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24/03/2026 ore 06.30
Politica

Referendum Giustizia, Cosenza nona in Italia per percentuale di no. Caruso: «Finita la luna di miele per Meloni»

Il primo cittadino accoglie la bocciatura popolare della riforma Nordio come un segnale politico: «Gli italiani hanno espresso il loro giudizio sulla premier»

di Francesco La Luna

Non doveva essere un referendum politico, lo è diventato; non doveva dire nulla sulla tenuta del Governo e sulle prossime intenzioni di voto degli italiani, invece spiega tanto. La batosta che l’esecutivo Meloni ha preso nel referendum sulla Giustizia racconta un’eco che parte da Cosenza: fra i capoluoghi di provincia, soltanto otto hanno avuto una percentuale maggiore di “no” rispetto a quello bruzio. Nel solo comune capoluogo, la percentuale di “no” è stata del 66,5% alla pari di Firenze. Un risultato incredibile che mette Cosenza dietro soltanto a Matera, Napoli, Bologna, Nuoro, Lanusei, Palermo, Firenze e Livorno.

Referendum, Cosenza regina calabrese del No

Una vittoria che riscrive anche la geografia locale della politica, soprattutto in vista delle prossime comunali. Il sindaco della città dei bruzi, Franz Caruso, però frena: «Indubbiamente il dato di Cosenza è importante perché dimostra una presenza inattaccabile del centrosinistra. Per quanto riguarda le future elezioni comunali, per quanto questo sia un segnale di fiducia, ci vuole tempo: bisogna portare avanti il nostro lavoro».

Referendum, Cosenza regina calabrese del No

Caruso, comunque, ha già confermato la propria ricandidatura: «Rispetto alla mia persona c’è un gradimento di tutto il campo largo, non solo di Francesco De Cicco. Tutta la coalizione si è espressa a mio favore e mi pare che ci siano le condizioni per una valutazione positiva per le prossime elezioni».

Il dato politico secondo Caruso: «Finita la luna di miele»

Il sindaco di Cosenza spiega poi l’analisi di un risultato così eclatante a livello nazionale: «Credo che si tratti sia di una sconfitta della Meloni – spiega Franz Caruso – sia di una volontà di conservare intatti i principi della Costituzione. E questo apre a tanti discorsi, a partire dalla sfiducia che gli italiani ripongono nella classe dirigente preferendo restare a quanto proposto dai padri costituenti».

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E se è vero come è vero che soltanto due referendum costituzionali sui cinque proposti hanno vinto, nel 2001 e nel 2020, è anche vero che i dati del voto nazionale sono impressionanti: «Nel 2022 – ricorda Caruso – Meloni vinse con 12 milioni di voti, oggi il “No” vince con 15 milioni di voti. La maggioranza di italiani vota contro la posizione netta assunta da Meloni e dal centrodestra, che è sceso in campo compatto». Di certo, secondo Caruso, «la luna di miele per Meloni è terminata. Il giudizio sul suo operato, sia a livello nazionale sia a livello internazionale, è negativo»

L’eco della sconfitta coinvolge anche la Calabria

In Calabria il sì ha vinto soltanto a Reggio. Impressionante, se si considera che il primo partito dopo le ultime regionali era Forza Italia, di cui fa parte Roberto Occhiuto: «Che il presidente della Regione si sia limitato alle dichiarazioni – dice Caruso – non lo esime dal ruolo che ha svolto in questo referendum. Certo le Regionali sono un’altra cosa, ma sicuramente c’è una battuta d’arresto».

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Non manca, tornando a livello nazionale, una stilettata in punta al ministro Nordio: «Alcune sue uscite per il “Sì” ha portato più voti al “No” di quanto abbiano fatto altre campagne: è stato un testimonial importante per la parte opposta alla sua». Caruso, avvocato penalista oltre che sindaco, spiega anche da tecnico dell’argomento cosa, secondo lui, ha stabilito l’ondulazione del voto: «Sono convinto che si sia votato più per il ruolo del CSM che per la separazione delle carriere: se avesse vinto il sì – prosegue il primo cittadino – il sorteggio, uno dei punti più controversi della riforma, si sarebbe sostituito alle indicazioni dell’ANM. E questo era il nodo centrale dell’azione degli esponenti della magistratura». Ragion per cui, conclude Caruso, «di fronte a una scelta che si prestava a molte critiche come quella del sorteggio, si è votato per mantenere rispetto a quello che dicevano i nostri padri costituenti sull’indipendenza dei tre poteri».