Mandatoriccio, il sindaco Iozzi: «La mia vittoria dopo il pareggio. E ora regalo ai giovani le case del centro storico»
Il risultato di assoluta parità al primo turno delle amministrative di maggio è diventato un caso nazionale. Ma archiviati gli onori della cronaca, il neo primo cittadino è già alle prese con le emergenze quotidiane del piccolo paese: «Volete un esempio? in pianta organica ho un solo vigile urbano»
Ha tribolato. E promette: «La fascia tricolore di sindaco non la mollo per i prossimi dieci anni». Un lasso di tempo lunghissimo, considerato che il Municipio esce da tre commissariamenti prefettizi di fila. Cataldo Iozzi ha conquistato la ribalta nazionale, ma non rinuncia alla sua proverbiale ironia: «Quante ore trascorro in Municipio? Praticamente mi ci curcu”.
Benvenuti a Mandatoriccio, comune del basso jonio cosentino, balzato agli onori della cronaca per un fatto che lo stesso (neo) sindaco definisce «più unico che raro». Il 25 e 26 maggio i mandatoriccesi vengono chiamati alle urne per eleggere il nuovo primo cittadino: a sfidarsi sono Cataldo Iozzi (appunto) e Maria Villella. Il risultato è strabiliante, perché entrambi i candidati ottengono lo stesso (identico) risultato: 852 voti il primo, 852 voti il secondo. La notizia si propaga a macchia d’olio e, veicolata dalle maggiori testate giornalistiche, raggiunge ogni angolo d’Italia.
La Prefettura di Cosenza è chiamata a “districare” la matassa e, dopo un confronto tra esperti della materia, arriva il verdetto: a Mandatoriccio si deve andare al ballottaggio. Se anche il secondo turno dovesse finire in parità, la carica di sindaco verrà attribuita al candidato più anziano. Ma non succede, perché Cataldo Iozzi ottiene 913 voti, contro gli 897 racimolati dalla sua sfidante.
«Se non fosse stato per le due schede dichiarate nulle dal presidente di seggio, sarei diventato sindaco già al primo turno». Già, tutta colpa di un’errata interpretazione dell’espressione di voto durante lo scrutinio: «Sulle schede incriminate era stato barrato il simbolo della mia lista, ma erano stati inseriti i nomi di due consiglieri candidati con l’altro schieramento».
Al ballottaggio vanno a votare cento elettori in più, e Cataldo Iozzi diventa sindaco grazie a uno scarto di sedici preferenze rispetto alla sua competitor: «Durante la campagna elettorale per il primo turno avevo un po’ dormito – scherza il primo cittadino – in vista del secondo turno invece sono andato a bussare casa per casa».
Dirigente comunale dell’area finanziaria per quarant’anni proprio al Comune di Mandatoriccio (in pensione da dieci), Cataldo Iozzi conosce bene la situazione economica dell’ente. I venticinquemila euro del Fondo Sicurezza Urbana del ministero dell’Interno – che a breve arriveranno nelle casse comunali nell’ambito del progetto “Spiagge Sicure 2026” – rappresentano la classica boccata d’ossigeno: «Magari mi serviranno per assumere qualche agente di Polizia locale a tempo determinato. Mi vergogno quasi a dirlo, ma attualmente nella pianta organica ce n’è soltanto uno».
Davvero troppo poco, se si pensa che – a fronte dei duemila e rotti residenti – durante i mesi estivi si contano fino a ventimila presenze. Mandatoriccio vanta quattro chilometri di costa, e numerosi alberghi e villaggi turistici, mentre nella frazione marina si registrano almeno settemila utenze collegate.
La spina nel fianco dell’amministrazione comunale è rappresentata dal centro storico, con le sue case abbandonate, simbolo di partenze e crollo demografico: «Dobbiamo far tornare i giovani a Mandatoriccio, è per questo che presto metteremo in vendita a un euro vecchi edifici, con la speranza che vengano recuperati e trasformati in attività commerciali e strutture ricettive».