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19/07/2026 ore 15.11
Politica

Scalea-Maratea, Bardi e Occhiuto condividono il nome per il futuro scalo aeroportuale

I governatori di Basilicata e Calabria puntano su un’infrastruttura capace di rafforzare turismo, collegamenti e attrattività internazionale

di Redazione

Il futuro scalo aeroportuale di Scalea potrebbe assumere la denominazione di “Scalea-Maratea”, diventando un’infrastruttura condivisa, almeno sul piano turistico e promozionale, tra Calabria e Basilicata.

La volontà è stata illustrata dal presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, dopo il confronto con il governatore calabrese Roberto Occhiuto durante l’undicesima edizione di “LaRipartenza, liberi di pensare”, l’evento ideato da Nicola Porro e ospitato a Maratea.

«Insieme al presidente Occhiuto abbiamo condiviso la volontà che il futuro scalo di Scalea assuma la denominazione di “Scalea-Maratea”», ha dichiarato Bardi.

Non si tratta, sulla base delle dichiarazioni diffuse, di una denominazione già formalmente approvata, ma di un indirizzo politico condiviso dai due presidenti di Regione per valorizzare un’area turistica che supera i confini amministrativi.

Un’unica destinazione turistica tra Calabria e Basilicata

Alla base della proposta c’è la vicinanza geografica e turistica tra l’Alto Tirreno cosentino e la costa lucana.

Scalea e Maratea appartengono a due regioni differenti, ma sono inserite in un comprensorio caratterizzato da flussi turistici, collegamenti stradali e interessi economici comuni.

Secondo Bardi, la denominazione congiunta servirebbe a riconoscere il valore strategico di un territorio che può essere promosso come «un’unica grande destinazione turistica del Mezzogiorno».

L’inserimento del nome di Maratea permetterebbe inoltre alla Basilicata di ottenere maggiore visibilità nelle comunicazioni legate alle eventuali rotte aeree e nei circuiti turistici nazionali e internazionali.

«Inserire il nome di Maratea nello scalo significa dare maggiore visibilità alla Basilicata sulle rotte aeree e rafforzare l’attrattività internazionale dell’intero comprensorio», ha osservato il presidente lucano.

L’obiettivo dei collegamenti con Roma

Il progetto evocato dai due governatori punta alla realizzazione di collegamenti rapidi attraverso aeromobili di piccole e medie dimensioni.

Tra le destinazioni indicate da Bardi figura Roma, insieme ad altre città che potrebbero essere raggiunte attraverso voli compatibili con le caratteristiche del futuro scalo.

L’infrastruttura dovrebbe quindi svolgere una funzione differente rispetto ai grandi aeroporti, concentrandosi su collegamenti mirati, servizi turistici e spostamenti più rapidi da e verso l’area dell’Alto Tirreno.

La proposta mira a migliorare l’accessibilità di territori che, soprattutto durante la stagione estiva, registrano una forte crescita delle presenze ma continuano a fare i conti con criticità nei collegamenti stradali e ferroviari.

La realizzazione delle rotte, le caratteristiche tecniche dello scalo e i tempi di attivazione dipenderanno tuttavia dai successivi passaggi amministrativi, finanziari e autorizzativi.

La strategia comune di Calabria e Basilicata

Il messaggio politico lanciato a Maratea riguarda soprattutto la collaborazione tra Regioni confinanti.

Per Bardi, Calabria e Basilicata devono mettere a sistema le rispettive attrattive, evitando che i confini amministrativi diventino un ostacolo alla costruzione di servizi e infrastrutture comuni.

«La collaborazione tra regioni confinanti è la strada giusta per superare i confini amministrativi e costruire servizi capaci di generare sviluppo, turismo e nuove opportunità per cittadini e imprese», ha affermato.

La denominazione Scalea-Maratea avrebbe dunque anche una funzione simbolica: presentare il futuro scalo come punto di accesso a un’area interregionale e non soltanto come infrastruttura al servizio del comune nel quale sarà collocato.

Il modello richiamato è quello di una programmazione capace di coinvolgere istituzioni, operatori turistici e imprese di entrambi i territori.

Turismo e attrazione degli investimenti

Il futuro collegamento aereo potrebbe incidere sul turismo balneare, culturale e naturalistico dell’area compresa tra la Riviera dei Cedri e Maratea.

La maggiore accessibilità consentirebbe di avvicinare il territorio ai mercati turistici nazionali e internazionali, facilitando l’arrivo di visitatori e sostenendo le attività ricettive, commerciali e dei servizi.

Secondo il presidente della Basilicata, quando territori vicini scelgono di collaborare, i benefici possono estendersi oltre i rispettivi confini.

«Quando i territori fanno squadra, i benefici si estendono ben oltre i rispettivi confini», ha dichiarato Bardi.

La prospettiva è quella di collegare l’infrastruttura a una strategia più ampia di promozione territoriale, nella quale Scalea e Maratea possano diventare i due riferimenti principali di un’offerta turistica integrata.

«Un Mezzogiorno che cresce attraverso la cooperazione»

Il confronto tra Occhiuto e Bardi si inserisce nel dibattito sulle infrastrutture necessarie a ridurre l’isolamento di alcune aree del Sud.

La collaborazione istituzionale viene indicata come lo strumento attraverso il quale rendere gli investimenti più efficaci e costruire servizi capaci di incidere concretamente sulla competitività.

«È questa la visione che intendiamo portare avanti: un Mezzogiorno che cresce attraverso la cooperazione istituzionale e investimenti che migliorano concretamente l’accessibilità e la competitività dei nostri territori», ha concluso Bardi.