Mozione di sfiducia nel PD cosentino, Lettieri contrattacca: «Firme irregolari e tentativo di destabilizzazione»
Il segretario provinciale del Partito Democratico di Cosenza replica alla mozione di sfiducia: «Nessuna maggioranza, accuse infondate e metodi che nulla hanno a che fare con la democrazia»
È una replica dura e articolata quella del Matteo Lettieri, segretario provinciale del Partito Democratico di Cosenza, alla mozione di sfiducia circolata nelle ultime ore e rilanciata dagli organi di stampa.
«Prendo atto dell’ennesimo tentativo di destabilizzare il Partito Democratico della provincia di Cosenza attraverso una mozione di sfiducia che poggia su basi di profonda irregolarità. Siamo di fronte a un documento che tenta di cancellare il lavoro di mesi con metodi che nulla hanno a che fare con la trasparenza democratica», afferma Lettieri.
Il segretario provinciale entra poi nel merito delle firme a sostegno della mozione, parlando di un quadro «di estrema gravità». «Tra le 32 firme sbandierate – spiega – risultano nomi di alcuni membri dell’Assemblea che non hanno mai dato il proprio consenso e che si sono detti estranei all’iniziativa. Non solo: nel conteggio appare persino la firma di un membro che ha rassegnato le proprie dimissioni dall’Assemblea oltre un mese fa. Nessuna maggioranza relativa, dunque, nella mozione di sfiducia fatta circolare».
Secondo Lettieri, «provare a sfiduciare un segretario con firme apocrife e nomi di ex membri qualifica chiaramente chi ha orchestrato questa manovra».
Ripercorrendo l’inizio del proprio mandato, il segretario ricorda le difficoltà affrontate sin dall’insediamento. «Il mio mandato è iniziato in salita, affrontando la sfida delle elezioni regionali appena quindici giorni dopo la ratifica della mia elezione. In quell’occasione ho lavorato per garantire la massima rappresentatività: nelle liste erano presenti esponenti di entrambe le mozioni congressuali».
Lettieri sottolinea inoltre che «la composizione delle liste regionali è prerogativa della Direzione regionale, non della Segreteria provinciale», rivendicando però una linea politica chiara: «Il mio impegno è stato quello di favorire un clima di inclusione che non ha mai attuato “purghe”, ma ha valorizzato ogni componente del partito».
Sul fronte delle alleanze, il segretario respinge l’idea di una gestione personalistica. «Nessun uomo solo al comando. Prima di convocare il tavolo con le altre forze politiche e con i sindaci di Cosenza, Rende e Corigliano-Rossano, ho promosso due incontri preliminari con i sindaci e gli amministratori del PD. Sono stati loro a darmi mandato pieno per costituire il tavolo di coalizione con M5S, PSI, Sinistra Italiana, Italia Viva, Europa Verde e Federazione Riformista».
Un percorso che, secondo Lettieri, «ha gettato le basi per una vittoria netta alle provinciali», ma che sarebbe ora ostacolato «da chi preferisce sabotare il partito pur di colpire la mia persona».
Rivendicando i risultati della propria gestione, il segretario elenca le attività svolte: «Abbiamo affrontato la tornata elettorale delle regionali, celebrato i congressi di Castrovillari e San Lucido, favorito la risoluzione della crisi al Comune di Cosenza garantendo stabilità e riportando coesione nel gruppo. Stiamo lavorando quotidianamente per le prossime sfide elettorali provinciali e amministrative, riorganizzando il partito sul territorio, aprendo nuovi circoli e facendo crescere la base degli iscritti».
Un passaggio è dedicato anche al tema del tesseramento. «Gli unici soggetti in possesso delle chiavi di accesso alla piattaforma del tesseramento online – chiarisce – sono il segretario provinciale e il tesoriere provinciale. Questa è la garanzia che l’anagrafe è gestita con rigore e al riparo da ogni manipolazione esterna».
Durissime le parole sulle accuse contenute nella mozione. «Le accuse infamanti che si leggono, oltre a essere completamente prive di fondamento, sono la rappresentazione plastica della pretestuosità di tali ragioni, portate avanti dai soliti personaggi che restano nascosti nelle retrovie e che sono il frutto di cinici interessi di parte o di personalismi che nulla hanno a che fare con la democraticità di un partito».
Infine, l’affondo politico e personale. «Mi sono messo in gioco per puro spirito di servizio. È inaccettabile essere sabotati sistematicamente da chi dovrebbe sostenerci. Questo fango quotidiano lede l’immagine del PD e rischia di condannarci alla sconfitta alle provinciali e alle prossime amministrative. Io continuerò a lavorare per unire i territori e vincere, mentre altri firmano carte false per dividere».
La chiusura è dedicata al sostegno ricevuto in queste ore. «Ringrazio i tanti militanti, dirigenti e sindaci iscritti al PD che mi hanno manifestato vicinanza e sostegno, spronandomi ad andare avanti».