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05/07/2023 ore 10.02
Politica

Rifiuti, a Corigliano Rossano è guerra agli sporcaccioni. Stasi: «In un mese 80 multe»

Reprimenda del sindaco contro gli incivili. «Il ritiro degli ingombranti è gratuito, abbandonarli è da fessi»
di Luca Latella

«Abbandonare i rifiuti è da fessi e sporcaccioni». Flavio Stasi non utilizza mezzi termini nel sottolineare come negli ultimi trenta giorni la polizia locale abbia elevato quasi ottanta verbali per un incasso di 16mila euro. 

Una dichiarazione di guerra agli zozzoni. «Qualche giorno fa ho ricordato – afferma il sindaco di Corigliano Rossano – che il servizio di recupero a domicilio di ingombranti ed elettrodomestici è gratuito su tutto il territorio e che per il Comune, quindi per la comunità, fare le bonifiche per strada costa di più. È evidente quindi che caricarsi il “reperto” in macchina e scaricarlo per strada è da gran fessi oltre che da sporcaccioni. Ovviamente – specifica Stasi – si rischia anche di essere beccati, ed a quel punto si tocca il portafogli». 

Il sindaco poi snocciola qualche dato. «Dal 29 maggio 2023 abbiamo attivato, grazie agli agenti di Polizia Locale, il controllo ambientale anche con auto civetta, ed in 30 giorni sono stati elevati quasi 80 verbali per un totale di circa 16 mila euro». 

Ma non finisce qui perché a partire da ieri sono state riattivate le numerose fototrappole in «molti dei punti critici» che negli anni scorsi avevano incastrato gli sporcaccioni, con tanto di foto pubblicata, pur sempre nel rispetto della privacy. 

Le fototrappole avevano inchiodato un centinaio di persone per «inottemperanza alle ordinanze sindacali o violazione delle normative ambientali».

Quella del sindaco è una mission un po’ bastone, un po’ carota.  «So che gran parte della nostra comunità non ha bisogno di raccomandazioni perchè ama Corigliano-Rossano e ci aiuta a tenerla pulita. Per la restante parte sono certo che le sanzioni contribuiranno a farle cambiare idea ed a compiere lo sforzo di fare una telefonata, aspettando il recupero degli ingombranti a casa propria», conclude Flavio Stasi.