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22/10/2026 ore 17.52
Politica

Pd Cosenza, Stefanazzi: «La candidatura a sindaco si decide a livello nazionale»

Il commissario presiede un direttivo del circolo cittadino. Prima il briefing con i giornalisti: le sfide elettorali, il caso del doppio gruppo consiliare e la visita agli agricoltori a San Marco Argentano

di Antonio Clausi

È in corso un importante direttivo del circolo cittadino del Pd Cosenza, presieduto dal commissario della Federazione provinciale Claudio Stefanazzi. Un’occasione di confronto cruciale per fare il punto sulla situazione politica locale e sulle prossime scadenze elettorali, alla quale hanno preso parte, tra gli altri, la segretaria Rosi Caligiuri, il presidente Gabriele Petrone, il presidente del Consiglio comunale di Cosenza Giuseppe Mazzuca, il membro della direzione nazionale Carlo Guccione, Enza Bruno Bossio, Nicola Adamo e Francesco Alimena. Un appuntamento giunto al termine di una giornata intensa per l’ex capo di gabinetto della Regione Puglia e ora parlamentare democrat. Prima della riunione, infatti, Stefanazzi ha fatto visita al presidio degli agricoltori in protesta a San Marco Argentano, accompagnato dai segretari di circolo dell’area dell’Esaro-Pollino.

Candidatura a sindaco e intesa con la coalizione

Tra i temi centrali della discussione, il futuro amministrativo della città capoluogo e la scelta dei profili da mettere in campo. Stefanazzi ha voluto fare estrema chiarezza sul percorso che porterà alla definizione della guida della coalizione di centrosinistra. «Con Franz Caruso ho ribadito una cosa ovvia, cioè che la candidatura a sindaco è una decisione, essendo Cosenza un capoluogo di provincia importante, che sta interamente sul tavolo nazionale» ha spiegato. «Questa cosa va gestita insieme alle altre candidature in uno schema che mette insieme tutte le forze della coalizione del centro-sinistra. È una partita che si giocherà sul livello nazionale e che immagino verrà risolta a breve».

Riorganizzazione interna e doppio gruppo in Consiglio

Analizzando la fase interna che sta attraversando la Federazione provinciale, Stefanazzi ha sottolineato la complessità del momento, ricordando la storia e il peso politico del territorio: «Ho avuto un primo approccio le scorse settimane, ma il tempo non è stato sufficiente. So però che c'è un movimento, un partito vivo, perché la provincia di Cosenza è un punto di riferimento per la sinistra di questo Paese. Sento molto la responsabilità di muovermi in un ambito presidiato in passato da personaggi di grandissimo spessore dal punto di vista intellettuale e politico».

Il commissario ha poi affrontato il nodo delle tensioni interne e della spaccatura presente all'interno del Consiglio comunale: «Questo del doppio gruppo PD all'interno del Consiglio comunale di Cosenza è un'anomalia che va sanata, su questo non ci sono dubbi. Sono certo che in realtà non ci siano questioni di natura politica; ho l'impressione che ci siano delle questioni di natura personale che vanno affrontate con buon senso e con l'intelligenza. Sono convinto che tutti, avendo delle sfide importanti davanti, alla fine faranno il loro dovere».

Guardando al futuro calendario elettorale, Stefanazzi punta sull'unità: «È un momento complesso, come peraltro in altre parti d'Italia, e bisogna avere la pazienza tutti insieme di venirne fuori. Sono ottimista, ci sono tante risorse e soprattutto abbiamo sfide importanti: le primarie, le amministrative e le politiche. Credo che davvero nessuno si possa sottrarre alla responsabilità che il Partito Democratico, come forza di maggioranza del centro-sinistra, deve avere in ogni luogo, non solo a livello nazionale ma anche locale».

Interazioni con Nicola Irto regionale e vicinanza di Stefanazzi agli agricoltori 

Infine, il commissario ha confermato la piena sintonia con i vertici regionali del partito: «Con Nicola Irto abbiamo un'interlocuzione costante e continua - ha ammesso -. Lo aggiorno di tutti i passaggi che faccio e c'è una piena sintonia, oltre a un bellissimo rapporto di amicizia».

Un passaggio significativo è stato riservato anche alla tappa mattutina tra i lavoratori del settore primario a San Marco Argentano: «Sono stato con tanti agricoltori e tanti segretari di circolo. Ho avuto la consapevolezza che il livello di disperazione dei produttori agricoli, soprattutto di quelli piccoli e piccolissimi, è arrivato al livello di guardia. Spero che il Governo capisca che questo non è un passaggio estemporaneo, ma un passaggio storico: se non riusciamo a trovare una risposta per queste categorie, l'impressione è che il Paese rischi davvero in termini di stabilità».