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11/07/2026 ore 06.30
Politica

San Giovanni in Fiore, Barile va in Prefettura per il “caso” Marco Ambrogio

Dopo il tumultuoso Consiglio comunale di martedì, il sindaco ha deciso di investire il più alto organo locale di quanto sta accadendo. Poi si è rivolto ad Occhiuto e Gallo: «Fermatelo»

di Antonio Clausi
Il sindaco di San Giovanni in Fiore Antonio Barile

Clima politico teso a San Giovanni in Fiore dopo la prima seduta del neonato Consiglio comunale svoltasi martedì 7 luglio. L'assise, convocata per la presentazione della nuova giunta e per la nomina del presidente del Consiglio, ha innescato una spaccatura interna alla compagine di centrodestra. L'elezione di Marco Ambrogio sullo scranno più alto dell'aula consiliare con 10 preferenze - superando i 7 voti andati a Marco Gentile - ha confermato i pronstici della vigilia ed ha indotto il primo cittadino Antonio Barile a recarsi dal Prefetto.

L'indomani della votazione, inoltre, lo stesso Gentile è stato formalmente estromesso dallo schieramento di maggioranza per non essersi allineato alle direttive della coalizione, che prevedevano il sostegno compatto ad Ambrogio. In questo scenario di frizione istituzionale, il sindaco ha rotto il silenzio con un duro e articolato intervento diffuso tramite i propri canali social nel pomeriggio di ieri. Il primo cittadino ha espresso una netta contrarietà rispetto alla figura del neoeletto presidente, paventando rischi di paralisi amministrativa e annunciando di essersi già rivolto alle massime autorità provinciali.

Le critiche preventive e i timori del primo cittadino

Nel suo intervento, Barile ha svelato i retroscena dei giorni antecedenti alla seduta, evidenziando come avesse tentato di bloccare la candidatura di Ambrogio sia a livello locale sia interpellando i vertici superiori dei partiti coalizzati, in particolare di Forza Italia. Il sindaco ha ripercorso i passaggi chiave di quelle ore: «Avevo chiesto ai consiglieri comunali di non votarlo, perché a mio avviso, cosa confermata dal suo comportamento, non poteva assicurare l'imparzialità che un presidente del Consiglio deve invece garantire durante un pubblico consesso».

Secondo la ricostruzione del sindaco di San Giovanni in Fiore, i tentativi di mediazione politica si sarebbero infranti contro silenzio dei coordinamenti dei partiti. Barile ha inteso esplicitare le ragioni di una tale opposizione radicale, legandole a una presunta strategia di Ambrogio volta a condizionare l'azione della giunta direttamente dall'interno del municipio, sovrapponendosi ai ruoli operativi: «Ma perché io non volevo? Perché ero sicuro - ha detto - che lo scopo di Marco Ambrogio sia di continuare in qualche modo a comandare e di insinuarsi all'interno del Palazzo Comunale pretendendo magari una stanza o una segretaria. Sia chiaro che questa è la mi opinione, ma ritengo che voglia controllare tutta l’attività amministrativa e ostacolare le funzioni del Sindaco».

 Bariile in Prefettura per la questione Ambrogio

La requisitoria del capo dell'amministrazione si è poi estesa ai membri dell'assise cittadina che hanno garantito i dieci voti necessari all'elezione di Ambrogio, stigmatizzando l'allineamento dei consiglieri locali. «Me la prendo con loro che sono di San Giovanni in Fiore - ha ammesso con amarezza -. Lo hanno conosciuto e sanno benissimo, ma, per l'ennesima volta, hanno abbassato la testa. Si è insediato come se fosse lui il sindaco, ha parlato dell'amministrazione precedente, ha criticato il mio operato e in alcuni passaggi addirittura mi ha offeso. Per mezz'ora il presidente del Consiglio ha relazionato come se fosse il Sindaco eletto».

Di fronte a quello che ha descritto come un clima di profonda agitazione popolare, il sindaco di San Giovanni in Fiore ha deciso di investire formalmente della questione la Prefettura di Cosenza, paventando il rischio di proteste di piazza. «Con Rosa Maria Padovano ho ripercorso il comportamento di Marco Ambrogio. Ho detto che oggi è diventato presidente del Consiglio in modo legittimo, ma che il suo comportamento non è certo adeguato alla figura di che si richiede. Per quanto è nel suo potere, le ho chiesto di intervenire. Mi ha ascoltato, le ho consegnato il video del Consiglio e si è riservata nel valutare tutti i documenti che ha a disposizione».

L'ultimo passaggio del discorso del primo cittadino si configura come una formale richiesta di intervento politico indirizzata direttamente ai massimi rappresentanti regionali dei partiti della coalizione, in particolare a Forza Italia, formazione in cui milita la governance della Regione Calabria. Barile chiede una presa di posizione netta a tutela dell'onorabilità delle istituzioni comunali. «Marco Ambrogio – ha concluso Barile - in questo momento rappresenta il centrodestra regionale e nazionale e non credo che il centrodestra, Forza Italia in particolare, si comporterebbe così a San Giovanni in Fiore, offendendo le istituzioni e mettendo sotto i piedi la democrazia. Mi rivolgo al presidente Occhiuto e all’assessore Gallo, responsabile provinciale e locale degli azzurri: mettete un punto al suo atteggiamento irrispettoso della democrazia».