Pd Cosenza, Le Fosse: «Ora regole, politica e verità. Basta capovolgere la realtà»
Il dirigente democrat rivendica la decisione della commissione regionale di garanzia e replica a Controccorente: «A lungo ha sperato di entrare in maggioranza, ora che quella di Lettieri si sgretola cerca di addossare colpe ad altri»
«La decisione della Commissione Regionale di Garanzia di accogliere il ricorso e dichiarare illegittima la Commissione Provinciale di Garanzia di Cosenza non è un regolamento di conti né la prova di una presunta conflittualità interna. È un fatto politico e statutario chiaro: le regole non si piegano, si rispettano. Quando vengono forzate o usate in modo strumentale, ricorrere agli organismi di garanzia è un atto di responsabilità verso il Partito». Lo afferma in una nota il dirigente del Pd di Cosenza Pino Le Fosse.
Pd Cosenza in subbuglio, “Democrazia e Partecipazione” e “Controcorrente” si schierano«Colpisce – evidenzia l’ex candidato alla segreteria provinciale - che a parlare oggi di “tafazzismo” sia Controcorrente: più che un’area politica, una compagnia di giro che da anni vive di contestazione permanente. È la stessa compagnia che ha a lungo anelato a entrare nella maggioranza costruita attorno al segretario provinciale e che oggi, vedendola sgretolarsi, tenta di scaricare altrove responsabilità evidenti. È del tutto strumentale anche l’accusa sul mancato completamento della Commissione di Garanzia: da tempo chiediamo la convocazione dell’Assemblea provinciale per completare gli organismi. La responsabilità è del segretario provinciale, che nell’unica Assemblea del 13 agosto non ha portato a compimento né il dibattito né l’elezione».
Per Pino Le Fosse «le questioni sollevate in questi mesi, oggi riconosciute fondate, non sono rancori post-congressuali, ma portano a un giudizio politico netto sulla gestione del segretario provinciale Matteo Lettieri e su quella che è stata la sua maggioranza. Altro che “pochi mesi”. Lettieri ha avuto oltre sei mesi per lavorare nei circoli e sui territori. Nessuno glielo ha impedito. Se quel lavoro ci fosse stato, saremmo stati i primi a riconoscerlo. Invece il partito è rimasto fermo, senza visione né iniziativa».
«Col senno di poi, il quadro è ancora più chiaro - si legge nel comunicato - alle responsabilità personali del segretario e ai limiti della sua gestione si è aggiunto anche un “valore aggiunto” tutt’altro che irrilevante, rappresentato dalle suggestioni e dai percorsi politici di Controcorrente. Il risultato è uno stallo politico grave, proprio mentre il PD dovrebbe essere pienamente in campo in una fase decisiva (elezioni provinciali, amministrative di primavera, politiche 2027). Qui non è in gioco il destino di tre o quattro amici che si trastullano col partito, ma il futuro di un’intera comunità politica.».
«L’accoglimento del ricorso apre una fase di verità. Come indicato nella mozione di sfiducia sottoscritta dalla maggioranza assoluta dell’Assemblea provinciale, non basta rattoppare gli organismi: serve una svolta vera, a partire da una Conferenza provinciale dell’Organizzazione e del Programma. Ora la scelta è semplice – conclude il dirigente - continuare a girare in tondo o assumersi la responsabilità di far ripartire davvero il Pd di Cosenza».