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13/10/2026 ore 12.44
Politica

Pd Cosenza, per ricreare un gruppo unico in Comune chiesto l’azzeramento degli assessori dem in giunta

Il particolare è emerso dopo gli incontri tenuti dal commissario Stefanazzi in città. Il gruppo di cui fa parte il presidente del Consiglio Mazzuca ha aperto alla prospettiva, fissando però alcuni paletti

di Antonio Clausi
Da sinistra, gli assessori Covelli, Branda, Locanto e il sindaco di Cosenza Caruso

L’arrivo a Cosenza del parlamentare e neo commissario della Federazione provinciale, Claudio Stefanazzi, ha segnato l’avvio di una fase decisiva per le sorti dell’amministrazione comunale e per il futuro del Pd Cosenza. L'obiettivo iniziale fissato dall'inviato del Nazareno è ricomporre un'anomalia politica ormai insostenibile: la presenza di due distinti gruppi consiliari democratici all'interno della medesima maggioranza di governo a Palazzo dei Bruzi.

Un quadro di profonda frammentazione che vede da un lato il gruppo guidato dal capogruppo Francesco Graziadio, affiancato da Gianfranco Tinto, Aldo Trecroci (rientrati nel partito dopo una parentesi autonoma nel gruppo "Democrazia e Partecipazione") e Concetta De Paola. Dall’altro lato si posiziona la compagine collocata più a sinistra, guidata dal capogruppo Francesco Alimena e composta dal presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca, da Massimiliano D'Antonio e da Assunta Mascaro.

Nel corso dei primi colloqui esplorativi condotti due settimane fa da Stefanazzi per ascoltare le istanze delle anime dem, la linea emersa dall'interlocuzione con Giuseppe Mazzuca ha tracciato una condizione giudicata imprescindibile dai suoi per qualsiasi ipotesi di riappacificazione: l'azzeramento iniziale della giunta comunale.

L'attacco alla gestione regionale e il nodo della delegazione in giunta

Al centro dello scontro politico interno al Pd Cosenza vi è la delegazione dem nell'esecutivo cittadino, con particolare riferimento alla vicesindaca Maria Locanto e all'assessore ai Lavori Pubblici Damiano Covelli. Entrambi sono da tempo finiti nel mirino del circolo locale del partito e dell'area consiliare che fa capo a Mazzuca, specialmente la prima, i quali ne chiedono l'uscita dalla giunta guidata dal sindaco Franz Caruso.

Le argomentazioni hanno trovato una cassa di risonanza nelle durissime dichiarazioni pubbliche dello stesso Mazzuca, che ha definito Maria Locanto politicamente «immobile come un semaforo», accusandola di accumulare plurime cariche di garanzia e di partito senza produrre risultati amministrativi o elettorali rilevanti. L'attacco si è esteso alla gestione della segreteria regionale guidata da Nicola Irto, ritenuto responsabile di una linea politica fallimentare. Secondo il presidente dell'assise bruzia, l'incapacità di risolvere il nodo della rappresentanza politica rischia di compromettere la tenuta dell'unica grande città progressista della Calabria, esponendola al concreto pericolo di una sconfitta a favore del centrodestra alle prossime scadenze elettorali.

La road map per l’unità e il confronto con Franz Caruso

Per superare l'impasse e restituire agibilità al Pd Cosenza, la strategia prospettata a Stefanazzi prevede un percorso in tre fasi ben delineate. La prima prevede, appunto, l’azzeramento preventivo dei delegati in giunta, per superare le rendite di posizione e azzerare le conflittualità pregresse. La seconda, una volta riuniti i consiglieri in un unico gruppo, sarebbe l’elezione di un nuovo capogruppo, concordato e votato da tutti e otto i consiglieri comunali, per ripristinare una linea di comando univoca nell'assise cittadina. La terza e ultima, infine, implicherebbe l’indicazione collegiale dei nuovi assessori, da sottoporre collettivamente al sindaco Franz Caruso per il varo dell'esecutivo di fine consiliatura.

Il commissario Claudio Stefanazzi ha già incontrato il primo cittadino, ma il briefing è stato puramente conoscitivo e introduttivo. Un faccia a faccia istituzionale, per farla breve, senza digressioni politiche. Caruso, come noto, punta alla riconferma della propria candidatura alla guida di una coalizione di centrosinistra. Tuttavia, le dinamiche interne ai democratici e gli assetti del "campo largo" regionale, già oggetto di confronto tra i vertici di Pd, M5S e AVS, impongono di risolvere prima le ferite aperte nel capoluogo. La riorganizzazione del Pd Cosenza è infatti il vero banco di prova per misurare poi la tenuta dell'intera alleanza progressista.