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01/08/2026 ore 16.42
Politica

San Giovanni in Fiore, dubbi sull’elezione di Ambrogio alla presidenza del Consiglio comunale

Quattro consiglieri chiedono una verifica sull’efficacia della modifica statutaria che avrebbe eliminato il divieto previsto per i candidati sindaco non eletti

di Redazione

Quale Statuto era effettivamente vigente quando Marco Ambrogio è stato eletto presidente del Consiglio comunale di San Giovanni in Fiore? È la questione sollevata da quattro consiglieri che sostengono l’Amministrazione, i quali chiedono un accertamento rapido e definitivo sulla regolarità della procedura.

Il dubbio riguarda una disposizione dello Statuto comunale che, nella formulazione originaria, impediva l’elezione alla presidenza dell’assemblea di un candidato sindaco risultato non eletto. Ambrogio aveva partecipato alle elezioni come candidato alla carica di primo cittadino ed è stato successivamente eletto presidente durante la prima seduta del Consiglio.

Secondo i firmatari, occorre verificare se la modifica statutaria che avrebbe eliminato tale divieto sia diventata effettivamente operativa attraverso il corretto completamento degli adempimenti previsti dalla normativa.

La questione sollevata in Consiglio comunale

La vicenda era stata portata all’attenzione dell’opinione pubblica e richiamata durante una seduta dell’assemblea dal consigliere Marco Gentile.

A intervenire ora con un comunicato sono Giovanna Francesca Caruso, Anna Miliana, Francesco Saverio Oliverio e Paolo Spina Iaconis, tutti consiglieri a sostegno dell’Amministrazione comunale.

I quattro precisano che l’iniziativa non intende alimentare una polemica politica o formulare un attacco personale nei confronti di Ambrogio.

«Si tratta di verificare se siano state rispettate le regole fondamentali che disciplinano il funzionamento del Comune», spiegano.

Cosa prevedeva lo Statuto originario

Il nodo riguarda la disposizione secondo la quale «non può essere eletto presidente del Consiglio comunale un candidato alla carica di sindaco risultato non eletto».

Marco Ambrogio si era candidato a sindaco senza essere eletto. Durante la prima convocazione del nuovo Consiglio comunale è stato poi scelto per guidare l’assemblea.

Questa sequenza, secondo i consiglieri, non sarebbe di per sé sufficiente a dimostrare un’irregolarità. La compatibilità dell’elezione dipenderebbe infatti dalla versione dello Statuto effettivamente vigente in quel momento.

La modifica statutaria al centro della verifica

La disposizione originaria sarebbe stata successivamente modificata, eliminando il divieto previsto per i candidati sindaco non eletti.

I dubbi sollevati riguardano però l’efficacia di questa modifica. I firmatari chiedono di verificare se siano stati correttamente completati gli adempimenti stabiliti dall’articolo 6, comma 5, del Testo unico degli enti locali.

Il comunicato richiama, inoltre, la versione dello Statuto disponibile nella raccolta pubblicata sul sito del ministero dell’Interno. Se quella risultasse essere la formulazione vigente al momento della votazione, sostengono i consiglieri, l’elezione potrebbe essere stata effettuata in contrasto con le regole comunali.

Si tratta di una valutazione ancora da compiere. Nel documento non viene indicato alcun accertamento definitivo sull’efficacia della modifica statutaria.

Le due possibili conclusioni

Per i consiglieri, la verifica può condurre a due esiti differenti.

Se gli adempimenti previsti dalla legge sono stati regolarmente effettuati e la modifica è diventata efficace prima dell’elezione, la scelta di Ambrogio sarebbe conforme allo Statuto aggiornato.

Se, al contrario, la procedura di modifica non fosse stata completata secondo le disposizioni previste, il divieto originario potrebbe essere rimasto vigente. In questo secondo caso, sostengono i firmatari, gli organi competenti dovrebbero valutare gli atti conseguenti.

«Se gli accertamenti dimostreranno che l’elezione di Marco Ambrogio è pienamente conforme allo Statuto, ne prenderemo atto con senso istituzionale», affermano Caruso, Miliana, Oliverio e Spina Iaconis.

Il ruolo del presidente del Consiglio comunale

Secondo i firmatari, la questione non può essere considerata esclusivamente tecnica perché riguarda la seconda carica istituzionale del Comune.

Il presidente dirige i lavori dell’assemblea, interviene sull’ordine delle sedute e garantisce il rispetto delle prerogative dei consiglieri comunali.

Per questo, sostengono, è necessario eliminare ogni dubbio sulla piena legittimazione dell’Ufficio di presidenza attraverso una verifica imparziale e trasparente.

La richiesta di un accertamento tempestivo

I quattro consiglieri chiedono che la documentazione venga esaminata rapidamente dagli organi competenti e che l’esito sia reso noto alla cittadinanza.

«Se sarà accertato che lo Statuto vigente non consentiva la sua elezione, riteniamo che non possano esservi esitazioni: la legalità dovrà prevalere su ogni convenienza politica», si legge nel comunicato.

La richiesta conclusiva è quella di arrivare a un accertamento «definitivo, trasparente e tempestivo» nell’interesse della comunità di San Giovanni in Fiore.