Parchi di Crotone e Sibari, Greco chiede il ripristino dei 2,6 milioni prelevati
Interrogazione alla Giunta sul trasferimento disposto dal Ministero della Cultura e sui fondi regionali impiegati per interventi nei beni statali
Chiedere al Governo e al Ministero della Cultura il ripristino dei 2,6 milioni prelevati dalle disponibilità dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari. È la richiesta di Filomena Greco, consigliera regionale di Casa Riformista–Italia Viva, che ha depositato un’interrogazione con risposta scritta al presidente della Giunta e all’assessore competente.
Al centro dell’iniziativa ci sono il trasferimento di risorse disposto dal Ministero e il rapporto tra gli investimenti regionali nei beni statali e quelli ordinari dello Stato in Calabria. Greco richiama, in particolare, la convenzione da 7,57 milioni sottoscritta per un intervento nell’area archeologica di Capo Colonna.
Il trasferimento dalle disponibilità dei Parchi
Secondo quanto riportato nell’interrogazione, con il decreto 339 del 16 settembre 2026 il Ministero della Cultura ha disposto il trasferimento al bilancio dello Stato di 29.856.563 euro dalle disponibilità di diciotto istituti autonomi.
Di questo importo, 2,6 milioni riguardano i Parchi archeologici di Crotone e Sibari. La consigliera chiede alla Regione di chiarire se fosse a conoscenza dell’operazione e se abbia verificato la destinazione delle somme prima del trasferimento: in particolare, se fossero risorse ferme in cassa oppure già previste per lavori e attività.
Le destinazioni indicate nel decreto richiamato da Greco
La nota elenca alcune delle voci alle quali il Ministero riassegna le risorse complessivamente trasferite: 10 milioni per il restauro di beni culturali, 5 milioni per acquisti, espropri ed esercizio della prelazione su immobili e opere di interesse storico e artistico e 4 milioni per la Scuola dei beni e delle attività culturali.
Sono inoltre indicati 2,5 milioni per il funzionamento delle Soprintendenze, 2,5 milioni per gli investimenti della Fondazione La Triennale di Milano e 1,5 milioni per cancelleria, noleggi e trasporti degli uffici.
Il riferimento alla Triennale riguarda dunque una delle destinazioni del trasferimento complessivo dai diciotto istituti. Greco contesta anche che il decreto, secondo la sua ricostruzione, non specifichi i territori nei quali saranno spese le diverse risorse.
La convenzione da 7,57 milioni per Capo Colonna
La consigliera mette in relazione il provvedimento ministeriale con la convenzione sottoscritta due giorni dopo dalla Regione Calabria e dai Parchi per un intervento nell’area archeologica di Capo Colonna.
L’accordo, secondo i dati riportati nella nota, vale 7,57 milioni: 6,69 milioni provengono dal Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027 e 880 mila euro dal PAC 2014-2020.
Per Greco, il punto politico è l’impiego di risorse destinate allo sviluppo regionale su un bene statale mentre vengono ridotte le disponibilità dell’istituto che lo gestisce.
«La Regione spende milioni di fondi destinati allo sviluppo della Calabria per lavori in un sito archeologico che appartiene allo Stato. Lo Stato, contemporaneamente, toglie 2,6 milioni all’istituto che gestisce quel sito», afferma.
Le domande sugli investimenti regionali e statali
L’interrogazione chiede alla Giunta una ricognizione, dal 2021 a oggi, delle risorse FSC, PAC, europee e regionali impiegate su beni appartenenti allo Stato o gestiti da esso.
Greco domanda inoltre quanti investimenti ordinari del Ministero della Cultura siano arrivati in Calabria nello stesso periodo, chiedendo risposte per ciascun intervento.
La consigliera richiama anche la clausola che indica una destinazione al Sud di almeno il 40 per cento delle risorse ordinarie statali in conto capitale. Sul suo rispetto riferisce di aver depositato una mozione in Consiglio regionale, che dichiara ancora senza risposta.
«La Regione deve chiedere al Governo e al Ministero della Cultura il ripristino dei 2,6 milioni», conclude Greco, sollecitando un’iniziativa della Giunta sulle disponibilità dei Parchi.