San Giovanni in Fiore, certificato il disavanzo di 8 milioni. Barile: «Ora parola al Consiglio»
ll sindaco si rivolge ai componenti dell’assise: «Se approverete il documento finanziario, indicherete anche la strada, vale a dire dissesto o piano di riequilibrio. Bocciandolo andremo a casa e a nuove elezioni»
Il quadro contabile del Comune di San Giovanni in Fiore aveva già trovato una prima formalizzazione con l'approvazione in Giunta del rendiconto di gestione predisposto dalla responsabile del settore finanziario, Caterina Secreti, che aveva evidenziato un disavanzo di 7,8 milioni di euro. La struttura del deficit si suddivide tra 1,2 milioni di euro riconducibili a disavanzi degli esercizi precedenti e 6,4 milioni di euro emersi nell'ultimo periodo.
L'elemento di novità è rappresentato dalla trasmissione ufficiale della relazione dell'Organo di Revisione dei Conti, presieduto da Antonio Daffinà. I revisori hanno certificato l'esistenza del gap contabile per una cifra complessiva di circa 8 milioni di euro. Dal documento emerge inoltre un'esposizione debitoria di 6 milioni di euro sotto forma di anticipazione di cassa presso un istituto bancario. Tale scoperto è stato generato sia dal mancato incasso di tributi e sanzioni già impegnati a bilancio e spesi, sia dall'anticipazione di 5-6 milioni di euro destinati a opere pubbliche in attesa di rimborso.
In una comunicazione avvenuta tramite i suoi canali social, il sindaco Antonio Barile ha spiegato che sul piano operativo, le difficoltà di cassa hanno già prodotto ricadute dirette sui servizi e sul personale. Come noto, l'amministrazione ha dovuto sospendere la convenzione esterna per la gestione del museo cittadino e vede ridotte al minimo le possibilità di avviare percorsi di stabilizzazione per i lavoratori disoccupati. Inoltre, nel caso in cui i crediti relativi ai tributi non vengano recuperati integralmente nei prossimi quattro o cinque anni, il disavanzo rischia di appesantirsi di ulteriori due milioni di euro.
La trasmissione del testo in Consiglio comunale, prevista entro venti giorni, apre un confronto cruciale per la tenuta dell'amministrazione. L'assetto dell'assise di San Giovanni in Fiore è caratterizzato dalla cosiddetta "anatra zoppa": l'opposizione consiliare detiene infatti la maggioranza numerica con 9 consiglieri su 16 e trova il proprio punto di riferimento politico nel presidente del Consiglio comunale, Marco Ambrogio.
In questo contesto assembleare, il sindaco Antonio Barile ha delineato le due sole vie percorribili per la conclusione dell'iter contabile. La prima via prevede che, qualora il Consiglio deliberi a favore del rendiconto, l'assemblea debba contestualmente individuare lo strumento contabile di copertura, scegliendo tra l'adozione di un piano di riequilibrio pluriennale o la dichiarazione di dissesto finanziario, richiedendo la cooperazione dell'apparato burocratico e politico per un percorso di risanamento tra i 5 e i 10 anni. La seconda via contempla invece la bocciatura del documento da parte della maggioranza d'opposizione, evento che determinerebbe il decadimento dell'amministrazione e il conseguente scioglimento del Consiglio comunale con l'immediato ritorno al voto.
Il commento del sindaco di San Giovanni in Fiore Antonio Barile
A margine del recepimento della relazione finanziaria, il primo cittadino ha espresso la propria posizione sulla situazione dell'ente: «Avremo davanti 5-10 anni molto difficili e mi auguro che chi ha la colpa di aver prodotto questo disastro ne paghi le conseguenze, perché a farne le spese saranno i cittadini». In merito al clima interno alla macchina amministrativa e alla gestione burocratica dell'ente, Barile ha aggiunto: «Sapevamo che governare non sarebbe stata una vacanza. Qualora la situazione economica venga approvata dal Consiglio, il clima deve cambiare: occorre la collaborazione concreta dei consiglieri, della Giunta e dei dipendenti comunali, dei quali finora qualcuno ha remato contro».
Infine, di fronte al nodo politico in Aula e all'eventualità di un voto contrario da parte dell'opposizione non teme conseguenze. «Se l'opposizione deciderà di bocciare il consuntivo sfruttando i propri numeri, si andrà alle urne e sono convinto che stravinceremo le elezioni. A chi ha contribuito a lasciare questo buco chiedo solo di lasciarci in pace per consentirci di tentare di risollevare il paese» ha chiosato nella parte conclusiva del suo messaggio.