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07/02/2026 ore 10.25
Politica

Pd Cosenza, Peta: «Vinciamo alle Provinciali, poi sistemeremo le cose nel partito»

Il dirigente regionale con Franco Iacucci e Sergio De Simone affiancano da qualche giorno Lettieri per riportare il centrosinistra alla guida dell’Ente bruzio: «Momento della maturità»

di Redazione
Giuseppe Peta, dirigente del Partito Democratico

Caos nel Partito Democratico di Cosenza, un tempo forte e autorevole, locomotiva della politica calabrese. Oggi, però, è decisamente a pezzi. Per superare questa fase complicatissima scatta una moratoria. È stata istituita una sorta di commissione straordinaria, d’intesa tra livello regionale e nazionale, con il compito di coordinare il lavoro in vista delle elezioni provinciali. Ne fanno parte Giuseppe Peta, Franco Iacucci, Sergio De Simone e Mattero Lettieri, in qualità di segretario di Federazione.

Pd Cosenza, commissariamento de facto per Lettieri verso le Provinciali. Arrivano Peta e Iacucci

Giuseppe Peta, dirigente con una lunga esperienza nel Pd nazionale, lancia un appello all’unità e propone una moratoria immediata sulle divisioni interne. Originario della provincia di Catanzaro, Peta è stato tra i funzionari della Margherita e dirigente vicino a Franco Marini, del quale ha condiviso metodo e cultura politica. Successivamente ha ricoperto incarichi di rilievo nel Partito Democratico, svolgendo anche ruoli commissariali - tra cui in Molise - e assumendo la responsabilità dell’organizzazione del Pd calabrese guidato da Nicola Irto. Lo abbiamo intervistato.

Peta, perché oggi sente il bisogno di lanciare un appello al Partito Democratico della provincia di Cosenza?
«Siamo in una fase politica decisiva per il futuro della nostra provincia. Per questo rivolgo un appello sincero e responsabile a tutta la comunità democratica, ai circoli e a tutte le energie del Partito: uniamoci. È il momento di uno scatto di maturità collettiva».

Le elezioni provinciali del marzo 2026 sono davvero così determinanti?
«Assolutamente sì. Non si tratta di una scadenza come le altre: è un banco di prova per la nostra credibilità e per la nostra capacità di essere classe dirigente. Se vogliamo essere percepiti come una forza di governo autorevole, dobbiamo dimostrare unità e senso di responsabilità».

Lei parla di una “moratoria” sulle divisioni interne. Cosa significa concretamente?
«Significa sospendere immediatamente contrapposizioni e iniziative di parte. Non è il tempo delle divisioni, ma della responsabilità. Le dinamiche interne possono e devono essere affrontate, ma non ora. Oggi la priorità è non disperdere energie preziose». 

Come si può ricostruire l’unità nel Partito?
«Attraverso un ascolto vero e inclusivo. Ciascuno deve sentirsi parte di un progetto comune. Occorre garantire piena rappresentanza e creare spazi di confronto reale. Servono pazienza, fiducia e rispetto reciproco. Solo così possiamo costruire una proposta politica autorevole e condivisa».

I nodi irrisolti, però, restano. Non teme che vengano semplicemente rinviati?
«Ci sarà tempo per affrontarli e per rafforzare l’azione del Partito. Ma oggi dobbiamo avere la lucidità di stabilire le priorità. E la priorità è arrivare uniti a un appuntamento decisivo per la provincia».

Il centrosinistra parte davvero competitivo?
«La provincia di Cosenza può già contare su una maggioranza di amministratori di centrosinistra. È un patrimonio politico importante. Se sapremo fare sintesi e presentarci compatti, potremo offrire ai cittadini un’alternativa solida, credibile e capace di governare».

Che ruolo devono avere gli organismi nazionali e regionali?
«Il mandato pieno degli organismi nazionali e regionali deve rappresentare una guida. Ma questo percorso deve valorizzare i territori e le loro migliori espressioni. L’equilibrio tra direzione politica e radicamento territoriale è fondamentale».

In conclusione, qual è il messaggio che vuole lasciare alla comunità democratica cosentina?
«Abbiamo una responsabilità davanti alle nostre comunità: arrivare uniti alle elezioni provinciali. È il momento della maturità politica. Mettiamo da parte ciò che divide e lavoriamo insieme per una vittoria che non sia di una parte, ma appartenga a tutto il Partito e ai cittadini che rappresentiamo».