Calabria, Gallo rilancia il Piano Aib 2026: più droni, analisti e tecnologia contro i roghi
A Catanzaro il workshop regionale sulla prevenzione degli incendi boschivi: focus su innovazione, controllo del territorio e sinergia istituzionale
La Calabria punta su tecnologia, prevenzione e coordinamento istituzionale per rafforzare la lotta agli incendi boschivi. È questo il messaggio emerso dal workshop regionale “Prevenzione e innovazione nella lotta agli incendi boschivi: dal piano al territorio”, dedicato al Piano Aib 2026 e ospitato a Catanzaro nell’Auditorium Alexis del Centro direzionale della Banca Centro Calabria.
A tracciare la linea politica della Regione è stato l’assessore alla Forestazione Gianluca Gallo, che ha rivendicato il lavoro portato avanti in questi anni insieme al presidente Roberto Occhiuto. «La Calabria si impegna molto nella prevenzione degli incendi perché abbiamo fortemente voluto con il presidente Occhiuto un settore della Forestazione dedicato», ha dichiarato Gallo. «Un’azione complessa che ha portato in questi anni la nostra regione ad essere individuata, più di tutte, per aver conseguito un risultato speciale».
Il Piano Aib 2026 punta su innovazione e previsione
Nel suo intervento, Gallo ha spiegato che il Piano Aib 2026 rafforza ulteriormente l’utilizzo di strumenti innovativi e scientifici. «Il Piano Aib 2026 prevede sempre di più l’utilizzazione di innovazione tecnologica e scientifica, di modelli matematici per prevedere gli incendi e di un’azione concreta che vede anche i Carabinieri Forestali presenti sul territorio per reprimere nel caso in cui ci siano i soliti noti ad appiccare i roghi», ha affermato.
Tra i punti evidenziati dall’assessore ci sono l’ammodernamento della Control Room, una migliore organizzazione delle squadre antincendio per garantire la copertura dell’intero territorio e ulteriori investimenti economici per sostenere il sistema regionale. Gallo ha anche rivolto un appello diretto ai cittadini, richiamando il valore del patrimonio boschivo e naturalistico. «Noi possiamo fare la nostra parte ma è fondamentale la collaborazione dei cittadini», ha detto. «Bisogna pensare che questo patrimonio incredibile è un pezzo di futuro anche per i loro figli».
Per la prima volta anche la proiezione climatica del rischio
Ad aprire i lavori è stato il direttore generale del dipartimento Forestazione Domenico Pallaria, che nella relazione introduttiva ha annunciato una novità significativa del Piano Aib 2026: il calcolo, per la prima volta, della pericolosità in proiezione climatica per i periodi 2031-2070 e 2071-2100. Un passaggio che segnala l’intenzione di leggere il rischio incendi non solo nel presente, ma anche dentro l’evoluzione futura del clima.
Droni, mappe di rischio e bollettino meteo dedicato
Il primo pannello, dedicato a “Pianificazione, conoscenza del territorio e innovazione tecnologica”, ha approfondito gli strumenti operativi e scientifici previsti dal piano. Il dirigente del settore 3 Uoa Forestazione Raffaele Mangiardi ha illustrato le innovazioni nella pianificazione e i dati sugli incendi boschivi in Calabria. Il funzionario Marco Angilletti ha invece presentato il progetto sui droni autonomi per il monitoraggio e l’allertamento, collegato all’Operazione di importanza strategica prevista dal Pr Calabria Fesr Fse+ 2021-2027.
Al workshop si è parlato anche della formazione degli analisti Aib, del bollettino meteorologico dedicato come strumento di previsione e briefing quotidiano, delle carte del rischio incendio boschivo e delle attività di prevenzione e repressione affidate ai Carabinieri Forestali.
Mangiardi: «Tolleranza Zero è centrale nella strategia»
Tra gli interventi più significativi c’è stato quello di Raffaele Mangiardi, che ha definito il progetto Tolleranza Zero centrale nella strategia di prevenzione. «Si è creato un vero e proprio sistema circolare di informazioni», ha sottolineato, spiegando che tra le caratteristiche principali del Piano c’è anche l’inserimento delle mappe di pericolosità delle fasce di interfaccia urbano-rurale a disposizione di enti e Comuni per supportare la pianificazione locale.
Mangiardi ha poi evidenziato l’introduzione di un team specifico di analisti Aib nella Control room e ha illustrato la logica del cosiddetto gemello digitale, cioè una piattaforma nella quale far confluire tutti i dati del territorio. Il passaggio più concreto riguarda però i droni: «Nel periodo di massima concentrazione circa 40 droni giornalieri presidieranno il territorio», ha spiegato, annunciando anche test in vista di un sistema futuro con stazioni di decollo, atterraggio e ricarica in punti chiave della regione, da cui partiranno droni in modo automatico e autonomo.
Il dispositivo operativo e la risposta sul campo
Il secondo pannello, dedicato al dispositivo operativo, ha affrontato il tema del coordinamento tra i diversi soggetti impegnati nella lotta agli incendi. Il direttore generale di Calabria Verde Giuseppe Oliva ha illustrato l’organizzazione del dispositivo regionale antincendio boschivo, il funzionario del dipartimento Protezione civile Michele Folino Gallo ha parlato del ruolo del volontariato Aib, mentre il primo dirigente Aib della Direzione regionale dei Vigili del fuoco Daniele Tittoni ha spiegato il potenziamento del dispositivo nei periodi di massima criticità e il sistema delle convenzioni con la Regione.
Vigili del fuoco: più unità e ruolo chiave della Soup
Presente al workshop anche il direttore regionale dei Vigili del fuoco per la Calabria Maurizio Lucia, che ha ribadito l’importanza del monitoraggio con i droni, della Sala operativa unificata permanente (Soup) per la gestione delle segnalazioni e del rafforzamento del dispositivo nei momenti più delicati. In particolare, Lucia ha richiamato il potenziamento del 40% delle unità nei periodi più critici, grazie al supporto di Calabria Verde.
Una strategia che punta sulla sinergia istituzionale
Uno dei concetti più richiamati durante l’incontro è stato quello della sinergia istituzionale. Il Piano Aib 2026 viene infatti presentato come uno strumento che tiene insieme Regione, Calabria Verde, Protezione civile, Vigili del fuoco, Carabinieri Forestali, Università e sistema del volontariato. Nella parte finale del workshop, moderato dal professore Pietro Pantano dell’Università della Calabria, si è sviluppato anche un confronto diretto con gli addetti ai lavori presenti in sala.