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17/06/2026 ore 19.00
Politica

Pasquale Gagliardi va in pensione dopo 30 anni di servizio: «Elisoccorso trasformato in taxi sanitario» | VIDEO

Il professionista in quiescenza dallo scorso primo giugno dice con amarezza: «L’elicottero spesso viene sottratto alle vere emergenze soltanto perché sulle ambulanze non ci sono più medici»

di Emilia Canonaco

Dopo 30 anni in prima linea, Pasquale Gagliardi, storico responsabile dei medici dell’elisoccorso, appende al chiodo la tuta di volo. Mentre l’elicottero resta in piazzola, lui ripercorre tre decenni passati sospeso tra la vita e la morte.

«Il giorno più bello? Non ce n’è uno solo, sono tanti», racconta. «Ma il primo resta impresso. Un bambino di 6-7 anni, a Santa Maria del Cedro, investito appena sceso dallo scuolabus. Ricordo il silenzio assoluto, la nonna e i familiari pietrificati dal dolore. Dovetti rianimarlo direttamente sulla strada. Il piccolo si salvò. Dopo mesi di rianimazione e anni di ospedale ce l’ha fatta. Da allora è nato un rapporto bellissimo con la famiglia: mi hanno invitato alla comunione, alla cresima e al suo matrimonio. Fu il mio primo intervento: toccante e difficilissimo dal punto di vista medico».

Accanto alle gioie ci sono i giorni più bui, quelli che restano addosso. «Le chiamate di notte con la nebbia fitta sulla Sila. I ragazzi che non ce l’hanno fatta. Lo sguardo dei genitori che ti chiedono un miracolo impossibile. Quando scendi dall’elicottero quel peso te lo porti a casa. Per 30 anni è stato così».

Gagliardi si lascia andare però ad un’amara constatazione: l’elisoccorso, nato come presidio salvavita per le grandi emergenze, oggi rischia di trasformarsi in un costoso “taxi sanitario”.

«All’inizio l’elicottero decollava solo per urgenze reali: traumi gravi, infarti, ictus, incidenti stradali seri. C’era un criterio rigido e una priorità chiara. Oggi non è più così».

Il motivo, spiega l’ex responsabile, è strutturale: «Sulle ambulanze non ci sono più medici. Così veniamo chiamati anche per una pressione alta o per malori lievi, situazioni che un’ambulanza medicalizzata dovrebbe gestire a terra. In questo modo l’elisoccorso viene dirottato e sottratto alle vere emergenze».

Un sovraccarico che aumenta i pericoli per chi vola: “Ogni decollo e ogni atterraggio comportano un rischio. Si vola tantissimo e questo espone l’equipaggio a stress continuo. Fortunatamente abbiamo piloti straordinari. Ricordo un vecchio comandante che, andando in pensione, mi disse: "Dovete ringraziarmi per una cosa: vi ho sempre riportato a terra con i piedi per terra”».

Dopo 30 anni, centinaia di missioni e infinite vite incrociate, Pasquale Gagliardi saluta la sua squadra. Se ne va con la soddisfazione del dovere compiuto e con la preoccupazione di chi vede un sistema d’eccellenza che sta cambiando rotta.