✕
Sezioni
07/10/2026 ore 12.48
Politica

Lo sguardo d’intesa che spariglia le carte: un nuovo centro riformista e liberale è possibile. Con Occhiuto e Principe...

Il sindaco di Rende già un anno fa cullava l’utopia di una Forza Italia «staccata dalla destra-destra». Ieri era in prima fila alla presentazione del libro del Governatore, che gli dedica il volume con un messaggio che più limpido non si può

di Antonio Clausi
Principe e Occhiuto dopo la presentazione del libro (foto Fb Principe)

C’è una geografia sotterranea della politica che non si misura con i diktat delle segreterie nazionali, ma con il peso specifico delle storie personali e la grammatica del governo quotidiano. Al Teatro Rendano di Cosenza, in occasione della presentazione del libro “Il coraggio di governare” di Roberto Occhiuto, quel sottosuolo è venuto alla luce con la forza plastica dei gesti e delle parole.

In prima fila si è accomodato Sandro Principe. Tra l’attuale presidente della Regione Calabria e il sindaco di Rende c’è il riconoscimento reciproco di chi la cosa pubblica la mastica da decenni, al netto delle posizioni differenti su destra e sinistra («ma cosa sono» direbbe ancora oggi Giorgio Gaber, ndr). Occhiuto griffa il volume con una dedica che spiazza i puristi delle casacche: «A Sandro, un esempio di coraggio, di riformismo e di intelligenza di governo. Ho scritto qualcosa, ma ho ancora tanto da imparare da te». E lui la pubblica sui social di riferimento.

Le biografie raccontano fratture che la Seconda e la Terza Repubblica hanno provato a cristallizzare senza riuscirci del tutto. Da una parte Occhiuto, radicato nella linfa della Democrazia Cristiana prima dell'approdo nel centrodestra azzurro; dall'altra Principe, cresciuto tra i mille garofani rossi del Partito Socialista Italiano, tra i padri fondatori di quel Partito Democratico calabrese oggi guardato con disincanto e critiche taglienti. Eppure, nel perimetro di un’aula consiliare o nella gestione di una crisi regionale, le tessere smettono di fare rumore. I due si sono ritrovati su barricate opposte in occasione della battaglia sulla città unica Cosenza-Rende-Castrolibero, fianco a fianco nel provare a dotare il territorio del nuovo hub regionale sul sito Arcavacata nel minor tempo possibile.

Ma i desiderata di quel centro che fu, non sono soltanto locali. Occhiuto tenta la scalata al partito, alza il tiro sui diritti civili dentro Forza Italia e lancia segnali d'apertura ai riformisti del centrosinistra (raccogliendo i controribaltoni di Matteo Renzi dalla Leopolda). La memoria però corre alle parole che lo stesso Principe affidava meno di un anno fa alla nostra testata, accarezzando un disegno che i cinici bocciano come irrealizzabile. «Guardi - rispose ad una domanda - io coltivo un’utopia che vedrebbe Forza Italia staccarsi dalla destra-destra. Gli azzurri rappresenterebbero l’approdo naturale di un centro liberale, democratico e sensibile ad alcune istanze sociali. Insomma, incardinerebbero uno dei due poli di una coalizione di centrosinistra larghissima. Ritengo che sarebbe la salvezza del Paese, ma allo stato, appunto, è un’utopia».

Un’utopia che, osservata sotto i lampadari del Rendano, assomiglia a un cantiere aperto. Perché laddove il riformismo smette di essere uno slogan da convegno e diventa pragmatismo amministrativo, i confini ideologici cominciano a scricchiolare, lasciando spazio a un Principe della politica e a un governatore come Occhiuto che sembrano cercare, al di là dei confini di schieramento, quel contenitore moderato che una parte d’Italia continua a rincorrere.

Principe a tutto campo: «Ho un suggerimento per Occhiuto e Forza Italia. Il Pd? Mi spiace vederlo ridotto così»