San Giorgio albanese, dimissioni e accuse al sindaco: esplode la crisi in Comune
Lasciano il vicesindaco Giuliano Conforti e l’assessore Aurelia Sprovieri. Sullo sfondo accuse di gestione accentrata, assenza di confronto e frattura irreversibile all’interno della maggioranza
La crisi politica, annunciata nei giorni scorsi durante il Consiglio comunale di San Giorgio albanese con la nascita del gruppo “San Giorgio Rinasce”, è esplosa definitivamente ieri pomeriggio con le dimissioni del vicesindaco Giuliano Conforti e dell’assessore Aurelia Sprovieri, che hanno deciso di lasciare l’amministrazione prendendo pubblicamente le distanze dal sindaco e dal suo metodo di governo.
Un passaggio politico pesantissimo, che assume i contorni di una vera sfiducia nei confronti del primo cittadino e certifica una frattura ormai evidente all’interno della maggioranza.
Le accuse erano già emerse chiaramente durante l’ultima seduta consiliare: scarso coinvolgimento politico, assenza di confronto, decisioni accentrate e una gestione giudicata eccessivamente personalistica dell’amministrazione comunale. Contestazioni che adesso trovano una conseguenza concreta con l’uscita di due figure centrali dell’esecutivo.
Secondo quanto trapela dall’area ormai distante dal sindaco, il problema non riguarderebbe soltanto divergenze amministrative, ma un metodo politico considerato chiuso, verticistico e privo di reale condivisione. Un clima che avrebbe progressivamente logorato i rapporti interni fino alla rottura definitiva.
A pesare sarebbe stato anche il passaggio successivo alla festa patronale, quando il sindaco avrebbe revocato tutte le deleghe, scelta che avrebbe poi innescato a cascata le dimissioni.
L’uscita contemporanea del vicesindaco e di un assessore rappresenta un colpo politico significativo per l’amministrazione, che ora appare fortemente indebolita e sempre più isolata. La nascita del gruppo autonomo “San Giorgio Rinasce” era stata il primo segnale di una maggioranza in difficoltà; le dimissioni arrivate nelle ultime ore sembrano invece sancire una crisi ormai conclamata.
Si apre adesso una fase politicamente delicata. Il sindaco sarà chiamato a tentare una ricomposizione degli equilibri amministrativi e consiliari, ma la sensazione, anche all’interno degli ambienti politici locali, è che la consiliatura sia entrata in una fase di forte instabilità.
Sul piano politico resta soprattutto l’immagine di un’amministrazione attraversata da tensioni profonde e di un rapporto fiduciario interno ormai compromesso.