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21/09/2026 ore 18.22
Politica

Scuola, Sinistra Italiana-AVS Calabria contro il limite agli alunni stranieri per classe

Rossella Bulsei contesta la proposta annunciata da Giorgia Meloni e chiede più risorse per inclusione, sostegno e mediazione linguistica. «La risposta non può essere separare, ma rafforzare gli strumenti educativi»

di Redazione

Sinistra Italiana-AVS Calabria boccia la proposta del Governo di introdurre per legge un tetto massimo alla presenza di studenti stranieri nelle singole classi e chiede, al contrario, di rafforzare gli strumenti dell’inclusione scolastica.

A intervenire è Rossella Bulsei, della segreteria regionale calabrese di Sinistra Italiana-AVS, che contesta sul piano politico, giuridico e pedagogico l’annuncio fatto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

La premier ha anticipato un provvedimento che dovrebbe fissare per legge un numero massimo di studenti stranieri per classe, insieme ad altre misure riguardanti l’integrazione scolastica. Il Governo sta lavorando a un disegno di legge che potrebbe arrivare già in uno dei prossimi Consigli dei ministri.

Il richiamo alla Costituzione

Bulsei parte dagli articoli 3 e 34 della Costituzione, richiamando i principi di uguaglianza e diritto allo studio.

Secondo Sinistra Italiana-AVS, un intervento basato sulla cittadinanza degli studenti rischierebbe di produrre effetti discriminatori se non accompagnato da criteri realmente inclusivi e da adeguati strumenti di supporto.

La nota richiama anche il quadro normativo già esistente per gli studenti con disabilità e con disturbi specifici dell’apprendimento, dalla legge 104 del 1992 alla legge 170 del 2010, fino al decreto legislativo 66 del 2017 sull’inclusione scolastica.

Il precedente del 30 per cento

Il tema, in realtà, non nasce oggi. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha ricordato nei giorni scorsi che una circolare del 2010 prevedeva già, come criterio generale, un limite del 30% di alunni con cittadinanza non italiana per classe, con possibilità di deroghe legate alle competenze linguistiche e alla situazione territoriale.

Lo stesso Valditara ha però riconosciuto che quella previsione è stata applicata solo in modo parziale e che proprio per questo il Governo intende trasformare il principio in una norma di legge.

Anche il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, ha osservato che un tetto può porre problemi applicativi concreti nei quartieri dove la presenza di famiglie straniere è particolarmente elevata, soprattutto perché le scuole devono accogliere gli studenti residenti nel territorio di riferimento.

«Il problema sono le risorse, non la composizione delle classi»

Per Bulsei, però, il punto centrale è un altro.

Secondo la rappresentante di Sinistra Italiana-AVS, le difficoltà scolastiche legate alla presenza di studenti stranieri non dovrebbero essere affrontate intervenendo sulla composizione numerica delle classi, ma investendo maggiormente in personale, formazione e mediazione linguistica e culturale.

La nota contesta anche l’affermazione di Meloni secondo cui gli studenti italiani non dovrebbero trovarsi «in minoranza» all’interno della propria classe. La premier ha utilizzato proprio questo argomento per motivare la necessità del provvedimento.

Il parallelismo con il tema della disabilità

Sinistra Italiana-AVS introduce inoltre un parallelismo politico tra il dibattito sugli studenti stranieri e alcune proposte di separazione degli studenti con disabilità.

Per Bulsei, entrambe le impostazioni rischierebbero di spostare il problema dalla capacità del sistema scolastico di garantire condizioni adeguate di apprendimento alla selezione o separazione degli studenti ritenuti più difficili da gestire.

Si tratta di una valutazione politica dell’esponente di AVS, che nella nota richiama invece la necessità di rafforzare docenti di sostegno, mediatori culturali, assistenti educativi e personale scolastico.

«Investire nell’inclusione»

La posizione del partito è quindi nettamente contraria alla direzione annunciata dal Governo. «La priorità istituzionale – sostiene Bulsei – è investire in organico, formazione, mediatori linguistici e culturali e risorse per il sostegno, garantendo così il diritto allo studio per tutti, indipendentemente dal passaporto o dalla condizione psicofisica».

Il confronto politico è destinato a proseguire nelle prossime settimane, quando il testo del disegno di legge renderà più chiari criteri, percentuali, eventuali deroghe e modalità concrete di applicazione del nuovo limite.