica. In un territorio segnato da fragilità strutturali, ogni intervento deve essere ancorato a parametri rigorosi legati al rischio idrogeologico e alla tenuta delle infrastrutture.

Lago Cecita, nuova legge sulla navigabilità: svolta per turismo e sviluppo

Il richiamo è diretto al Piano di Assetto Idrogeologico. Secondo AVS, l’aumento dei flussi – sia veicolari che legati ai servizi nautici – comporta un carico aggiuntivo su versanti già esposti a instabilità. Un elemento che impone valutazioni preventive su suolo, bacini e capacità di risposta del sistema idraulico, soprattutto in un contesto in cui gli eventi meteorologici estremi sono sempre più frequenti.

Nel ragionamento entra anche il tema delle infrastrutture. Il crollo del viadotto sulla statale 177 Sila-Mare, a Longobucco, viene indicato come un precedente che non può essere ignorato. Pianificare un potenziamento dell’offerta turistica senza una verifica strutturale della rete viaria – in particolare quella montana – viene definito tecnicamente insostenibile.

Da qui una serie di richieste alla Regione: introdurre limiti stringenti di accesso alle aree lacustri in caso di allerta meteo, definire soglie di carico per le arterie montane e attivare sistemi di monitoraggio geotecnico sui versanti e in prossimità delle dighe. Centrale anche la necessità di una Valutazione Ambientale Strategica aggiornata, che integri in modo esplicito il rischio idrogeologico e la sicurezza stradale.

L’obiettivo, nella lettura di AVS, è evitare che la navigabilità diventi un fattore di pressione incontrollata su un ecosistema già vulnerabile. Il tema, dunque, non è se sviluppare o meno l’area, ma come farlo: entro limiti precisi e verificabili.

Sul fondo resta una critica politica più ampia: quella a un modello che, secondo il partito, continua a privilegiare l’annuncio rispetto alla prevenzione. In questo senso, il caso Longobucco viene indicato come un punto di svolta necessario, più che come un episodio isolato.