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04/11/2026 ore 17.48
Politica

San Giovanni in Fiore, il centrodestra chiede le dimissioni di Barile: «Amministrazione al capolinea»

Le dieci liste che hanno sostenuto Marco Ambrogio e i consiglieri di opposizione attaccano il sindaco su conti, opere pubbliche e programmazione. La richiesta è netta: dimissioni contestuali per interrompere l’esperienza amministrativa

di Redazione

Il centrodestra alza il livello dello scontro e chiede di porre fine all’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Barile. La posizione arriva al termine di una riunione dei rappresentanti delle dieci liste elettorali che hanno sostenuto Marco Ambrogio, insieme ai consiglieri comunali di opposizione, convocata nel pomeriggio del 4 novembre nella sede della coalizione al bivio del quartiere Oliveto.

Il giudizio espresso nella nota è durissimo. «Bisogna porre immediatamente fine alla peggiore esperienza amministrativa della storia di San Giovanni in Fiore», scrivono le forze di centrodestra, che accusano il sindaco di «totale incapacità politica e amministrativa».

Nel mirino finiscono la situazione delle opere pubbliche, la mancanza – secondo l’opposizione – di nuovi finanziamenti e di una programmazione complessiva, fino alla gestione delle festività natalizie, citata come ulteriore esempio di improvvisazione.

L’attacco sui conti del Comune

Il passaggio più delicato riguarda però la situazione finanziaria dell’ente.

Secondo la coalizione, il rendiconto presentato dall’amministrazione Barile aprirebbe la strada a un possibile dissesto del Comune. Una prospettiva che il centrodestra definisce «catastrofica» per le possibili conseguenze sui servizi, sulle assunzioni e sulle imprese creditrici.

Nella nota viene richiamata anche la situazione dei 173 lavoratori Invisibili, per i quali la Regione Calabria avrebbe messo a disposizione le risorse necessarie alla stabilizzazione. Il timore espresso dall’opposizione è che un peggioramento dei conti comunali possa compromettere anche questo percorso.

La coalizione contrappone quindi l’attuale fase amministrativa ai cinque anni di governo del centrodestra guidato da Rosaria Succurro, rivendicando finanziamenti, opere pubbliche, servizi e prospettive occupazionali ottenuti durante quella stagione.

Torna il caso dell’immobile del sindaco

Nel comunicato riemerge anche la vicenda dell’immobile di proprietà del sindaco dichiarato collabente, tema sul quale il centrodestra aveva già chiesto le dimissioni di Barile.

L’opposizione sostiene che non siano ancora arrivate «risposte attendibili» sulla classificazione catastale del fabbricato e sulle conseguenze tributarie collegate alla vicenda.

Anche in questo caso il giudizio politico è netto: secondo le dieci liste, il sindaco avrebbe dovuto chiarire pubblicamente ogni aspetto e assumersi le proprie responsabilità.

«I consiglieri si dimettano tutti insieme»

Da qui la richiesta rivolta direttamente ai consiglieri comunali di opposizione: dimettersi tutti contestualmente e senza attendere l’approvazione del bilancio.

«Non c’è più tempo da perdere», scrivono i rappresentanti delle dieci liste, secondo i quali concedere altro tempo all’amministrazione significherebbe rischiare un ulteriore aggravamento della situazione.

L’obiettivo politico è quindi dichiarato: arrivare alla fine anticipata dell’esperienza Barile attraverso le dimissioni dei consiglieri necessarie a determinare lo scioglimento del Consiglio comunale.

«Il centrodestra ha il dovere politico e morale di interrompere questa esperienza», conclude la nota. «Barile deve andare immediatamente a casa».