Rende, scontro aperto sull’area mercatale. Ghionna e l’Ana-Ugl rincarano la dose
Il consigliere di minoranza: «I capigruppo di maggioranza si sono sfogati, non hanno autonomia d’azione». Il sindacato: «A pagarne le conseguenze saremo noi e, politicamente, chi oggi ha la carta d’identità più verde e siete in Consiglio...»
La decisione di trasferire il mercato cittadino nella nuova area mercatale di via Parigi continua a infiammare il dibattito politico a Rende. Dopo la presa di posizione netta della maggioranza, che ha escluso qualsiasi passo indietro, arrivano le dure repliche dell’opposizione e delle rappresentanze sindacali.
Mercato di Rende, i capigruppo di maggioranza replicano duramente a GhionnaA intervenire è il consigliere di minoranza Marco Ghionna, che critica apertamente l’atteggiamento dei capigruppo di maggioranza. Secondo Ghionna, più che una risposta nel merito, quella arrivata sarebbe «uno sfogo», segno - sostiene - «di una gestione politica poco incline al confronto e che vive in un recinto politico senza molta autonomia». Il nodo, chiarisce, non è tanto la bontà o meno dello spostamento del mercato, quanto il metodo adottato.
«Decisioni che incidono su cittadini e operatori economici non possono essere prese senza un reale percorso di condivisione» sottolinea il consigliere, evidenziando come proprio sulla questione dell’area mercatale si registri una mancanza di dialogo strutturato. Ghionna contesta anche l’uso del programma elettorale come giustificazione: «Non può diventare un alibi per sottrarsi al confronto. Il mandato rafforza il dovere di ascolto, non lo esaurisce».
A rafforzare questa posizione, secondo l’esponente di minoranza, è stata la mobilitazione degli stessi ambulanti, che nei giorni scorsi hanno manifestato contro il trasferimento, segno - a suo dire - di un dissenso reale e diffuso. «Una comunità non si governa imponendo scelte, ma costruendo condivisione» conclude Ghionna, denunciando un clima di scarso equilibrio nella gestione politica cittadina.
Sulla stessa linea anche la posizione dell’ANA-UGL, espressa da Mario Pino, che prende atto della decisione della maggioranza ma non nasconde forti preoccupazioni. Il sindacato evidenzia come la scelta di spostare il mercato in via Parigi sia una decisione politica precisa, destinata ad avere conseguenze dirette su una categoria che da oltre quarant’anni rappresenta un punto di riferimento economico e sociale per il territorio.
«È una scelta che ricade sulla pelle degli operatori», sottolinea l’organizzazione, contestando apertamente l’idea che ci sia stato un confronto reale con le categorie interessate. La protesta del 23 aprile, con circa 150 ambulanti scesi in piazza, viene indicata come prova concreta di un malcontento ignorato.
L’ANA-UGL richiama inoltre l’attenzione sul valore storico e sociale del mercato di Rende, definito un presidio non solo economico ma anche umano per la comunità. Da qui il timore che il trasferimento possa segnare la fine di una tradizione radicata nel tempo.
Non manca, infine, una riflessione politica: secondo il sindacato, saranno soprattutto gli amministratori più giovani a dover rispondere in futuro delle conseguenze di questa scelta, mentre per altri potrebbe trattarsi dell’ultima esperienza amministrativa.