Ospedale della Sibaritide, il Pd di Corigliano Rossano: «Disattesa la data di consegna del nuovo presidio»
«L’apertura del nuovo ospedale deve diventare il punto di partenza di una nuova stagione della sanità nella Sibaritide, non semplicemente l’inaugurazione di un nuovo edificio»
«Bene l’attivazione degli ambulatori al nuovo ospedale. Ogni passo in avanti che contribuisce a raggiungere il traguardo dell’apertura della struttura, per quanto ci riguarda, è positivo. Altra cosa, però, è la storia del nuovo ospedale, che una parte significativa dei presenti alla cerimonia sembra ignorare totalmente, tanto da essere stata costretta a utilizzare Google Maps per raggiungere il sito. Noi siamo una città ospitale e, naturalmente, la cosa non può che farci piacere».
È quanto si legge in un comunicato congiunto a firma Consulta PD Laboratorio della salute, Il coordinatore Giuseppe Pirillo, Il segretario cittadino PD Francesco Madeo, capogruppo Pd Corigliano Rossano Giuseppe Candreva.
«Restano, tuttavia, alcune domande che meritano risposte chiare. La data di consegna del nuovo ospedale, sbandierata già dallo scorso anno, è stata disattesa. Il contratto prevedeva la consegna il 3 ottobre scorso e oggi, invece, non viene indicata alcuna certezza. Si parla della prossima primavera e, se così fosse, ci troveremmo di fronte a un’inadempienza contrattuale, formalmente prevista e regolata nei rapporti tra le parti. La Regione cosa intende fare? Intende costruire una sorta di “ciambella” per il concessionario? A proposito del concessionario, è bene ricordare che il suo compito non è soltanto quello di completare l’opera, ma anche di gestire per 25 anni i servizi non sanitari.
Non è il proprietario del nuovo ospedale e dovrebbe, quindi, mantenere un ruolo consono alle proprie responsabilità, senza sovrapposizioni che possano generare confusione. Rimane aperta, inoltre, tutta la partita dei sottoservizi: acqua, reflui, parcheggi e collegamenti. Sui reflui, in particolare, sarebbe opportuno capire perché si rendano necessari due interventi a distanza di appena un anno l’uno dall’altro. E poi c’è la questione della mobilità. Il nuovo ospedale sarà con ogni probabilità il più grande attrattore di mobilità dell’intera area jonica calabrese. Eppure, continua a non esserci una risposta chiara sulla necessità di prevedere una fermata ferroviaria a servizio della struttura.
È una questione strategica che non può essere rinviata. Ci auguriamo, intanto, che già da oggi i servizi ambulatoriali siano garantiti in modo ordinato, puntuale ed efficiente, evitando ai cittadini ulteriori disagi. Sollecitiamo ancora una volta l’Azienda Sanitaria Provinciale, anche alla luce della nomina del nuovo Direttore Generale, a dotarsi di una vera e propria Unità di sviluppo e coordinamento per il nuovo ospedale, chiamata a programmare e coordinare tutte le attività necessarie all’apertura e alla piena funzionalità della struttura, a partire dal reclutamento del personale. In questi anni, infatti, i due presidi Giannettasio e Compagna hanno visto un forte depotenziamento degli organici, a partire dai direttori delle unità operative. La quasi totalità dei reparti è priva dei rispettivi primari.
Che cosa si aspetta ad avviare le procedure necessarie? Ma non basta avviare i concorsi. Occorre anche un vero lavoro di ricerca e attrazione di professionalità adeguate, facendo dell’apertura del nuovo ospedale un’occasione per portare nella Sibaritide competenze e professionalità di alto livello. Contestualmente deve essere riorganizzata la medicina territoriale. Nessun ospedale, per quanto moderno e importante, potrà funzionare bene se intorno ad esso non funziona una rete territoriale efficace.
Anche qui esiste un paradosso difficilmente comprensibile: da quattro anni i due Distretti sanitari di Corigliano e di Rossano sono senza direttore di distretto. Perché? E quando si intende porre fine a questa situazione? C’è poi tutta la partita relativa al futuro utilizzo dei due presidi ospedalieri esistenti. Il Giannettasio e il Compagna rappresentano un patrimonio di edilizia sanitaria imponente, che non può essere lasciato all’abbandono. Possono e devono continuare ad avere un ruolo importante come riferimento per i servizi sanitari territoriali, per i servizi sociosanitari e per quelli socioassistenziali. Il nuovo ospedale non deve essere semplicemente una nuova struttura da aprire, ma l’occasione per ridisegnare complessivamente l’offerta sanitaria del territorio.
C’è un grande lavoro da fare. Ma, soprattutto, c’è una grande opportunità: quella di dare finalmente risposte concrete ai cittadini, ormai esausti per la mancanza di servizi e per i continui rinvii. L’apertura del nuovo ospedale deve diventare il punto di partenza di una nuova stagione della sanità nella Sibaritide, non semplicemente l’inaugurazione di un nuovo edificio»