Sanità calabrese, Brutto rivendica il cambio di passo tra medici e ospedali
Il presidente della Commissione Sanità richiama liste d’attesa, formazione medica, nuovi ospedali e rientro di professionalità
La sanità calabrese sta attraversando una fase di trasformazione che, secondo il presidente della Commissione Sanità e capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Angelo Brutto, segna un cambio di prospettiva dopo anni di commissariamento. Non più soltanto un sistema costretto a inseguire le emergenze, ma una rete chiamata a puntare su qualità delle cure, umanizzazione, riduzione delle criticità e capacità di attrarre professionisti e pazienti.
«La sanità calabrese, dopo anni di commissariamento, sta vivendo una fase di profonda trasformazione», afferma Brutto. «Non si tratta di uno slogan, ma di un percorso concreto che, pur tra difficoltà ancora esistenti, sta finalmente restituendo alla nostra regione una prospettiva nuova: quella di un sistema sanitario non più soltanto “di emergenza”, ma sempre più orientato alla qualità e all’umanizzazione delle cure, alla riduzione delle criticità e, soprattutto, alla capacità di attrarre professionisti e pazienti».
Brutto richiama i dati AGENAS sulle liste d’attesa
Uno dei segnali indicati dal presidente della Commissione Sanità riguarda la gestione delle liste d’attesa, considerate negli ultimi anni uno dei nodi più delicati del sistema sanitario regionale. Brutto richiama le rilevazioni di AGENAS, secondo le quali la Calabria avrebbe registrato miglioramenti significativi.
«Secondo le rilevazioni di AGENAS, la Calabria ha registrato miglioramenti significativi nella gestione delle liste d’attesa, uno dei nodi più critici degli ultimi anni», sostiene il capogruppo di Fratelli d’Italia. Indicatori che, nella sua lettura, «non possono essere letti come un punto di arrivo», ma rappresentano comunque «un’inversione di tendenza rispetto al passato e un incoraggiamento a proseguire con decisione sulla strada intrapresa».
Il ragionamento politico di Brutto lega questi dati a un tema più ampio: la credibilità del sistema sanitario calabrese e la possibilità di ricostruire fiducia dopo una lunga stagione segnata da emergenze, ritardi e difficoltà organizzative.
Il ritorno di Bonavina e la sfida dell’attrattività
Accanto al tema delle liste d’attesa, Brutto sottolinea un altro elemento che considera strategico: la capacità della Calabria di attrarre competenze di alto livello. In questo quadro inserisce il ritorno nella regione del professor Luigi Bonavina, figura indicata come riferimento nel panorama della chirurgia esofagea.
Per il presidente della Commissione Sanità, il rientro di professionisti di questo calibro non rappresenta soltanto una buona notizia, ma il segnale di una Calabria che può tornare competitiva anche sul piano sanitario e scientifico.
Secondo Brutto, si tratta della «dimostrazione che la Calabria può tornare ad essere attrattiva, capace di invertire la tradizionale fuga di competenze e di costruire invece un circuito virtuoso di rientri, investimenti e crescita strutturale».
La questione, dunque, non riguarda soltanto i singoli profili professionali, ma la possibilità di costruire un sistema capace di trattenere competenze, richiamarne altre e offrire ai cittadini servizi sempre più qualificati.
Università, formazione medica e nuovi ospedali
Nel quadro tracciato da Brutto rientra anche il ruolo della formazione. Il presidente della Commissione Sanità richiama i passi avanti del sistema universitario calabrese, a partire dall’Università Magna Graecia di Catanzaro, con il corso di Medicina e Chirurgia e i nuovi investimenti nei percorsi formativi di eccellenza.
Allo stesso tempo, secondo Brutto, anche Cosenza sta assumendo una centralità crescente grazie alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università della Calabria, ai corsi di Infermieristica e delle Professioni Sanitarie. Percorsi che, nella sua lettura, rappresentano un’occasione per formare nuove generazioni di professionisti e rafforzare il rapporto tra formazione, ricerca e assistenza sanitaria sul territorio.
A questo si affianca il programma di ammodernamento della rete ospedaliera regionale, con l’avanzamento dei nuovi ospedali e delle principali opere di edilizia sanitaria. Interventi attesi da anni e considerati un tassello fondamentale per garantire ai cittadini strutture moderne, tecnologicamente avanzate e adeguate alle sfide della medicina contemporanea.
«Tutto questo è il frutto di un lavoro sinergico che stiamo portando avanti insieme al presidente Roberto Occhiuto, con una visione chiara e una programmazione concreta che sta consentendo alla Calabria di recuperare ritardi storici e costruire un sistema sanitario sempre più efficiente e credibile», afferma Brutto.
«Formazione, innovazione e infrastrutture sono tre pilastri»
Per il presidente della Commissione Sanità, la prospettiva di rilancio passa da tre direttrici: formazione, innovazione e infrastrutture. Sono questi, sostiene, i pilastri su cui costruire una sanità regionale più competitiva e capace di confrontarsi con le migliori realtà nazionali.
«Formazione, innovazione e infrastrutture costituiscono oggi tre pilastri essenziali che rendono la sanità calabrese sempre più competitiva, capace di confrontarsi con le migliori realtà nazionali e di offrire ai cittadini servizi di qualità crescente», aggiunge Brutto.
Il presidente della Commissione Sanità mantiene però un riferimento alle criticità ancora aperte. Il lavoro da fare, afferma, resta consistente: dal rafforzamento della medicina territoriale al potenziamento degli organici, fino al completamento di una rete ospedaliera pienamente efficiente e moderna. «Nessuno può permettersi di abbassare la guardia», conclude Brutto.