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24/06/2026 ore 09.41
Politica

«Ludoteche tutte chiuse, Cosenza ha perso un presidio sociale»: l'affondo di Mancini

L'esponente della direzione regionale del Pd denuncia la scomparsa degli spazi educativi nei quartieri e rilancia: «Bisogna tornare a investire nei servizi di prossimità per bambini e famiglie»

di Redazione

Le ludoteche comunali di Cosenza restano chiuse e, con la conclusione dell'anno scolastico, la loro assenza si fa sentire ancora di più. A sollevare il tema è Giacomo Mancini, componente della direzione regionale del Partito Democratico, che denuncia la perdita di un importante presidio educativo e sociale nei quartieri della città.

Nel suo intervento Mancini richiama il ruolo svolto per anni dalle strutture presenti a Serra Spiga, Via Popilia e nel centro storico, luoghi che hanno rappresentato punti di riferimento per centinaia di bambini, ragazzi e famiglie.

«Le ludoteche comunali sono tutte chiuse e adesso che la scuola è finita se ne sente ancora di più la mancanza. Cosenza non ha perso soltanto un servizio. Abbiamo perso un presidio educativo e sociale importante per tanti quartieri della città», afferma l'esponente democratico.

Secondo Mancini, questi spazi hanno garantito nel tempo opportunità di crescita, socializzazione e sostegno alle famiglie, grazie anche all'impegno di educatori e operatori che hanno maturato competenze ed esperienza sul campo.

«Ogni giorno bambini e ragazzi frequentavano questi spazi per studiare, giocare, socializzare e crescere insieme. Tante famiglie trovavano un sostegno concreto e tanti educatori mettevano a disposizione competenze, professionalità ed esperienza costruite negli anni», sottolinea.

L'ex deputato socialista richiama anche la propria esperienza personale, evidenziando come il valore delle ludoteche fosse percepito direttamente da molte famiglie della città.

«Anche mio figlio ha frequentato una di queste strutture e conosco il valore che hanno avuto per molte famiglie, in particolare per quelle che vivono situazioni più complesse e delicate. Oggi le famiglie che possono permetterselo cercano soluzioni private. Tutte le altre sono state lasciate più sole».

Per Mancini, la chiusura delle ludoteche rappresenta uno dei segnali più evidenti di un progressivo arretramento dei servizi di prossimità e delle politiche di inclusione sociale.

«Noi torneremo a investire nei servizi educativi di quartiere. Perché una città che vuole guardare al futuro non può rinunciare a prendersi cura dei suoi bambini, dei suoi ragazzi e delle loro famiglie. È da qui che si ricostruisce una comunità», conclude.

Il tema delle ludoteche torna così al centro del dibattito cittadino, soprattutto in una fase in cui la chiusura delle scuole rende ancora più evidente la necessità di spazi educativi e aggregativi dedicati all'infanzia e all'adolescenza.