PD Cosenza all’attacco: «La nuova giunta Caruso non rilancia e certifica la fine del progetto del 2021»
Rosi Caligiuri, segretaria cittadina dem, accusa il sindaco: «Scelte di potere, non per la città». Il direttivo del PD convocato per il 2 febbraio per decidere la linea politica
Nel dibattito politico cosentino si apre un nuovo fronte, dopo la presentazione della nuova giunta comunale. Una scelta che, secondo l’analisi di più fonti interne al centrosinistra, non segna un rilancio dell’azione amministrativa ma un cambio di equilibrio che pesa soprattutto sulla maggioranza che nel 2021 aveva sostenuto la candidatura di Franz Caruso.
In questo contesto arriva la posizione netta di Rosi Caligiuri, segretaria cittadina del circolo PD di Cosenza, che parla senza ambiguità di una crisi politica ormai conclamata. «La giunta presentata oggi non rappresenta in alcun modo un rilancio dell’azione amministrativa», afferma, spiegando che «al contrario, certifica politicamente che l’esperienza di governo avviata nel 2021 può considerarsi ormai conclusa». Per Caligiuri non si tratta di una fase evolutiva: «Non siamo di fronte a un rinnovamento, ma all’esaurimento di un percorso politico che aveva alla base un progetto di centrosinistra condiviso, oggi definitivamente archiviato».
La segretaria dem sottolinea come la composizione della nuova squadra di governo abbia aperto «fratture e divisioni profonde, soprattutto — ma non solo — all’interno del campo politico che ha candidato e sostenuto Franz Caruso per la sua elezione a sindaco». Una frattura che, secondo il PD cittadino, mina l’orizzonte politico che aveva giustificato e reso coerente l’esperienza amministrativa di questi anni.
Caligiuri ricorda inoltre che il partito aveva avanzato richieste precise, rimaste però senza ascolto. «Avevamo sollecitato un’azione di rilancio e di riqualificazione del governo cittadino», ribadisce, «ponendo innanzitutto la necessità di definire alcune priorità programmatiche di fine consiliatura, nell’interesse esclusivo della città». Anche sulla revisione della giunta il PD aveva formulato proposte politiche chiare, anch’esse ignorate.
Secondo la segretaria, la decisione del sindaco appare motivata da ragioni estranee al governo della città: «La scelta compiuta oggi non appare come un riassetto finalizzato a rafforzare il governo cittadino, ma come una decisione esclusivamente orientata al consolidamento di un assetto di potere, fondato sulla centralizzazione delle scelte nelle mani del sindaco e di una ristretta cerchia di suoi sodali». Da qui una conclusione dura: «Non un governo rivolto ai bisogni e alle priorità della città, ma una gestione piegata all’esercizio del potere e a prospettive di ambizione politica personale».
Il PD cittadino affronterà ora la questione nel direttivo convocato per lunedì 2 febbraio, chiamato a definire una linea politica di fronte alla frattura apertasi a Palazzo dei Bruzi.