Rende, scontro sul nuovo semaforo di via Lenin: GenerAzione chiede lo stop ai lavori
L'opposizione attacca la maggioranza sulla sostituzione della rotatoria con un impianto semaforico: «Nessuna risposta agli accessi agli atti e dubbi sull'accessibilità per le persone con disabilità»
Si accende il confronto politico a Rende sulla sostituzione della rotatoria tra via Lenin, via Papa Giovanni XXIII e via Salvador Allende con un nuovo impianto semaforico. L'avvio dei lavori, disposto dal Comando della Polizia Locale a partire dal 15 luglio, ha provocato la dura presa di posizione del gruppo consiliare GenerAzione, che chiede l'immediata sospensione del cantiere.
Secondo il capogruppo Giovanni Bilotti, l'Amministrazione comunale non avrebbe fornito la documentazione richiesta dall'opposizione per valutare l'intervento.
«Avevamo presentato formale richiesta di accesso agli atti – afferma Bilotti – chiedendo di conoscere le motivazioni tecniche della scelta, gli studi sul traffico, le valutazioni sulla sicurezza e il progetto dell'opera. A distanza di settimane non abbiamo ricevuto alcuna risposta. È un comportamento che mortifica il ruolo del Consiglio comunale e priva i cittadini del diritto di conoscere le ragioni di una scelta che inciderà profondamente sulla mobilità cittadina».
Tra le contestazioni avanzate dall'opposizione figurano anche i presunti dubbi sull'accessibilità del nuovo impianto.
«Per quanto risulta dalla documentazione disponibile – prosegue Bilotti – il progetto sembrerebbe non prevedere dispositivi acustici per consentire l'attraversamento in sicurezza delle persone cieche e ipovedenti. Chiediamo inoltre che venga verificata la piena conformità degli attraversamenti pedonali alla normativa sull'abbattimento delle barriere architettoniche, affinché marciapiedi, rampe, percorsi tattili e sistemi di attraversamento siano realmente accessibili a tutti».
GenerAzione sostiene che la vicenda rappresenti l'ennesimo esempio di un metodo amministrativo caratterizzato, a suo giudizio, da scarsa trasparenza e da un limitato coinvolgimento del Consiglio comunale e della cittadinanza.
«Abbiamo visto accessi agli atti ignorati o riscontrati con ritardi incompatibili con il ruolo di controllo dei consiglieri – aggiunge Bilotti –. Lo stesso è accaduto con decisioni che hanno inciso sulla viabilità cittadina, dalla riorganizzazione di Roges alla chiusura di via Rossini. Anche in questo caso si apre un cantiere mentre chi rappresenta i cittadini continua a non conoscere gli atti sui quali quella scelta si fonda».
L'opposizione respinge inoltre l'invito del sindaco a mantenere un atteggiamento collaborativo.
«Un'opposizione può essere costruttiva solo se la maggioranza è trasparente e rispetta il diritto dei consiglieri di conoscere gli atti prima che le decisioni diventino definitive», conclude Bilotti.
Sulla vicenda interviene anche la consigliera Adriana Calvelli, che motiva la richiesta di sospendere i lavori con la necessità di evitare eventuali costi aggiuntivi per l'ente.
«Non chiediamo di fermare lo sviluppo della città – afferma – ma di evitare che si realizzi un'opera che potrebbe presentare criticità e che, se confermate, costringerebbero successivamente il Comune a intervenire con ulteriori spese pubbliche. La trasparenza viene prima dei cantieri, perché quando si governa una città il metodo conta quanto il risultato».