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27/10/2026 ore 06.30
Politica

Polemica sulle parole di Stefanazzi. Pignataro e Molinari: «Il sindaco si sceglie a Cosenza, non a Roma»

Le dichiarazioni del commissario provinciale del Pd accendono il confronto nel centrosinistra. AVS rivendica una scelta condivisa con la coalizione in Calabria, mentre i DPM di De Cicco respingono ogni imposizione dall’alto e richiamano il valore dell’autonomia cittadina

di Antonio Clausi

Le parole di Claudio Stefanazzi, commissario della Federazione provinciale del PD di Cosenza, hanno sollevato un polverone. Rimbalzando a Roma la decisione sull’indicazione del candidato a sindaco del centrosinistra, ha suscitato la reazione di chi rivendica il diritto di individuare in città il nome da proporre per Palazzo dei Bruzi. In particolare Fernando Pignataro, segretario regionale di AVS, e l’ex senatore Francesco Molinari, co-fondatore con Francesco De Cicco dei Democratici Progressisti Meridionalisti, hanno stigmatizzato la sortita mediatica del parlamentare dem.

Giovedì pomeriggio, in occasione del direttivo di circolo “Marica Zuccarelli”, Stefanazzi aveva dato un indirizzo chiaro. «Con Franz Caruso ho ribadito una cosa ovvia - aveva evidenziato - cioè che la candidatura a sindaco è una decisione, essendo Cosenza un capoluogo di provincia importante, che sta interamente sul tavolo nazionale. Questa cosa va gestita insieme alle altre candidature in uno schema che mette insieme tutte le forze della coalizione del centro-sinistra. È una partita che si giocherà sul livello nazionale e che immagino verrà risolta a breve».

Dopo la pubblicazione del nostro articolo, anche all’interno del consesso democrat ancora in fase di svolgimento, qualcuno avrebbe manifestato perplessità sulla posizione espressa dal commissario qualche minuto prima. Ma si sa: le parole da pronunciare in pubblico talvolta non collimano con quanto poi viene proferito a porte chiuse e davanti ai colleghi di partito. Ad ogni modo, ai futuri alleati di coalizione non sono scese giù.

Pd Cosenza, Stefanazzi: «La candidatura a sindaco si decide a livello nazionale»

Pignataro: «Approccio strano di Stefanazzi, trovi con noi un candidato di superamento»

«L'approccio mi sembra un po' strano, perché ritengo che il governo dei territori spetti ai territori - ha spiegato Pignataro -. Chi vive sul posto conosce bene chi gode di consenso e si sceglierà i rappresentanti. Discorso differente, invece, se si tratta di un problema legato al tavolo romano del PD. Ma in quel caso sarà un problema tutto del Partito Democratico e non nostro. Per quanto ci riguarda, la scelta sarà presa in Calabria, collettivamente, dal tavolo progressista».

Il segretario di AVS approfondisce il concetto. « La nostra regione ha già rappresentato un laboratorio in occasione delle elezioni regionali: la coalizione era più ampia di quella che si sta delineando a livello nazionale. Dalle prime interlocuzioni avute (con PD, M5S, Casa Riformista, Riformisti e DPM, ndr), mi pare di capire che c’è tutta la volontà di continuare insieme e di difendere una città simbolo della sinistra calabrese quale Cosenza. Non dimentichiamo che in tutta l’area urbana, nonostante un governo nazionale, regionale e provinciale di centrodestra, sono fioccate vittorie fin dal 2021 ad ogni tornata elettorale».

«Siamo consapevoli della necessità di rinnovamento e discontinuità, ma anche di un progetto politico solido, capace di imprimere una svolta concreta» ha concluso Pignataro con una stoccata a Franz Caruso.

Molinari: «Il sindaco di Cosenza ce lo scegliamo da soli»

I Democratici Progressisti Meridionalisti attendono che Francesco De Cicco sciolga le riserve sulle proprie intenzioni, chiarendo se intenda candidarsi personalmente alla carica di sindaco. Molinari ha commentato le parole di Stefanazzi con un lungo post social. «Sembra un copione già visto - ha scritto - qualcuno calato dall’alto, che arriva, si guarda intorno con aria di superiorità, e poi sentenzia che i cosentini non sarebbero capaci di scegliersi il sindaco. Una tesi che, se non fosse tragica, sarebbe comica».

Per il co-fondatore di DPM «secondo questa narrazione, la scelta del primo cittadino non spetterebbe alla comunità che vive, lavora, soffre e spera in questa città, ma a qualche tavolo romano. Come se Cosenza fosse una succursale amministrativa da gestire per procura. Come se noi fossimo un popolo minorenne, da accompagnare per mano. Come se la democrazia, qui, valesse un po’ meno».

«Non accettiamo che la scelta del futuro primo cittadino venga decisa altrove. Non accettiamo che Cosenza venga trattata come un territorio da commissariare culturalmente e politicamente. Non accettiamo che la voce dei cittadini venga sostituita da quella di funzionari che non vivono la città e non ne comprendono le dinamiche. Stia sereno il PD. Stiano sereni i suoi commissari, i suoi plenipotenziari, i suoi “decisori” a distanza. Noi cosentini - ha quindi concluso Molinari - ci scegliamo da soli il nostro futuro sindaco. Lo sceglieremo con la testa, con la storia, con la dignità».