Mancini: «Cosenza deve rinascere, non assistere a una resa dei conti per il potere»
L’esponente della direzione del Pd Calabria interviene sulla crisi a Palazzo dei Bruzi: «La rottura tra chi ha governato insieme non cancella le responsabilità condivise. Serve un progetto nuovo, capace di coinvolgere energie e sensibilità della città»
«La vera crisi politica al Comune di Cosenza non nasce dalla rottura tra chi ha condiviso le scelte di governo degli ultimi cinque anni. Nasce dalla frattura profonda tra amministratori e cittadini». A intervenire sulla fase delicata che attraversa Palazzo dei Bruzi è Giacomo Mancini, componente della direzione del Pd Calabria.
Secondo Mancini, lo scontro emerso nelle ultime settimane non può essere letto soltanto come una frattura interna alla maggioranza, perché arriva al termine di un percorso amministrativo che, a suo giudizio, ha progressivamente allontanato il Palazzo dalla città.
«Le responsabilità restano condivise»
«Chi ha amministrato insieme per cinque anni adesso si divide, ma lo strappo non cancella le responsabilità condivise», afferma Mancini, che parla di una città diventata più marginale e di una progressiva perdita di ruolo e funzioni da parte del capoluogo.
Nel suo intervento richiama problemi che, sostiene, vengono denunciati da tempo: servizi inefficienti, quartieri e contrade abbandonati, occasioni perdute e una distanza crescente tra amministrazione e cittadini.
«Dal Palazzo, anziché risposte, sono arrivati troppo spesso attacchi e derisioni», aggiunge.
«Non una contesa tra chi conserva la poltrona e chi vuole prenderla»
Il passaggio politico centrale riguarda la crisi interna all’amministrazione.
Per Mancini, Cosenza non può essere costretta ad assistere a una resa dei conti tra chi punta a mantenere il proprio spazio di potere e chi aspira a occuparlo.
«La ricchezza politica, civile e culturale del centrosinistra cosentino non può essere ridotta a una contesa di potere, né tantomeno a una scelta tra i due protagonisti della stessa negativa esperienza amministrativa».
Da qui la richiesta di un cambio di passo che non si limiti alla sostituzione degli uomini, ma riguardi il metodo di governo della città.
Il richiamo alla società civile
Mancini indica nella partecipazione civica uno dei punti da cui ripartire. Cita i cortei per la pace e la partecipazione al referendum costituzionale come segnali di una società civile ancora attiva e distante dalle dinamiche interne al Palazzo.
«È anche con queste energie che stiamo dialogando per costruire un’alternativa di governo municipale», spiega.
L’obiettivo, secondo l’esponente dem, è costruire un progetto capace di coinvolgere «energie, intelligenze e sensibilità nuove» e di restituire alla città una prospettiva politica più ampia.
«Serve un altro modo di amministrare»
Mancini rivendica infine la volontà di essere in campo con una proposta fondata sull’ascolto dei cittadini e sulla partecipazione.
«Cosenza merita di meglio. Non soltanto altri amministratori, ma anche un altro modo di amministrare», conclude.