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06/11/2026 ore 08.52
Politica

San Giovanni in Fiore, il Comitato 18 gennaio: «Ambrogio ha fallito, non ci saranno dimissioni»

«La città chiede onestà, giustizia e riscatto: il sindaco Barile e la sua amministrazione risponderanno a questa chiamata con determinazione»

di Redazione

«Marco Ambrogio continua la sua personale campagna di mistificazione della realtà, ma i cittadini di San Giovanni in Fiore hanno già espresso un giudizio chiaro e inappellabile lo scorso 8 giugno. Dopo aver gestito il Comune negli ultimi sei anni insieme alla moglie Rosaria Succurro - lasciando in eredità 8 milioni di euro di debiti fuori bilancio e una gestione chiacchierata e costellata da ombre sulle quali bisogna fare piena luce e ci auguriamo siano fugate a conclusione delle indagini avviate dalla Direzione Distrettuale Antimafia -, Ambrogio pretende oggi di salire in cattedra e dare lezioni di amministrazione a chi si è insediato solo da pochi mesi». Lo afferma in una nota il Comitato 18 gennaio.

San Giovanni in Fiore, il centrodestra chiede le dimissioni di Barile: «Amministrazione al capolinea»

«Fin dal giorno successivo alla sonora sconfitta elettorale - sostengono i componenti - l'unico obiettivo di Ambrogio è stato quello di paralizzare il paese e impedire al sindaco Antonio Barile e alla nuova Giunta di lavorare. Ha cercato di spingere i consiglieri eletti nelle sue liste alle dimissioni di massa per provocare lo scioglimento del Consiglio Comunale. Ha fallito! Non ci è riuscito perché, fortunatamente per San Giovanni in Fiore, diversi consiglieri di opposizione intendono fare il proprio dovere nell'interesse dei cittadini e rifiutano di piegarsi a una logica del "muoia Sansone con tutti i Filistei" guidata da calcoli e interessi personali».

Poi ancora: «Finito nell'isolamento politico, Ambrogio torna alla carica chiedendo le dimissioni del Sindaco con argomenti del tutto inconsistenti.Nella fattispecie:

Il comitato 18 gennaio prosegue: «Perché Marco Ambrogio chiede le dimissioni del Sindaco a meno di cinque mesi dal voto? Evidentemente perché è preoccupato. Per bloccare l'approvazione del rendiconto, che certifica nero su bianco le gravi responsabilità amministrative della passata gestione Succurro-Ambrogio. Per scaricare sul Sindaco Barile e sull’attuale amministrazione le colpe del mancato percorso sulla stabilizzazione dei 173 lavoratori invisibili, usando la disinformazione come arma politica. Per cercare di distogliere l'attenzione sulla spregiudicata e discutibile gestione degli ultimi anni di Comune e Provincia di Cosenza sulla quale si sono accese le luci per verificare cosa è realmente accaduto nella gestione delle risorse pubbliche ed accertare la verità».

«Marco Ambrogio se ne faccia una ragione - spiegano dal Comitato - i consiglieri comunali non sono pedine manovrabili a comando, e i cittadini di San Giovanni in Fiore hanno compreso benissimo quanto accaduto in questi anni. Le luci psichedeliche e le passerelle di facciata si sono spente e si sono accesi i riflettori della verità, della trasparenza e del rigore amministrativo. San Giovanni in Fiore chiede onestà, giustizia e riscatto: il sindaco Barile e la sua amministrazione risponderanno a questa chiamata con determinazione nel rispetto del mandato popolare espresso attraverso il voto, lavorando ogni giorno per tutelare la comunità e proiettarla verso il futuro».

«Quanti amano San Giovanni e sono persone libere e non ricattabili non possono assecondare disegni distruttivi o avallare manovre che nulla hanno a che fare con il bene comune. Il Comitato 18 Gennaio riconferma pieno sostegno al Sindaco Barile e alla Amministrazione Comunale ed invita i consiglieri comunali ad un dialogo costruttivo per far fronte alla grave situazione nella quale è stato condotto il nostro Comune» conclude la nota.