Orrico replica al Dpm: «Le mie dimissioni erano note da tempo, respingo ricostruzioni non vere»
L’assessore risponde alla nota firmata dal presidente Francesco Intrieri e rivendica il percorso che ha portato all’uscita dal movimento. «Nessuno mi manovra. La vicenda per me è chiusa»
Giovanni Gianluca Orrico torna sulle dimissioni dai Democratici Progressisti Meridionalisti e replica alla nota firmata dal presidente del movimento, Francesco Intrieri.
Il tono è netto, ma Orrico chiarisce subito di non voler trasformare il confronto in uno scontro personale: «Quando vengono dette delle falsità, si ha il dovere di tutelare la propria dignità. Non ho mai voluto che volassero gli stracci, e non li faccio volare adesso».
Secondo Orrico, il presidente del Dpm sarebbe stato già da tempo a conoscenza della decisione di lasciare il movimento. «Con il presidente ho parlato, ed era suo il ruolo di ascoltarmi; con il segretario Francesco De Cicco non ho avuto alcuna possibilità di confrontarmi».
Dpm contro Orrico: «Lascia il partito ma resta assessore, nessuna motivazione politica»«La decisione era maturata da tempo»
Orrico ribadisce che la scelta non sarebbe stata improvvisa e che la rottura si sarebbe definita già il 9 ottobre, dopo un percorso iniziato settimane prima.
Contesta quindi la ricostruzione del Dpm secondo cui avrebbe condiviso fino all’ultimo le linee politiche del movimento, definendo non veritiere alcune affermazioni contenute nella replica di Intrieri.
Rivendica inoltre il lavoro svolto dal 2021 nella costruzione del progetto politico dei Democratici Progressisti Meridionalisti, sostenendo che il proprio impegno non possa essere ridotto al numero di preferenze ottenute in una precedente competizione elettorale.
«Un impegno che non si liquida con una cifra di preferenze», afferma, contestando anche il dato richiamato dal movimento.
«Il rapporto con il partito era già cambiato»
Nella ricostruzione di Orrico, il rapporto con il Dpm avrebbe iniziato a deteriorarsi già prima delle dimissioni.
L’assessore riferisce di aver percepito da tempo un cambiamento nell’atteggiamento del movimento nei suoi confronti e di averne avuto conferma nei colloqui con Intrieri.
Da tempo, aggiunge, attendeva di conoscere con chiarezza l’orientamento politico del Dpm, anche per capire quale posizione assumere rispetto alla giunta comunale.
«A quel punto avremmo davvero dovuto lasciare la poltrona, nel momento in cui il partito avesse deciso di prendere le distanze dall’attuale amministrazione», spiega.
Quel chiarimento, secondo Orrico, non sarebbe mai arrivato prima della sua uscita.
«Sono assessore esterno, ma nessuno decide al posto mio»
Orrico interviene anche sul nodo dell’incarico in Giunta, dopo che il Dpm gli aveva contestato di aver lasciato partito e tesoreria senza rimettere anche il ruolo di assessore.
«So bene di essere un assessore esterno, e lo sono perché ho creduto a un progetto politico: non per questo esiste una delega in bianco sulle mie decisioni».
Orrico sostiene inoltre che, dopo le sue dimissioni dal movimento, le sue scelte politiche non riguardino più il Dpm e richiama il fatto che, allo stato, nessun altro assessore avrebbe lasciato il proprio incarico.
Il passaggio sulla famiglia
Particolarmente dura la replica alle osservazioni contenute nella nota del Dpm sul riferimento alla famiglia.
Orrico parla di «caduta di stile» e respinge qualsiasi allusione a condizionamenti esterni sulle proprie decisioni.
«Nessuno mi manovra, e non mi faccio guidare da nessuno», afferma.
Secondo l’assessore, le divergenze avrebbero riguardato anche posizioni politiche espresse da componenti della sua famiglia in contesti estranei alla politica comunale cosentina, elemento che, sostiene, gli sarebbe stato più volte fatto notare.
«Per me la vicenda è chiusa»
Orrico chiude infine la polemica annunciando di non voler tornare ulteriormente sull’argomento.
«Il presidente dei Democratici Progressisti Meridionalisti sapeva tutto questo, ed è la ragione per cui ho risposto. Con questo comunicato la vicenda è chiusa: non rilascerò altre dichiarazioni né alimenterò altre polemiche».