Rende, scontro su Parco Giorcelli: l’Amministrazione attacca l’opposizione, «interrogazioni via media e disinformazione»
Replica dura del Comune ai consiglieri Ghionna e Garritano: “Atto superato, lavori già previsti. Valutiamo la recinzione dell’intero parco”
Si alza il livello dello scontro politico a Rende sul tema della scuola dell’infanzia di Parco Giorcelli. L’Amministrazione comunale interviene con una nota dai toni netti, rispondendo alle recenti sollecitazioni dei consiglieri Marco Ghionna e Gianluca Garritano.
Nel mirino, innanzitutto, il metodo. “Da ieri le interrogazioni a Sindaco e Giunta si formalizzano tramite i media”, si legge, con un passaggio che viene interpretato come una rottura delle consuete dinamiche istituzionali e definito senza mezzi termini “una mancanza di rispetto”.
Nel merito, il Comune liquida l’interrogazione come già superata. Secondo quanto riferito, gli atti amministrativi in corso prevedono interventi imminenti, tra cui la realizzazione di una nuova recinzione per la scuola materna di Parco Giorcelli. “Una questione già attenzionata”, sottolinea l’Amministrazione, che parla di “scarsa conoscenza della cosa pubblica rendese” da parte dei firmatari.
Non solo. Dalla replica emerge anche un’ipotesi più ampia: la possibilità di intervenire sull’intero parco. L’idea, ancora in fase di valutazione, è quella di procedere con una recinzione complessiva dell’area, accompagnata da un progetto di riqualificazione e da una regolamentazione degli accessi, motivata da esigenze di sicurezza e tutela ambientale.
Il ragionamento si allarga poi allo stato complessivo dell’edilizia scolastica cittadina. L’Amministrazione ricorda come a Rende siano presenti ventisei edifici scolastici, dodici dei quali con criticità più o meno rilevanti, già inseriti in programmi di intervento immediati o pianificati.
In questo contesto viene chiamata in causa la gestione del passato. “Negli anni dei finanziamenti a fondo perduto per antisismica ed efficientamento energetico, a Rende si è fatto poco e, in alcuni casi, male”, è la posizione espressa, con un riferimento esplicito alla scuola elementare di via Vanni, indicata come esempio di intervento incompiuto e oggi inserita nella nuova Agenda Urbana 2021-2027.
La chiusura è tutta politica. L’Amministrazione parla di “candidature estranee al contesto rendese” e rivendica la necessità di un approccio concreto alla gestione della città, contrapponendo l’azione amministrativa alla “visibilità mediatica”.
Il confronto resta aperto, ma il segnale è chiaro: sul terreno della scuola e della gestione degli spazi pubblici, la tensione tra maggioranza e opposizione è destinata a proseguire.