San Giovanni in Fiore, stretta di mano per Barile sindaco: «Battiamo insieme Ambrogio»
Belcastro e Candelise al fianco del candidato che sfiderà l’uomo del centrodestra al ballottaggio del 7-8 giugno: «Non ci sono accordi finalizzati a poltrone, ma solo sui programmi»
Stamattina a San Giovanni in Fiore si è tenuta una partecipatissima conferenza stampa, ricca di entusiasmo, in cui Luigi Candalise e Giuseppe Belcastro hanno ufficializzato il proprio endorsment ad Antonio Barile che nel prossimo fine settimana sfiderà Marco Ambrogio al ballottaggio per il Comune di San Giovanni in Fiore. Come noto, al primo turno, il candidato del centrodestra non è riuscito ad andare oltre il 45%, impallinato dal voto disgiunto quantificato in 1403 preferenze in meno rispetto alle sue liste. Da qui la necessità di chiamare i cittadini nuovamente alle urne.
Barile ha chiarito subito una cosa che ritiene fondamentale: «Non si è mai parlato di poltrone, ho detto loro che si deve vincere e basta - ha precisato -. L’anatra zoppa? La minoranza in Consiglio potrebbe essere la forma più alta di democrazia e non ci fanno paura gli avversari. La giunta poi la comporremo, ma non c’è alcun accordo a monte. L’unica intesa è su come battere Ambrogio, ecco perché, come recita il mio claim oggi “Siamo tutti candidati”».
Candalise: «Chi non voterà avrà fatto una scelta errata»
Candalise ha usato la sua proverbiale carica per sancire l’unione. «San Giovanni in Fiore non è un posto dove portare a passeggio delle soubrette. È un momento importante, dove creare economia per questo comune. Siamo stati abituati ad illusioni in questi anni - ha tuonato -. L’esempio è il turismo: ne serve uno sostenibile e non con consumo di suolo». Poi ancora: «Davvero qualcuno pensa che ci sia stato un candidato a sindaco a cui non interessassero i precari? Guardiamo al presente, affrontiamolo insieme e tra i due aspiranti sindaci riteniamo che Barile sia la persona più opportuna per guidare il Comune. Chi non voterà il prossimo 7-8 giugno, avrà fatto la sua scelta e sarà contro Antonio. Al mare ci andremo dopo essere passati dal seggio».
Belcastro: «Qui fatte battaglie importanti»
Giuseppe Belcastro è partito dallo scarno dato elettorale. «Il nostro 7% ci ha consentito di mandare al ballottaggio Marco Ambrogio e di poter far eleggere sindaco Antonio Barile - ha esordito -. Il “Comitato 18 gennaio” è nato due anni fa per dare voce a chi non l’aveva e per denunciare quanto stava accadendo a Palazzo di Città. Questo territorio ha sempre vissuto di lavoro e di battaglie e di certo non le hanno fatte Rosaria Succurro e Marco Ambrogio».
«Le lotte - ha quindi evidenziato - le hanno condotte i vecchi primi cittadini. Oggi San Giovanni è ad un bivio importante: dobbiamo far capire alla gente che tra Barile, Candalise e Belcastro non c’è alcun accordo di potere. C’é solo un’intesa sui programmi, su come rilanciare l’ospedale e la città. La Sanità, questo si può dire, sarà al centro di tutto».
Barile: «Di me dicono che sia l’ultimo comunista…»
Dal canto suo, Barile è animato dall’idea di replicare quanto accaduto nel 2010: diventare sindaco con una sola lista a sostegno. «Per anni - ha ricordato - ho fatto battaglie, nell’esclusivo interesse di San Giovanni in Fiore. Per una vita mi sono battuto contro Mario Oliverio e oggi mi ritrovo di fianco a Belcastro che lo rappresenta. Mi ritrovo di fianco anche a giovani fieri di Candalise che spero siano il futuro della città. E tengo a precisare che destra e sinistra in Calabria non servono a nulla. Anzi, dicono che sono l’ultimo comunista rimasto a San Giovanni in Fiore: pensate un po’! Oggi, anche per queste motivazioni, mi sento un po’ più forte a non essere da solo».
«Io avevo capito tutto già nel 2020 quando vidi Rosaria Succurro: già avrei auspicato allora questa sinergia. All’epoca, però, non si potevano fare accordi con nessuno, perché erano uguali a lei tanto che si accomodarono al tavolo di Marco Ambrogio subito dopo. L’obiettivo della coppia - ha attaccato - era spianare la strada alla loro carriera politica passando sulla disperazione della gente e con tutta una serie di affari. Cinismo allo stato puro, quello del mio avversario. Ha affossato il nostro paese sia dal punto di vista economico che sociale. Alla fine il 55% dei sangiovannesi ha detto no alla sua elezione a sindaco ed oggi e qui a questa conferenza. Per vincere dovremo raccontare alla gente la verità e fare una campagna elettorale molto intensa. A loro e a chi lo ha votato controvoglia dobbiamo far capire chi siamo e cosa vogliamo fare. Invito pubblicamente Marco Ambrogio a fare un confronto e spero - ha concluso - che non si nasconda».