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29/09/2026 ore 17.01
Politica

Ospedale della Sibaritide, Stasi: «Sul collettore fognario restano contraddizioni e rischi per Boscarello»

Il sindaco accoglie positivamente la consegna dei lavori, ma chiede chiarimenti sul depuratore interno, sul potenziamento dell’impianto comunale e sull’uso dei 2,3 milioni

di Redazione

L’avvio dei lavori per realizzare il collettore fognario tra il nuovo ospedale della Sibaritide e il depuratore di Boscarello viene accolto positivamente dall’Amministrazione comunale. Sul progetto, però, il sindaco Flavio Stasi solleva una serie di dubbi tecnici, amministrativi e finanziari e chiede chiarimenti alla Regione Calabria e alla struttura commissariale.

L’intervento, annunciato dal subcommissario Antonino Daffinà, prevede un investimento di 2,3 milioni di euro. Secondo il primo cittadino, restano da chiarire il rapporto tra il nuovo collettore e l’eventuale potenziamento del depuratore comunale, la funzione dell’impianto interno in costruzione nell’area ospedaliera e la compatibilità dell’opera con la destinazione originaria dei fondi utilizzati.

«La consegna di una nuova opera sul nostro territorio non può che raccogliere il favore di chi rappresenta la comunità», premette Stasi, riconoscendo nel progetto un segnale di avanzamento verso l’apertura dell’ospedale. Il sindaco descrive tuttavia il quadro come «confuso» e, sotto alcuni aspetti, contraddittorio.

Il nodo del depuratore di Boscarello

Il primo punto riguarda la capacità del depuratore di Boscarello. Stasi sostiene che l’impianto sia già sottodimensionato rispetto alle utenze attuali e che il progetto del collettore non possa essere separato, né tecnicamente né finanziariamente, dal suo potenziamento.

Secondo il sindaco, l’adeguamento del sistema depurativo cittadino rientra da circa 15 anni nelle competenze dell’Ufficio del commissario nazionale per la depurazione, poiché l’agglomerato di Corigliano-Rossano è interessato da una procedura d’infrazione europea.

Stasi afferma che, allo stato, al Comune non risulterebbero né un progetto per potenziare Boscarello né l’avvio della relativa procedura autorizzativa. Un iter che, a suo giudizio, potrebbe richiedere tempi superiori a quelli necessari per costruire il collettore.

Da qui la posizione dell’Amministrazione: «Senza il potenziamento del depuratore, il Comune non autorizzerà il conferimento di ulteriori reflui presso l’impianto».

Il depuratore interno all’ospedale

Un secondo elemento riguarda l’impianto di depurazione interno al nuovo ospedale. Alcune comunicazioni provenienti dal cantiere, riferisce il sindaco, indicherebbero la realizzazione di opere destinate alla soluzione del problema depurativo del nosocomio.

Per Stasi, un depuratore autonomo rappresenterebbe la scelta preferibile, perché eviterebbe di gravare sul sistema cittadino e limiterebbe l’impatto ambientale sull’area di Boscarello.

La presenza contemporanea di un impianto interno e di un collettore verso il depuratore comunale genera però interrogativi. Il primo cittadino chiede di sapere se la struttura prevista nell’ospedale sarà un vero depuratore autonomo oppure un impianto destinato esclusivamente al pretrattamento dei reflui.

Nel primo caso, osserva Stasi, occorrerebbe chiarire perché vengano finanziate entrambe le opere. Nel secondo, bisognerebbe spiegare quale funzione effettiva svolgerà l’impianto interno e perché sia stato presentato come soluzione della questione depurativa.

I dubbi sulle autorizzazioni

Il sindaco chiede inoltre se l’eventuale depuratore ospedaliero abbia già ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie.

Gli interrogativi riguardano lo svolgimento di una conferenza dei servizi, l’eventuale valutazione d’impatto ambientale e il coinvolgimento del Comune di Corigliano-Rossano nelle procedure.

«Se queste ci sono state, al Comune sono sfuggite», afferma Stasi, sollecitando la Regione e il presidente-commissario a fornire una ricostruzione della programmazione complessiva.

Il riferimento a un possibile danno erariale viene formulato dal sindaco come rischio da verificare, legato all’eventuale duplicazione di opere finanziate con risorse pubbliche. Non risulta, dalla nota, alcun accertamento sul punto da parte degli organi competenti.

La destinazione dei 2,3 milioni di euro

La seconda parte dell’intervento riguarda la provenienza e la destinazione dei 2,3 milioni impiegati per il collettore.

Secondo Stasi, le risorse del commissario per la depurazione dovrebbero essere utilizzate prioritariamente per superare la procedura d’infrazione europea e collegare alla rete fognaria le zone urbanizzate ancora sprovviste del servizio.

Il sindaco cita le località di Apollinara, Fabrizio, Coscia, Santa Caterina e Pantano Martucci. In precedenza aveva chiesto di includere nell’intervento almeno il completamento delle reti di Coscia e Fabrizio.

«È corretto usare questi fondi non per collettare l’esistente, ma per collegare nuove strutture? Ritengo di no», afferma Stasi. Secondo il primo cittadino, il collegamento dell’ospedale avrebbe dovuto essere finanziato con le risorse destinate alla costruzione del nosocomio o attraverso altri canali.