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25/02/2026 ore 19.00
Politica

Medici cubani, Scarpelli: «L’ambasciatore Hammer non era legittimato a venire in Calabria»

Il rappresentante dell’Associazione nazionale di Amicizia Italia Cuba commenta la visita del plenipotenziario statunitense, venuto a chiedere al presidente Occhiuto di interrompere la collaborazione sanitaria con l’Isola caraibica che ha portato nella nostra regione circa 400 “Doctores”

di Emilia Canonaco

La Calabria al centro di un contenzioso internazionale tra Cuba e gli Stati Uniti. Qualche giorno fa, il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha ricevuto alla Cittadella l’ambasciatore Michael Hammer, incaricato d’affari statunitense a Cuba, venuto a chiedere (con linguaggio diplomatico) di interrompere gli accordi con l’Isola caraibica riguardanti l’utilizzo dei “Doctores”. 

In Calabria sono circa quattrocento i medici cubani in servizio negli ospedali pubblici: il primo contingente arrivò nel 2022, in piena pandemia. Per ognuno di loro, la Regione paga 4.700 euro, ma ai camici bianchi rimangono appena 1.200, perché il resto finisce nelle casse della Società responsabile della missione. 

Di fronte all’ambasciatore Hammer, Occhiuto ha ribadito il ruolo umanitario della presenza in Calabria dei medici cubani, ricordando come i “Doctores” abbiamo consentito di tenere aperti i Pronto Soccorso e gli altri reparti ospedalieri a rischio chiusura, per mancanza di personale sanitario.

Il presidente della Regione però ha fatto qualche concessione. Queste le parole pronunciate a margine dell’incontro: «D’intesa con il Consolato americano, abbiamo deciso di verificare una strada alternativa attraverso la pubblicazione di una manifestazione di interesse rivolta a tutti i camici bianchi europei ed extraeuropei che vogliano venire a lavorare in Calabria. Suddetta manifestazione di interesse è aperta anche ai medici cubani, che però non siano vincolati alla missione già esistente e che decidano spontaneamente e in autonomia di prestare servizio nei nostri ospedali».

«L’attacco ai medici cubani da parte del Governo americano si unisce alle sanzioni in vigore dallo scorso primo gennaio che il presidente Trump applica ai Paesi che vendono petrolio all’Isola caraibica. Decisione che ha provocato una grave penuria di carburante, minando finanche il funzionamento degli ospedali e mettendo in pericolo la vita di milione di persone», ha dichiarato Pino Scarpelli, membro della segreteria dell’Associazione nazionale di Amicizia Italia Cuba, impegnata in questi mesi in una imponente raccolta fondi da destinare alla popolazione cubana.