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07/07/2026 ore 06.30
Politica

Pd Cosenza, no alle conte. Taruffi e Irto tracciano la strada per evitare il commissariamento

Il capo dell’Organizzazione del Partito Democratico e il segretario regionale hanno dato all’assemblea provinciale due-tre settimane di tempo e chiesto di legare la scelta alle Amministrative del 2027 a Palazzo dei Bruzi

di Antonio Clausi
Taruffi, Branchicella, Irto e Alecci all'assemblea della Federazione provinciale del Pd di Cosenza

L’importanza dell'assemblea della Federazione provinciale del Pd di Cosenza era data dai presenti. In primis Igor Taruffi, capo dell’Organizzazione del Partito Democratico e braccio destro di Elly Schlein. Con lui il senatore e segretario regionale Nicola Irto, il parlamentare e segretario provinciale di Crotone Nico Stumpo e il capogruppo in Consiglio regionale Ernesto Alecci. Tutti insieme, appassionatamente, per dirimere una questione: chi nominare a capo dell’assemblea bruzia dopo le dimissioni di Matteo Lettieri.

La montagna, come previsto, ha prodotto un topolino. Sul tavolo c’era l’ipotesi Francesco De Luca caldeggiata da Mimmo Bevacqua in particolar modo, ma non si è mai arrivati a quella conta che parte dei presenti auspicava forse con un ottimismo ingiustificato. Non perché non avessero la maggioranza che sostenevano di possedere, ma perché i messaggi arrivati da Roma nei giorni scorsi erano chiari: no al voto interno per poi spuntarla con una decina di preferenze ballerine. Alzate di mano, così, non ce ne sono state, se non per prenotare il proprio intervento. Sono stati tantissimi, con il consesso durato quasi cinque ore. Un tempo lungo, ma insufficiente per seppellire l’ascia di guerra tra le correnti dem. Sono sempre più contrapposte, ma se vogliono evitare il commissariamento dovranno trovare una soluzione in due settimane. Al massimo in tre, per il tramonto di luglio.

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Taruffi è stato chiarissimo fin dall’inizio, quando ha mandato messaggi inequivocabili alla platea che pendeva dalle sue labbra. Ha chiarito che nessuno può pensare di spianare la strada ad un segretario di Federazione per accomodare una sua candidatura alle Politiche. Non solo, perché in chiusura ha criticato il metodo con cui è stata costruita la possibilità di un’elezione all’interno dell’assemblea. Non è quello, insomma, che Elly Schlein si aspetta dalle Alpi allo Stretto per ogni organismo del Partito Democratico. Chiara, a quel punto, la delusione per i sostenitori di De Luca e la soddisfazione per l’altra metà dei presenti che aveva presentato un ordine del giorno che mirava a rintracciare un candidato di superamento figlio di larghe intese in salsa bruzia.

Nicola Irto, da sempre allergico ai commissari, ha dato all’assemblea un ulteriore spunto su cui lavorare. La scelta del nuovo segretario, più condivisa possibile se non unitaria, nelle prossime due-tre settimane avverrà con il supporto del regionale e del nazionale. Ma dovrà essere legata al futuro di Cosenza, città ritenuta assolutamente strategica e baluardo del centrosinistra che rinnoverà il Consiglio comunale nel 2027. Anche in questo caso il senatore ha detto che non si può prescindere da una visione unitaria. Parole che non hanno bisogno di interpretazione.