Rende, la minoranza attacca: «Lavori pubblici programmati in maniera approssimativa e parziale»
I consiglieri di minoranza sono convinti che la città abbia bisogno di «meno narrazione, meno furbizia politica e più concretezza amministrativa»
«Il Consiglio Comunale del 05 Giugno avrebbe dovuto affrontare nel merito i problemi della città, la programmazione delle opere pubbliche e le scelte strategiche per il futuro di Rende. Ancora una volta, invece, abbiamo assistito a un dibattito spesso trascinato sul terreno della polemica, dell'autocompiacimento e della propaganda. Sul tema dei Lavori Pubblici emerge una criticità sempre più evidente. Ogni giorno che passa siamo sempre più convinti che proprio questo assessorato rappresenti uno dei principali punti di debolezza di una maggioranza gia piena di contraddizioni, attraversata da profonde differenze culturali e politiche e tenuta insieme più dalla necessità di governare che da una reale visione condivisa della città». È quanto dichiarano in una nota i consiglieri di minoranza del Comune di Rende Marco Saverio Ghionna, Gianluca Garritano, Eugenio Trombino, Stefania Galassi, Adriana Calvelli e Fabrizio Totera
«Gli atti discussi in aula confermano una programmazione approssimativa e parziale, fortemente dipendente da finanziamenti regionali, nazionali ed europei, ma priva di una reale capacità di pianificazione autonoma. Si rincorrono senza una idea reale le opportunità di finanziamento, ma si fatica a comprendere quale sia la strategia complessiva di sviluppo della città e quali siano le priorità effettive dell'Amministrazione. Della serie io speriamo che me la cavo. L'Assessore ai Lavori Pubblici anche stavolta ha preferito recitare il compitino preparato anziché confrontarsi con le domande dell'opposizione. Tuttavia, al di là degli annunci, i progetti raramente vengono illustrati e discussi nel merito.
Eppure amministrare significa prima di tutto programmare, progettare e consentire ai cittadini di comprendere le ragioni delle scelte compiute. Nel frattempo la manutenzione ordinaria continua a rappresentare uno dei punti più deboli dell'azione amministrativa e alcune realizzazioni rischiano di diventare il simbolo di questo modo di governare. Lo spartitraffico di Roges, ad esempio, continua a rappresentare una delle immagini più significative del gusto progettuale e dell'efficacia amministrativa espressa finora da questa Giunta.
Per questo continueremo a svolgere un'attività di controllo rigorosa e puntuale. Non per spirito polemico, ma perché il compito dell'opposizione è verificare gli atti, approfondire le questioni e chiedere conto delle scelte che incidono sulla vita dei cittadini. Colpisce inoltre l'abitudine, ormai consolidata, di utilizzare gli interventi introduttivi del Consiglio Comunale per impartire inprobabili lezioni all'opposizione e commentarne l'attività politica, anziché occuparsi degli argomenti all'ordine del giorno.
Un esercizio improprio, che tradisce una certa insofferenza verso il dissenso e una discutibile concezione del confronto democratico. Oggi siamo arrivati persino ad assistere all'utilizzo di etichette ideologiche come "fascista" rivolte all'opposizione per il solo fatto di aver esercitato il proprio diritto di critica. Un atteggiamento che non rafforza il dibattito democratico e che appare tanto più singolare quanto più risultano deboli le risposte nel merito delle questioni sollevate. Ai sermoni politici privi di contenuti concreti, all'assenza di risposte sui problemi reali della città e all'abuso di etichette ideologiche utilizzate per delegittimare chi dissente, abbiamo contrapposto ciò che dovrebbe sempre caratterizzare il confronto democratico: argomentazioni, proposte, studio degli atti e rispetto delle istituzioni.
Ad alimentare questo clima contribuiscono anche alcuni interventi provenienti dai banchi della maggioranza, caratterizzati più dall'esigenza di guadagnare visibilità e compiacere il vertice politico che dalla volontà di contribuire seriamente al confronto sui contenuti. Molta enfasi, poche argomentazioni. Molta sicurezza ostentata, poche risposte concrete. Eppure continuano a dirci che il condottiero c'è. E allora viene spontanea una domanda: se il condottiero c'è davvero, perché la rotta continua a non vedersi?
Rende merita di più. Merita una programmazione seria, opere realmente prioritarie, una manutenzione efficace e amministratori capaci di confrontarsi serenamente con le critiche senza trasformare ogni dissenso in una polemica. Noi continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: studiare gli atti, fare domande, verificare le scelte e pretendere risposte. Perché la città ha bisogno di meno narrazione, meno furbizia politica e più concretezza amministrativa», concludono i consiglieri Marco Saverio Ghionna, Gianluca Garritano, Eugenio Trombino, Stefania Galassi, Adriana Calvelli e Fabrizio Totera.